GRECIA 2025: speleologia alternativa tra vacanza e grotte perdute

Dopo l’esperienza del Paraguaj del 2023, dove si era formata una squadra ben affiatata, da tempo si parlava di riorganizzare qualcosa di non troppo impegnativo all’estero che avesse un senso speleologico ma anche sociale per continuare con una “formula” vincente già sperimentata. L’amico Enzo Caruso che era stato l’ideatore del Paraguaj ci propose quindi di andare in Grecia in quel di Krioneri (acque fredde in greco) posta alla base del monte Varsova.  Fatto uno più uno (sorgenti carsiche-calcare) pensare ad un sistema di grotte quale bacino di raccolta delle acque non era poi fantascienza e quindi cominciò a farsi largo l’idea di organizzare una prima ricognizione su questa montagna dopo che numerose ricerche in internet avevano dato esito negativo di attività speleologiche in tale zona.

Naturalmente non ci siamo fermati a INTERNET ma abbiamo cercato notizie anche attraverso i canali ufficiali per il tramite del consolato Greco di Trieste che ci ha dato i riferimenti dell’Ephorato di Palaeoantropology e Speleology competente per tale zona. Un enorme aiuto ci è venuto anche dall’amica Artemis Karathanasopoulou del gruppo grotte Buio Verticale del CAI Gubbio, che essendo di origine Greche, ed essendo questa estate in vacanza nella sua natia Patrasso, ci ha dato molti riferimenti utili su Varasova, ma anche per la logistica trovandoci una splendida sistemazione presso l’Alexandra’s Place di Galatas.

Detto fatto, iniziano i primi problemi in quanto scopriamo che Varasova è un parco archeologico tutelato vista la diffusione sul suo territorio di numerose grotte di interesse archeologico, alcune delle quali anche in corso di studio tale per cui per entrare a fare speleologia in questa zona abbisogniamo di permessi da parte dell’Ephorato competente. Seguiamo le indicazioni del consolato ed iniziamo un lungo percorso epistolare con gli Enti pubblici greci che non sempre ci danno indicazioni certe pur manifestando molto interesse nella nostra iniziativa tanto da proporci anche una conferenza al nostro arrivo poi rimasta solo nelle loro buone intenzioni nonostante ci fossimo preparati anche a questa incombenza. Le cose sembrano andare per il meglio ma fino a pochi giorni prima della partenza ancora non avevamo un permesso ufficiale o una mail di riscontro positivo alla nostra richiesta. Solo il giorno 13.09.25 una gentile funzionaria dell’Ephorato (Stella Katsarou) ci comunica via mail il via libera che ci fa partire un pò più sereni.

Della squadra iniziale alcuni rinunciano per problemi personali o di lavoro e quindi ci ritroviamo in 4 e così si fa strada l’idea di coinvolgere alcuni nuovi soci giovani e motivati per completare la squadra di nove persone, in funzione dei posti disponibili nel furgone onde ridurre i costi di viaggio senza dover muovere due pulmini. Alessandro, Aurora e Mauro non si fanno certo pregare ed anche Mandriol e Toto si uniscono a noi chiudendo così la partita. Ma cosa manca ? un capo spedizione ruolo questo che doveva essere ricoperto da Enzo che invece non è potuto venire e cosi, in forza di strane logiche gerarchiche viene individuato “d’emblèe” Paolo Toffanin sia perché tra i più anziani del gruppo sia in quanto anche presidente della S.A.G.

 RELAZIONE DI VIAGGIO

15.09.2025 partenza via Belgrado per poi giungere in Macedonia dove abbiamo pernottato in un caratteristico campeggio (Eco Camp Lake Mladois) in quel di Veles e dormito in caratteristici bungalow costruiti a guisa di botti in legno per poi ripartire il 16 mattina per la Grecia. Approfittiamo del percorso previsto e con breve deviazione facciamo visita alle rovine greche di Pella dove si può visitare l’Agora e la casa di Dionisio e ristorarsi nell’ottima cucina greca in una delle tante trattorie tipiche.

