Modalità di utilizzo del discensore SIMPLE

 Tra obblighi, divieti e incertezze.

Pubblicato sul n. 71 di PROGRESSIONE anno 2025

Correva l’anno 2021 e con una nota la Scuola Nazionale di Speleologia del Club Alpino Italiano (documento reperibile nella biblioteca virtuale del sito www.boegan.it) affrontava formalmente un emergente aspetto posto dalle nuove istruzioni della PETZL per l’uso del loro discensore SIMPLE, diffusamente usato da molte scuole e gruppi speleologici, dove si riportavano nuove indicazioni nel come posizionare il freno aggiuntivo per ridurre la forza di tenuta sulla corda di discesa da parte dell’utilizzatore.

Discensore PETZL SIMPLE
tratta dalle istruzioni PETZL anno 2014

Fin qui l’argomento poteva anche non suscitare grande attenzione nel mondo speleologico ma queste nuove indicazioni andavano a rivedere e stravolgere le buone prassi e indicazioni tecniche date dal CAI  e dalla SNS nel corso di oltre 50 anni di onorata speleologia con tecniche di discesa/risalita in sola corda attraverso i suoi manuali (vedi il manuale di speleologia n. 9 pag. 277 del 2003 e l’MTO della SNS del 2012) dove bene si può evincere la diversa procedura di montaggio del discensore allora prevista in aderenza alle istruzioni della PETZL in vigore fino al 2019.

Cerco di confezionare questo articolo, sulla delicata materia di cui andremo a disquisire, non solo da attempato speleologo con un pò di esperienza sulle spalle ma anche quale tecnico della prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro ancora iscritto all’albo professionale che da più di trent’anni ha collaborato con le Procure di Trieste e Gorizia per inchieste infortuni nel mondo del lavoro ma anche in ambienti di vita svolgendo per l’organo inquirente, con i poteri della Polizia Giudiziaria, tutte quelle attività di accertamento tecnico atte a dimostrare la responsabilità penale del soggetto che per negligenza, imprudenza o imperizia (intesa quale inosservanza di determinate regole tecniche non  rispettate per incapacità o per inettitudine tecnica) abbia causato lesioni personali o omicidio colposo di cui agli art. 590 e 589  del nostro Codice Penale. Compito non sempre facile proprio per l’esistenza di una infinità di regole antinfortunistiche che derivano non solo da leggi o regolamenti ma anche da circolari, linee guida, regole tecniche (UNI-DIN-ISO, ecc), istruzioni di sicurezza dei fabbricanti che alle volte risultano concorrenti alle volte no.

pag. 277 del manuale CAI anno 2003

Fermo quindi il quadro giuridico sulle responsabilità del socio CAI in ordine agli articoli del C.P. citati, sia esso titolato, qualificato o mero socio con esperienza adeguata nell’accompagnamento, già bene rappresentate dal CAI in numerose occasioni, webinar e pubblicazioni varie; non ultima MONTAGNA DA VIVERE – MONTAGNA DA CONOSCERE (2013 – Pag. 108:143 – Vincenzo Torti) di cui consiglio una attenta lettura, il presente articolo vuole invece soffermarsi su alcune questioni che emergono da una lettura coordinata della normativa tecnica di riferimento, dalle attuali istruzioni del fabbricante e delle posizioni del CAI-SNS sull’argomento.

