Le grotte minori del Kronio

 

LE GROTTE MINORI SUI VERSANTI DEL KRONIO

Pubblicato sul n. 38 di PROGRESSIONE – Anno 1998
Come ci è stato a suo tempo insegnato dai nostri maggiori, non esiste fenomeno carsico ipogeo a sé stante, ma ogni grotta è parte di un tutto unico estremamente complesso e articolato, per cui anche gli studi e le ricerche sugli abissi o cavità particolarmente importanti devono sempre essere correlati almeno al fenomeno carsico della zona circostante. In quest’ottica la spedizione alla Grotta Cucchiara aveva previsto anche I’esplorazione ed il rilievo delle grotte minori che si aprono sui versanti del Kronio. A quest’incombenza erano stati destinati, appar organigramma iniziale, un paio di uomini. A causa delle necessità esplorative alla Cucchiara, questi vi poterono dedicare soltanto alcuni ritagli di tempo, insufficienti sia per battere decentemente la zona, che per visitare tutte le cavità conosciute o segnalate. Comunque a fine spedizione risultarono rilevate una decina di piccole cavità, già inviate al responsabile siciliano del catasto grotte, che qui di seguito si presentano.

 GROTTA DI CIULLA

SI AG 2019 N 415336 E 235281, quota m 185, prof. m 3, lungh. m 30 Ril. 14.3.1998, P. Guidi, M. Cova Conosciuta da tempo (è una delle cavità di Sciacca già descritte dal Di Milia) consta di una galleria alta due metri e larga altrettanto che finisce in un pozzetto in cui confluiscono altri due cunicoli; alla base del breve salto. scendibile senza l’aiuto di attrezzi, trovaci un cunicolo dal suolo ciottoloso interessato da una debole circolazione d’aria calda e vaporosa. La cavità, che si apre sopra una cava dismessa da cui è ben visibile, ospita una breccia con ossa e frammenti di selce. Il rilievo, assunto con mezzi di fortuna I’ultimo giorno della spedizione, è da considerarsi essenzialmente indicativo.

 GROTTA DI TAGHAHAMO

SI AG 2020 N 415411 E 235253, quota m 250, lungh. m 9 Ril. 7.3.1998, P. Guidi, G. Verde Conosciuta anche come Grotta dell’Eco, è una breve caverna asciutta il cui imbocco è stato chiuso nel 1865 con un grosso muro in cui s’aprono una porta ed una finestra; si apre alla base delle paretine che delimitano a NW il complesso abitativo del Monte Kronio, non lungi dal sentiero che da Sciacca mena alla Basilica di San Calogero. Vi è collegata una leggenda che viene fatta risalire alla dominazione araba: il suo nome, che in arabo significa grotta dell’Eco, è dovuto al fatto che un tempo la cavità veniva usata per i vaticini, basati sulla risposta che dava l’eco alle frasi gridate.

 MEANDRO DELLA CAVA

SI AG 2021 N 415377 E 23521 7, quota m 155, prof. m 2,5, pozzo est. m 2,5, lungh. m 6,5 Ril. 14.3.1998, P. Guidi, M. Cova Breve meandro, stretto e alto, reso complesso dalla presenza di ponti naturali e massi incastrati, concrezionato, prosegue sul fondo con stretti cunicoli non visitati per mancanza di tempo. Si apre nella ex cava più occidentale di Contrada Carrozza, ad un paio di metri dal piano della cava stessa.

 GROTTA SOPRA LA CAVA

SI AG 2022 N 4153E 2352-, quota m -, prof. m 2,5, lungh. m 13.5 Ril. 14.3.1998, P. Guidi, L. Filipas S’apre in Contrada Carrozza, non lontano dalla Grotta di Ciulla, con un piccolo pozzo, delimitato da un muretto a secco; alla cui base si diparte una breve galleria interessata da qualche camino e, verso il fondo, debolmente concrezionata. La cavità sembra interessata dal flusso vaporoso come la vicina Grotta di Ciulla.