Dopo altre 6 ore di viaggio in totale oscurità per strada sterrata in mezzo ai canneti, arriviamo finalmente in quel di Krioneri (Etolia-Acarnaia) alla casa Andrea’s Place alloggiati in due belle casette bianche in stile mediterraneo dotate di ogni confort.

17.09.2025; primo giorno di battute di zona sul versante Est e grazie ad una bella strada forestale segnata sulle carte ci portiamo con il furgone fino a quota 286 mt dove parcheggiamo per poi salire per sentiero segnato (NX1-NX2) in due orette al crinale del monte Varasova fino a quota 820 mt sulla cima di mezzo. Battuta di zona sia sul versante est nelle zone adiacenti il sentiero di salita in mezzo a formazioni calcare affioranti sia sul crinale soprastante dove troviamo delle rovine di vecchi insediamenti pastorizi ed anche un pozzo artesiano con acqua profondo circa 10 mt. I fenomeni carsici di superficie sono molto importanti con campi solcati ma nessun pozzo o frattura aperta che possa far ben sperare in qualche formazione ipogea accessibile; tutto tragicamente chiuso da terra e detriti. Paolo De Curtis (Toto) e Marco Sticotti (Cavia) scendono fino alla sella del versante Ovest a quota 750 mt dove si apre un grande scavernamento in parete facilmente raggiungibile con breva arrampicata, ma si rileva un solo riparo per caprini ed una selva di cardi secchi. Foto di rito e non ci resta che rientrare alla base per il medesimo sentiero dove a quota 450 mt risulta evidente il contatto tra le rocce flyschoidi ed il calcare soprastante. Molto diversa la situazione sul versante Ovest dove invece le rocce calcaree, soprattutto nella zona Sud del monte, precipitano fino a quota mare con pareti verticali dove si trovano numerose vie di arrampicata in falesia alcune attrezzate altre no ed infatti Varasova è conosciuta molto bene dal mondo dell’arrampicata sportiva e numerose sono le guide della zona sulle vie attrezzate.

18.09.25; giornata relax e bagno in spiaggia di Krioneri alla ricerca delle sorgenti fredde. Alla fine del paese e prima della spiaggia libera esce una roggia carsica che scarica a mare con portata costante anche in assenza di precipitazioni, un’altra sorgente sgorga sull’adiacente spiaggetta libera mentre alcune sorgenti sono state individuate sul basso fondale marino tra le sabbie ed il contatto con la parete calcarea.

Nella medesima giornata una battuta di zona via mare ha permesso di individuare due fratture sul versante Ovest poste a quota di circa 150-200 mt che andremo poi ad indagare nei giorni successivi.

Serata al “Captain del mare” dove un gentile oste, che parlala italiano, ci ha viziato con pesce locale, ottimo vino bianco e con l’Ouzo e la caratteristica grappa Tsipouro serviti sempre con abbondante ghiaccio.

Che Trieste sia piccola lo sapevamo, ma trovare triestini in quel di Varasova (non certamente meta turistica) che cenavano vicino a noi è stata una bella sorpresa.

19.09.2025; il gruppo si divide in due squadre, una (De Curtis, Norbedo e Sticotti) batte zona in prossimità di Krioneri salendo per il versante Ovest individuando alcune aree promettenti una sulla sinistra di un ampio anfiteatro a quota 450 mt da raggiungere però dopo un arrampicata di circa 20 mt da proteggere, l’altra sul versante destro dell’anfiteatro con due ingressi sovrapposti e con un pozzetto da scendere che batte circa 10 mt. L’altra squadra (Tizianel, Lorenzi, Toffanin, Tome, Zambon e Sollazzi) batte zona verso l’abitato di Galatas dove una strada forestale ci porta fino a quota 100 mt dove abbandoniamo il furgone per salire nella zona delle grotte archeologiche nella speranza di trovare qualche ingresso nuovo e non mappato sulla cartografia. Dopo breve salita per il ghiaione iniziale, ricco di vegetazione tipica mediterranea (Cardo, Salvione giallo, Salvia Fruticosa, Similax Asperia L., ecc.), a quota 225 mt iniziamo una facile arrampicata fino a salire a quota 325 mt dove si apre un grande scavernamento anche questo senza alcuna prosecuzione che si rivela il solito riparo di caprini. In una nicchia scoviamo un pullo di probabile rapace che ci guarda di nascosto. Mentre Guido, Paolo Antonella e Aurora ridiscendono al furgone, gli altri due continuano la battuta di zona proseguendo verso Nord per ulteriori 4 km e fino a quota 550 mt per poi raggiungere le rovine della chiesetta di S.Pietro sopra l’installazione per le telecomunicazioni a quota 425 mt dove li andiamo a prendere con il furgone. Nella battuta di zona individuano alcune possibili grotte poste a circa quota 700 mt che verranno visitate il giorno dopo.