Ma andiamo con ordine:

Correva l’anno 2019 quando la PETZL iniziò a commercializzare il suo discensore SIMPLE  con un foglietto di istruzioni rinnovato sia sotto l’aspetto grafico sia nei contenuti tecnici ampliandolo secondo le indicazioni contenute nella norma UNI-EN del 2012 la n.15151-2 (Attrezzatura per alpinismo – Dispositivi di frenatura – Parte 2: Dispositivi di frenatura manuale, requisiti di sicurezza e metodi di prova) che regolamenta la costruzione dei freni manuali per l’alpinismo prevedendo l’obbligo per il costruttore di dare adeguate indicazioni per un corretto utilizzo. Tale regola tecnica prevede un campo di applicazione che così recita: “Dispositivi manuali utilizzati in alpinismo, arrampicata e attività correlate per la sicurezza e la discesa, con controllo esclusivamente manuale, per proteggere dalle cadute dall’alto. La presente norma europea si applica ai dispositivi portanti che utilizzano corde da alpinismo conformi alla norma EN 892. Nel caso di discesa e discesa in corda doppia, la presente norma si applica anche ai dispositivi frenanti utilizzati con corde intrecciate semistatiche e rivestite conformi alla norma EN 1891” che bene si adatta anche al mondo speleologico.

Questa norma rientra tra le norme di tipo C cioè di prodotto o gruppo di prodotti similari (cfr ISO 12100 le norme di tipo forniscono requisiti di sicurezza dettagliati per particolari macchinari o gruppi di macchinari e sono specifiche e il loro scopo è quello di determinare i limiti e i pericoli significativi coperti) e la sua applicazione risulta quindi coerente anche per tutti i tipi di discensore in argomento.

Una prima e forse la più importante questione da analizzare riguarda invece il fatto che tali sistemi per la discesa non vengono certificati CE in quanto il loro funzionamento non risponde ai criteri di sicurezza previsti dal Regolamento (Ue) 2016/425 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016 sui dispositivi di protezione individuale dove nell’Allegato II (Requisiti essenziali di salute e di sicurezza) al punto 3.1.2.2. prevede che I DPI destinati a prevenire le cadute dall’alto devono essere progettati e fabbricati in modo tale che “…lo scivolamento verticale dell’utilizzatore sia ridotto al minimo per evitare qualsiasi impatto contro un ostacolo …” e che tali DPI debbano inoltre garantire che “… al termine della frenatura l’utilizzatore si trovi in una posizione corretta, che gli consenta se necessario di attendere i soccorsi.” Aspetti questi che il SIMPLE o similari non possono certo soddisfare per le loro specifiche caratteristiche costruttive avendo un controllo totalmente manuale della discesa senza nessun accorgimento che possa evitare o ridurre le due situazioni di pericolo sopra indicate.

Questo aspetto ci fa fare una prima riflessione: durante un corso di speleologia l’istruttore accompagna l’allievo che, per definizione, è una persona poco esperta e in tal caso le istruzioni del fabbricante prevedono esplicitamente che l’uso del SIMPLE venga fatto esclusivamente da persone competenti e addestrate o sottoposte al controllo visivo diretto di una persona competente e addestrata.

Quindi in caso di incidente che porti ad un processo penale, in sede processuale si porrà il quesito del perchè sia stata utilizzata una attrezzatura non conforme alla norma Europea che di fatto avrebbe invece potuto ridurre o evitare l’evento causato dalla perdita di controllo del discensore ancorchè l’istruttore abbia posto in atto la normale diligenza di un  adeguato controllo visivo diretto.

Nel corso degli anni successivi, il COVID sospese tutte le attività di gruppo compresa la speleologia e il problema fini nel dimenticatoio fino a quando l’argomento delle nuove istruzioni della PETZL non tornò alla ribalta durante i primi corsi di speleologia del 2020-21 dove i nostri titolati iniziarono a porsi il problema di come andavano “vestiti” gli allievi secondo le nuove indicazioni di sicurezza della PETZL che sostanzialmente indicavano che il connettore (freno aggiuntivo) per il rinvio della corda in uscita dalla puleggia superiore del SIMPLE non andava inserito nel mailon rapid di chiusura dell’imbrago (come sempre fatto da oltre 50 anni anche in aderenza alle istruzioni d’uso del fabbricante) ma direttamente nel connettore di aggancio del SIMPLE, come bene indicato nelle istruzioni d’uso dove viene tassativamente previsto che il moschettone di frenaggio: “deve essere collegato al moschettone dello SIMPLE e non a livello dell’imbracatura”. Rafforza questa prescrizione anche il pittogramma utilizzato nelle istruzioni d’uso che per definizione rappresenta un rischio imminente di lesione grave o mortale quale indicazione di pericolo se la prescrizione non viene osservata dovendo quindi essere inteso come un vero e proprio divieto.

