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Atti del Congresso speleologico 1954

Non faremo la storia del VI Congresso Nazionale di Speleologia perchè ha poca importanza di fronte al fatto che il Congresso si è celebrato, e a Trieste.
Desideriamo invece ringraziare guariti vi hanno contribuito dando piena ed entusiastica adesione. Ma in primo luogo vogliamo ricordare tutti coloro che lo hanno reso materialmente possibile: il Consiglio Nazionale delle Ricerche che ci ha elargito per il Congresso l’ ingente somma di lire 500.000; il prof. Michele Gortani che ci ha dato il modo di risolvere il grave problema della pubblicazione degli ,Atti”; l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Trieste che ha accolto i Congressisti nella stupenda cornice del Castello di S.Giusto. La S. p. A. Cava Romana, che ha ospitato il Congresso nella luminosa baia di Sistiana; l’ Ente per il Turismo di Trieste, il Circolo Fotografico Triestino e tutti coloro che hanno dato la loro opera perchè il Congresso si svolgesse nel migliore dei modi in un momento in cui la città era ancora sotto l’occupazione militare angloamericana.
Confidiamo che il nostro non facile lavoro sia stato utile e che si siano avverate le speranze da noi riposte in questo VI Congresso: che esso rappresenti un rinnovato segno della vitalità della speleologia italiana ed un atto di fede nell’avvenire.
                                                                        IL COMITATO ORGANIZZATORE   

Atti del primo convegno di speleologia del Friuli Venezia Giulia – anno 1973

La seduta inaugurale del I Convegno di Speleologia del Friuli-V nezia Giuliasi svolge nella sede. Gentilmente concessa, del Circolo della Cultura e' delle Arti di Trieste, alla presenza dei 130 iscritti, dei membri del Comitato Scientifico, della Soprintendente ali Antichità arch. Gabriella Pross Gabrielli del prof. Carlo D'Ambrosi. Prendono posto al tavolo della Presidenza l'avv. Giovanni Tomasi il presidente della Società Alpina delle Giulie, il dott.. Carlo Dal Cer, in rappresentanza del dott. Alfeo Mizzau, Assessore Regionale ai Beni Ambientali e Culturali, il dott. Fausto Faraguna in rappresentanza del Sindaco, e il Presidente del Comitato organizzatore Carlo Finocchiaro.

Atti del terzo convegno di speleologia del Friuli Venezia Giulia – anno 1977

Le fatiche e le preoccupazioni, per gli organizzatori del III° Convegno Regionale di Speleologia, terminavano venerdì 4 Novembre alle ore 13.00, allorquando la macchina del Convegno, con l'apertura della Segreteria iniziò a muoversi da sola. Nella serata, relatori ed appassionati speleologi si sono riuniti presso l'Auditorium del Palazzo della Regione per assistere alla proiezione dei filmati: "Kapatatuka" di Rinaldo Saunig di Gorizia; "Bila Pec - Parete Bianca" di .Fulvio· Ladini di Gorizia; “Rovenska Jama" dello Jamaski Club di Idria.Tutte e tre le proiezioni hanno suscitato nei numerosi presenti ammirazione nei- confronti dei realizzatori, che sono stati lungamente applauditi. Sabato 5 Novembre, alle ore 9.00, viene svolta, sempre all' Auditorium, la cerimonia ufficiale di apertura Convegno con l'inaugurazione della "mostra fotografica" all'allestimento della quale hanno aderito ben non solo gruppi nazionali ma anche esteri. Da segnalare, in particolare, un servizio fotografico riguardante le cavità del Carso Triestino, che verranno distrutte in seguito all'attuazione della zona industriale nella suddetta area.

Numerosi i reperti archeologici esposti,tra i quali di notevole interesse i due vasi dell'età del bronzo riportati alla luce dal nostro gruppo "L.V.Bertarelli" di Gorizia, durante gli scavi nella grotta di Cladrecis, nell'alta valle dello Judrio. Di particolare riguardo l'esposizione di fossili, tra i quali ha spiccato una collezione, gentilmente messa a disposizione da uno studioso americano, provenienti dalle zone del Nevada, negli Stati Uniti.

