Progressione n. 71

Il numero si apre con una riflessione di Angelo Zorn sull’intelligenza artificiale e sull’impatto che potrà avere sulla nostra vita di tutti i giorni e anche su quella speleologica. Il capitolo “Carso” si apre con le ormai consuete cronache sugli scavi nell’ 87VG, anche quest’anno tanto lavoro ma poche soddisfazioni. Non ci resta che sperare nel 2026. Seguono poi la ricerca di nuove grotte in Ciceria (Slovenia) e la riesplorazione della grotta Supernova che ha portato alla scoperta di una nuova galleria ricca di concrezioni spettacolari e al completamento del rilievo della grotta. In Friuli sono ricominciate le esplorazioni in una grotta da tempo dimenticata (la grotta Amelia) e anche l’Abisso 2° di Mogenza Piccola ha riservato gradite sorprese, dopo quarant’anni, agli esploratori. Un campo è stato fatto anche in Palacelar dove sono ripresi gli scavi in NET24 e in altre grotte dimenticate da un po’ di tempo. Anche nell’abisso Picciola sono state trovate nuove prosecuzioni. Ricco anche il capitolo “Estero”: una spedizione è ritornata in Albania a rivedere e aggiornare la documentazione topografica di Shpella Kole e Geges, ma l’esplorazione della parte finale ha dato anche risultati positivi, che hanno permesso di arricchire di 832 metri lo sviluppo della grotta. Sono anche state prese delle misurazioni sulla presenza del Radon. Negli altri articoli Alberto Giorgi ci riassume le ricerche effettuate negli anni 2024 e 2025 in Montenegro sull’altopiano carsico presso Katun Ljakovica. La spedizione del 2024 si era prefissa il compito di completare l’esplorazione e la documentazione topografica delle cavità individuate dalle due spedizioni leggere del 2022 e del 2023, mentre quella del 2025 voleva completare le ricerche e dare le risposte alle domande rimaste in sospeso dalle esplorazioni precedenti. Per la parte di ricerca e tecnica abbiamo un articolo che tratta delle maree atmosferiche da Andrea Bussani e uno di Elio Polli e Pino Guidi sugli aspetti botanici della grotta Scariza, mentre Paolo Toffanin,per la parte tecnica, entra nella questione delle modalità di utilizzo del discensore Simple. Fabrizio Viezzoli fa il punto sui due corsi della Scuola Nazionale di Speleologia che si sono tenuti a Trieste tra il 2024 e il 2025: quello propedeutico all’esame per istruttore di speleologia e quello focalizzato sul Timavo all’interno del progetto SpeleoDentro. Sempre nell’ambito del programma SpeleoDentro è la relazione di Veronika Paulina sul corso introduttivo all’uso del laser scanner Leica BLK 360. Pino Guidi ricorda Tullio Tommasini in “Speleologi del passato” mentre Giuliano Ardetti rievoca la genesi del gagliardetto della Commissione Grotte.

Non manca la narrativa con il racconto di Bosco e finalmente trova un po’ di spazio anche la biblioteca con l’articolo di Michele Sivelli su quell’entità sconosciuta ai più che è Speleoteca. Seguono le “Novità editoriali” a cura di Pino Guidi e a chiudere il numero il purtroppo immancabile ricordo degli amici che ci hanno lasciato

Per la redazione Serena Senes

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