Ma arriviamo all’assemblea nazionale della SNS del 2021 nel corso della quale viene presentata la Relazione 2021 dell’allora Direttore della SNS Stefano Nicolini con allegato un bel documento tecnico confezionato dall’avv.to Giovanni Fichera (Istruttore di Speleologia) sugli aspetti relativi all’utilizzo del discensore PETZL SIMPLE e gli eventuali profili di responsabilità civile dell’Istruttore CAI nell’utilizzo del dispositivo in modo difforme rispetto al “manuale d’uso” fornito dalla società produttrice concludendo che “ai fini di un corretto e sicuro esercizio delle attività CAI, è sempre necessario che l’Istruttore utilizzi TUTTI gli accorgimenti atti ad escludere una sua eventuale responsabilità (diligenza, prudenza, perizia e rispetto delle misure idonee ad escludere il pericolo), attenendosi alle norme di utilizzo delle attrezzature indicate dalle case produttrici (Petzl nel caso di utilizzo del discensore Simple) e comunque alle norme più restringenti stabilite nei manuali nel caso di utilizzo di strumenti similari le cui aziende costruttrici non forniscano istruzioni d’uso analoghe (peraltro si ricordi che Petzl è leader mondiale nel settore e nelle valutazioni di un organo giudiziario questo può avere un peso); si aggiunga poi che altri organismi europei analoghi alla SNS, quale per esempio la Federazione Francese di Speleologia, valutano come pericolosa la configurazione del discensore nella modalità antecedente le recenti modifiche di utilizzo)”

Ma perché porre l’accento sulle istruzioni dei fabbricanti?, la risposta più immediata sta nella stessa norma UNI 15151-2 che ci viene in aiuto per inquadrare il contesto. Nel suo insieme la norma contiene indicazioni di tipo costruttivo e sulle prove di carico da effettuarsi da parte dei costruttori prima di dichiarare il loro prodotto conforme alla citata norma tecnica. La stessa norma altresì nel capitolo 8 lettera d) introduce un obbligo per il costruttore relativamente alle informazioni supplementari che devono essere scritte nella lingua ufficiale del paese in cui il prodotto viene venduto e che devono contenere le caratteristiche tecniche del prodotto e le istruzioni d’uso con particolare attenzione alla formazione e competenza dell’utilizzatore, sui componenti per la connessione del freno, i limiti di utilizzo delle corde, informazioni sulla sua manutenzione ed ogni altra informazione utile che il costruttore intende dare.

In sostanza la norma UNI 15151-2 definisce le caratteristiche costruttive ma rimanda al costruttore l’obbligo di redigere istruzioni e ogni altro dettaglio utile per l’uso sicuro della sua attrezzatura.

Non va poi dimenticato che le istruzioni del costruttore in caso di incidente sono il riferimento tecnico/normativo gerarchico di maggior peso (vedi art. 71 comma 4 lettera  a) punto 1) del D.Lgs 81/08 – Testo unico in materia di igiene e sicurezza sul lavoro), quindi è fuor di dubbio che tali indicazioni devono essere osservate in via prioritaria.

Ma è proprio qui che si fanno strada le questioni che ci poniamo sulle indicazioni presenti sia nelle ultime istruzioni PETZL sia nel nuovo manuale di speleologia della SNS.