 STUFA DELLA NOBILDONNA

SI AG 2023 N 41531 1 E 235397, quota m 335, prof. m 2,5, lungh. m 16 Ril. 6.3.1998, P. Guidi Si apre a 50 metri a NE del ripetitore radiotelevisivo e a pochi metri da una casetta; l’ingresso, posto sul fianco del monte presso alcuni affioramenti rocciosi, si apre in uno sprofondo forse in parte artificiale ed è stato murato (sembra in tempi non lontani) e sistemato con un paio di gradini che conducono in un ambiente spazioso proseguente verso Ovest. La grotta presenta varie prosecuzioni, tutte attualmente non percorribili; da due di queste proviene una corrente d’aria calda e vaporosa (33.5″ e 30.4″) mentre la terza è risultata aspirante. Un’eventuale opera di scavo potrebbe utilmente essere intrapresa al punto 3 (qui le pietre lanciate, dopo un primo allargamento, cadevano per qualche metro).

 GROTTA DELLE NOCCIOLE

SI AG 2024 N 415393 E 235342, quota m 275, prof. m 2, lungh. m 8 Ril. 14.3.1998, P. Guidi, G. Verde Si apre sul fianco meridionale del Monte Kronio, pochi metri sopra il sentiero della forestale. È costituita da un ambiente allungato in direzione NW-SE, asciutto e concrezionato terminante in un cunicolo non praticabile, cui si accede per un’apertura ovale (50 cm x un metro) posta su di una paretina calcarea; il fondo è occupato da un grosso deposito di gusci di chiocciole e nocciole e le stalattiti appaiono tutte tagliate e asportate in epoca non recente.

  GROTTINA A SW DELLE STUFE DI SAN CALOGERO

SI AG 2025 N 415398 E 235318, quota m 305, lungh. m 7 Ril. 10.3.1998, P. Guidi, M. Cova Si apre sotto le paretine che delimitano a Sud il complesso alberghiero-sanitario del Monte Kronio, immediatamente sopra una breve scarpata terrosa; trattasi di un meandro, alto un paio di metri e largo 40-60 cm, che si adima nella montagna per alcuni metri sino a diventare impercorribile.

 MEANDRO SOTTO IL PICCO FERRUZZA

SI AG 2026 N 414404 E 235378, quota m 295, prof. m 3.5, pozzo int. m 2,5, lungh. m 11 Ril. 9.3.1998, P. Guidi, M. Cova Meandro largo in media mezzo metro con il fondo costituito da materiale lapideo asciutto e polveroso; si apre sul fianco del Pizzo di Ferruzza, in una paretina cui si perviene salendo erti verdi, quasi al centro dell’acrocoro sottostante la curva della strada che scende dalle Stufe.

  ANTRI IN LOCALITÀ GOLINO

SI AG 2027 N 415456 E 235424, quota m 305, lungh. m 8 Ril. 7.3.1998, P. Guidi, G. Verde Trattasi di tre antri con l’imboccatura rivolta a NW e aperti su di un fianco del dosso calcareo di quota 314,2; il primo dei tre, spazioso e asciutto, è in salita ed è caratterizzato da una specie di piccola colonna. Gli altri due sono dei brevi vani sovrapposti; il superiore, cui si accede per un pertugio forse allargato dall’uomo, è sormontato da un camino che sbuca all’esterno. Sul dosso ove s’aprono questi antri si trova una “fumarola” conosciuta come “Antro della Quaquera” (in sostanza una vano lungo un paio di metri formato da massi e sul cui fianco s’apre una fessura alta un metro e larga venti centimetri da cui esce il vapore).

  RIPARO AD EST DI SAN CALOGERO

SI AG 2028 N 415453 E 235460, quota m 255, prof. m +3,5, lungh. m 7 Ril. 11.3.1998, P. Guidi Si tratta di un ampio riparo sotto roccia al cui interno si sale lungo una grossa colata stalagmitica (su tacche forse scavate intenzionalmente) sino a pervenire ad un ambiente basso e largo che prosegue in direzione NNW divenendo presto impraticabile. Davanti I’ingresso il terreno è sostenuto da quanto rimane di un muro a secco; fra i sassi sono stati notati frammenti di cocci, per cui il riparo potrebbe avere un interesse archeologico.
                                                                                                       Pino Guidi[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]