Prima parte

Convegno_77_Parte_I.pdf

5.7 M

Seconda parte

Convegno_77_Parte_II.pdf

6.9 M

TIMAVO di E.BOEGAN

Presentazione

 Costituita la Provincia di Trieste nei suoi attuali confini amministrativi, il problema dell'approvvigionamento idrico già per oltre un secolo dibattuto nei riguardi della Città e dei suoi immediati bisogni, si e ripresentato con nuovi aspetti e nuove necessità. Di qui, un intensificarsi delle indagini sull'imponente bacino carsico del Timavo, dal quale per tanta parte dipende la possibilità di sviluppo della Riviera Triestina.

All' interesse scientifico che ha la circolazione idrica, per vari aspetti tuttora misteriosa, del Carso, si associa quindi uno speciale interesse contingente nel consigliare la stampa del presente lavoro, in cui l'infaticabile Cav. Eugenio Boegan ha raccolto sinteticamente i risultati delle ricerche finora compiute. A queste egli diede oltre quarant' anni di attività continua, sia negli studi sistematici eseguiti sotto la sua guida dagli Uffici tecnici del Comune di Trieste, sia nelle esplorazioni speleologiche da lui svolte con l’ausilio degli altri arditi e benemeriti collaboratori della Società Alpina, delle Giulie.

Frutto di lunga esperienza personale e collettiva, le pagine che seguono contengono non soltanto dati precisi sul regime del massimo fiume sotterraneo d'Europa, ma anche osservazioni e impressioni che, liberandosi dagli schemi troppo unilaterali delle opposte scuole straniere, tendono a riaffermare i principi del nostro De Marchi sul carattere della circolazione idrica del Carso.

Nel ventennale della vittoria, l'Istituto Italiano di Speleologia ha tenuto alla pubblicazione di questo studio, che per fini di pubblico bene illustra il fiume sacro a fulgide, gloriose memorie.

 Il Presidente dell'Istituto Italiano di Speleologia

                MICHELE GORTANI

TIMAVO di M.Galli

Premessa

Così come il Timavo ipogeo, le sue acque e le sue sorgenti hanno da sempre attratto studiosi, poeti, uomini di lettere e di pensiero, così la storia (e talvolta le avventure) e le idee di questi uomini che ne hanno parlato o hanno cercato di sviscerarne i segreti, attraggono altri studiosi, altri uomini di lettere e scienza.
Quest'opera è la narrazione circostanziata ed attenta, talvolta ammirata, spesso critica, sempre oggettiva, della Storia del Timavo raccontata da Mario Galli.
E non ho difficoltà ad ammettere che ho seguito con attenzione divertita e interessata il tragitto storico, l'intreccio di idee, proposte, esperimenti, discussioni, problemi.
Mentre apprendevo talune cose anche per me nuove, rivedevo sotto altra luce ed in un quadro più ampio le cose note, apprezzando l'ironica, distaccata ma partecipe analisi storica e scientifica del "faticoso cammino delle scienze" sulla idrogeologia del Fiume Timavo.
Che se non è Fiume sacro alla Patria è comunque Fiume sacro alla Scienza.
Proprio la capacità di sintesi, di individuazione e di riconoscimento di quanto di valido e di non valido ma sempre essenziale allo svolgersi degli studi, è stato detto o fatto sull'argomento è caratteristica peculiare di questo volume.
Caratteristica alla quale si aggiunge una scorrevolezza del testo, per me inconsueta in questo tipo di opera, che aiuta a ben comprendere anche argomenti non a tutti familiari.
Avrei voluto farlo io questo lavoro, ma è un bene che lo abbia fatto Mario.

Franco Cucchi

Timavo.pdf

6.0 M

La ricerca del Timavo sotterraneo

Timavo - esplorazioni e studi

 La Commissione Grotte "Eugenio Boegan" ed il Museo civico di Storia Naturale di Trieste hanno voluto affrontare il tema del Timavo sotterraneo, mettendo in evidenza la storia delle esplorazioni, le scoperte storielle e quel­le recenti e le indagini biologiche che stanno portando un enorme contribu­to alla interpretazione dei collegamenti, presenti o passati, tra le acque sot­terranee.

La presente pubblicazione vuole essere non solo una sin­tesi ma soprattutto un buon punto di partenza per un cammino che ci riserva ancora molte fatiche e molte incognite: anche per questo il Timavo resta tut­tora "arcano".

                                                                                              Sergio Dolce