Prima di disquisire sul foglietto di istruzioni PETZL dobbiamo far osservare che di norma gli obblighi o i divieti del costruttore sono sempre riportati in modo testuale ed accompagnati da pittogrammi di attenzione mentre le figure, di norma, vengono utilizzate solo per facilitare la comprensione delle regole scritte tale per cui possiamo affermare che il testo scritto è maggiormente vincolante della figura esplicativa. Tale affermazione trova conforto nella norma UNI 10893:2000 Documentazione tecnica di prodotto – Istruzioni per l’uso che nella UNI 11083:2003 la quale indica che le istruzioni d’uso debbano essere chiare e comprensibili con evidenziazione delle informazioni importanti mediante l’uso di grassetto, corsivo, colori e simboli per evidenziare informazioni cruciali; con immagini, diagrammi e illustrazioni  per supportare e chiarire le istruzioni scritte.

Immagine tratta dalle istruzioni PETZL 2019

Ma cosa ha portato PETZL a modificare così sostanzialmente le proprie istruzioni d’uso individuando un rischio mortale nella condizione in cui la testa del discensore vada a inserirsi accidentalmente nel connettore di rinvio se agganciato al mailon rapid (vedi figura a lato). Le istruzioni PETZL non ci forniscono questa valutazione di rischio nè abbiamo a disposizione dati statistici utili per poter analizzare quanti incidenti gravi o mortali siano accaduti negli ultimi 50 anni a causa di questa condizione di pericolo. Quello che possiamo dire e che il rischio esiste in particolare nel caso di un carico improvviso sulla corda a valle che se caricata in modo abnorme (p.e. in caso di cedimento di un frazionamento sottostante caricato da un compagno che ci precede nella discesa) riesce a far ruotare verso il basso il discensore che così può far entrare la sua testa in modo accidentale nel moschettone di rinvio eliminando l’effetto frenante sia delle pulegge fisse che del freno aggiuntivo. Tale condizione potrebbe anche generarsi per una manovra sbagliata dell’utilizzatore durante l’esecuzione di un frazionamento e costruzione della chiave di bloccaggio con corda scarica (p.e. utilizzatore in piedi su un terrazzino) o nel caso di utilizzo di un cattivo scivolamento di determinati tipi di corda. Nel secondo caso la riduzione del rischio potrebbe avvenire con una corretta formazione dell’utilizzatore e adeguata scelta dei materiali; nel primo caso l’evento sarebbe comunque non prevenibile e solo una diversa conformazione dell’aggancio del freno aggiuntivo, come indicato da PETZL può evitare l’accadimento.

Non voglio qui lodare il nostro amato CAI, ma la seconda condizione di rischio legata alla formazione dell’utilizzatore era già stata evidenziata nel MTO della SNS nella scheda ISLA-03 Rev. del 18/10/2017 la quale riportava alla nota 1: “l’unico modo per evitare che la testa del discensore entri nel moschettone di rinvio è recuperare il più possibile corda nel discensore avvicinandolo all’armo ed eseguire la chiave di bloccaggio completa.”

Ma vediamo ora di analizzare nel dettaglio le nuove istruzioni PETZL per il SIMPLE che al punto 5 – Installazione del Simple riportano: “Il moschettone di frenaggio deve essere collegato al moschettone dello Simple, non a livello dell’imbracatura” e indica in via prioritaria di utilizzare il suo connettore FREINO-z o altro moschettone per la connessione del SIMPLE al mailon rapid di  chiusura dell’imbrago.

Tratta dalle istruzioni PETZL anno 2019

Sulla scelta del FREINO-z o di altro moschettone dobbiamo soffermarci un attimo perché la PETZL nelle istruzioni d’uso al punto 4 – Compatibilità dei connettori, indica che il SIMPLE deve essere utilizzato preferibilmente con il FREINO-z per il collegamento all’imbracatura e l’aggiunta di frenaggio; obbliga invece l’utilizzatore ad eseguire un non meglio specificato test di compatibilità per qualsiasi utilizzo di altro moschettone di collegamento all’imbracatura e/o di frenaggio, in particolare al livello del funzionamento del clicchetto (che ritengo si intenda la leva di apertura del connettore) sia compatibile con l’uso del SIMPLE.

Una ulteriore questione può essere aperta sulle istruzioni PETZL per l’uso del FREINO-z, dove troviamo molte figure che lo associano al classico freno GRI-GRI o similari ma nessuna che indichi l’accoppiamento consentito con il SIMPLE e al punto 4 – Compatibilità, viene indicato che rimane a carico dell’utilizzatore di verificare la compatibilità di questo prodotto con gli altri elementi del sistema; dove per compatibilità viene data una interpretazione autentica che devesi intendere: buona interazione funzionale lasciando così la porta aperta ad altre soluzioni che però rimangono nella responsabilità dell’utilizzatore. Non vi è dubbio che se il costruttore in altre istruzioni accoppia il FREINO-z al SIMPLE, questo significa che esiste buona interazione funzionale tra i due oggetti ma non esclude ne fa divieto di utilizzare altri sistemi.

istruzioni d’uso PETZL SIMPLE anno 2019

Penultima questione, nella nota dell’avv.to Fichera si fa una affermazione importante: “…. si ricordi che Petzl è leader mondiale nel settore e nelle valutazioni di un organo giudiziario questo può avere un peso …”. Sicuramente è cosa vera ma va limitata ai prodotti ed alle istruzioni d’uso da questo redatte e non necessariamente diventa regola generale per l’utilizzo di altri prodotti costruiti da altre importanti ditte di settore. Un caso per tutti la Climbing Tecnology che produce il discensore modello ACLES certificato secondo norma UNI 15151-2 e che prevede un foro aggiuntivo sul corpo del discensore per agganciare il connettore del freno aggiuntivo.

Nelle istruzioni d’uso di tale modello la Climbing Tecnology lascia invece, rispetto a PETZL, due scelte all’utilizzatore per il suo uso: o nel modo classico con il connettore senza ghiera del freno collegato al mailon rapid (vedi figura 9) o utilizzando il foro aggiuntivo (vedi figura 10) sempre con moschettone senza ghiera. Da sottolineare che nelle istruzioni scritte la Climbing Tecnology da indicazioni molto importanti sulla formazione e addestramento dell’utilizzatore ma lasciando poi due scelte sulle modalità di utilizzo che evidentemente si ritengono entrambe sicure.

Tratta dalle istruzioni Climbing Tecnology modello Acles

Un ultimo focus da esaminare è relativo al rischio evidenziato sia da PETZL che dal MTO del CAI che in sostanza concordano sulla possibilità che la testa del discensore possa in modo pericoloso inserirsi nel moschettone di rinvio causando una situazione ad elevato rischio infortunistico se collegato direttamente al mailon rapid di chiusura dell’imbrago. Le soluzioni che i diversi costruttori di discensori hanno adottato sono sicuramente adeguate ad eliminare il rischio ma possiamo adottarne delle altre nell’alveo di quella valutazione di compatibilità prevista dai costruttori stessi ?. In sostanza ultima questione, se vado ad utilizzare un connettore/freno collegato al mailon rapid di chiusura dell’imbrago che abbia caratteristiche dimensionali e costruttive tali da rendere impossibile l’entrata della testa del discensore nel connettore stesso, come ad esempio il dispositivo Handy della RAUMER, sto rispettando le prescrizioni dei costruttori o meno. Dalla mia esperienza processuale posso affermare che adottando tale sistema potremmo dimostrare in modo efficace che il rischio è stato comunque eliminato alla fonte adottando soluzioni diverse ma parimenti efficaci poichè tale dispositivo, come riportato dal costruttore, “è indicato per l’utilizzo con discensori a otto o da speleologia (con carrucola), su corda singola. …… Per rendere l’attrezzo più versatile è fornito con un anello a torsione parallela in filo di acciaio inox di diametro 5 mm che verrà incastrato nel maillon rapide semicircolare dell’imbracatura.”

Fig.re 9 – 10 tratte dalle istruzioni uso del modello ACLES di Climbing Tecnology
Fig.re 9 – 10 tratte dalle istruzioni uso del modello ACLES di Climbing Tecnology

Vediamo infine come la SNS-CCS ha interpretato questo garbuglio e nel nuovo manuale di Speleologia edito nel 2025, al Capitolo 6 – Come muoversi all’interno delle grotte al punto 6.3.2. Discesa su corda con discensore semplice pag. 323-324, viene indicato come utilizzare l’attrezzo recitando testualmente: “…. Aprire il discensore ruotando la flangia mobile, inserire la corda creando una S tra le pulegge e chiuderlo, recuperare più corda possibile mettendo il discensore in tiro, evitando cosi eventuali laschi, passare la corda nel moschettone di rinvio e fare la chiave di bloccaggio …..” nulla ci dice su dove debba collegare il moschettone di rinvio (freno aggiuntivo) e solo l’immagine successiva chiarisce meglio l’istruzione scritta indicando l’utilizzo di un moschettone senza ghiera da collegarsi al moschettone con ghiera di collegamento del discensore al mailon rapid di chiusura dell’imbrago.

tratta dal catalogo RAUMER
Foto tratta dal Manuale di speleologia 2025 pag. 324

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma la foto contenuta nel manuale CAI è avviso obbligatorio o solo esplicativa ??; forse qualcosa in più si poteva inserire nell’istruzione scritta considerando che la questione era ben nota agli autori al momento della redazione del manuale.

A concludere rispetto ai quesiti che ci siamo posti possiamo affermare che:

  • Le istruzioni dei fabbricanti vanno osservate ed applicate con rigore soprattutto quando vengono espresse nella forma scritta.
  • L’utilizzo del discensore PETZL SIMPLE abbinato al connettore FREINO-z è una buona soluzione in quanto in caso di incidente non si dovrà dimostrare nulla in termini di corretto utilizzo del discensore.
  • L’utilizzo del discensore PETZL SIMPLE con un connettore diverso dal FREINO-z obbliga l’utilizzatore a posizionare il moschettone per il freno aggiuntivo sullo stesso connettore di collegamento del SIMPLE e non al mailon rapid di chiusura dell’imbrago restando però a carico dell’utilizzatore il test di compatibilità che in caso di incidente dovrà essere dimostrata in sede processuale.
  • Le istruzioni PETZL per il discensore SIMPLE lasciano spazio all’utilizzo di vari tipi di connettori per il freno aggiuntivo a condizione che il clicchetto sia compatibile e in tal senso la figura del manuale CAI ed anche le figure delle istruzioni d’uso di altri fabbricanti, ci aiutano ad affermare che vi sia compatibilità nell’uso di un moschettone senza ghiera che dovrà però essere dimostrata in sede processuale.
  • L’utilizzo di discensori di altre marche (vedi Climbing Tecnology) consentono più libertà di scelta, ma considerato che il rischio c’è ed è documentato, per il principio penale di massima precauzione previsto dal nostro ordinamento, è vivamente consigliato adottare tutti quegli accorgimenti atti non solo a ridurre il rischio mediante p.e. la formazione e l’addestramento ma, quando possibile, eliminarlo alla fonte ed il sistema Handy della RAUMER assolve a questo scopo. Sempre per tale principio, l’utilizzo di discensori con frenaggio assistito certificati CE, quantomeno nelle attrezzature fornite agli allievi, permetterebbe di ridurre al minimo il rischio di scivolamento verticale dell’utilizzatore per evitare qualsiasi impatto contro un ostacolo come previsto dal regolamento UE sui DPI; elemento questo che consentirebbe di dimostrare all’organo inquirente di aver ridotto il rischio infortunistico non solo mediante la propria perizia certificata a valle della formazione e addestramento specifico ricevuti, ma anche per aver utilizzato la miglior tecnica oggi disponibile.

ISS – Paolo TOFFANIN