L’altra squadra visto il sentiero non proprio agevole oltre quota 500 mt decidono il rientro scavallando per la cima del Varasova per poi ripercorrere il sentiero NX2-NX1 già percorso il 17.09.25 dove li andiamo a prendere con il furgone una volta raggiunta la forestale a quota 286 mt.

20.09.25: in 4 andiamo a Micene in visita archeologica mentre gli altri 5 tornano a battere zona sul versante Ovest sopra l’abitato di Galatas ove avevano individuato le due grotte alte che non danno i risultati sperati in quanto risultano essere le due grotte archeologiche di San Nikolas già mappate sulla cartografia. Un breve consulto telefonico con la squadra di Micene e sovrapposta la posizione fatta sul campo, questa infatti coincide con la cartografia archeologica togliendo ogni speranza. Breve visita alle rovine site negli scavernamenti e rientro a piedi a Galatas dove la squadra di Micene li recupera al fresco di una classica “osteria” greca.

21.09.25; giornata di relax in una bella spiaggia libera della vicina cittadina di Masolongi dopo le saline e gli allevamenti di pesce. Spiaggia libera ma dotata di ogni attrezzatura da spiaggia a pagamento quali ombrelloni e docce, stranezze Greche.

22.09.25; tutta la squadra torna in azione sul versante Ovest e ripercorso il sentiero del 19.09.25 si sale fino all’anfiteatro a quota 450 mt si valuta la situazione di affrontare o meno l’arrampica per raggiungere il fratturone di sinistra e vista la disponibilità del drone si decide un volo di ricognizione per capire la situazione dentro l’enorme spaccatura. Toffy con l’assistenza di Cavia alzano in volo il drone e vista l’assenza di vento si riesce a entrare con decisione constatando che non vi sono prosecuzioni visibili e come sempre fondo piatto, escrementi caprini, breve dorsale in salita e nulla più nonostante che la formazione geologica sia molto imponente.

Il resto della squadra “giovane” (Aurora, Alessandro e Cavia) si cambia e iniziano a scendere nella grottina di destra e mentre Aurora e Alessandro armano il pozzo, Cavia va in esplorazione in un rametto laterale dell’ingresso basso impestato di moscerini che lo costringe ad una precipitosa fuga. All’attacco del pozzo a circa -15 mt, amara sorpresa, troviamo un fix che testimonia una pregressa esplorazione pur in assenza di ogni indicazione o marcatura dell’ingresso. Cavia si infila in una pozzetto/meandro decisamente stretto e ulteriore sorpresa, segni evidenti di allargamenti artificiali e zona impraticabile. Si disarma la grottina che risulta profonda circa 40 mt con una bella sala prima del pozzo/meandro con forte aria in aspirazione. Con molto sconforto si rinuncia a fare il rilievo per etica speleologica in quanto risulta evidente che siamo capitati in un cantiere di qualche gruppo speleo greco o limitrofo e chiudiamo così l’esplorazione.

Amara la constatazione che nonostante avendo cercato, prima di partire, informazioni speleologiche sull’area, interessando anche l’Ephorato per la speleologia greca, nessuna informazione era disponibile.

Nel frattempo Toffy e Mauro tentano un altro volo con il drone sulle pareti dell’anfiteatro dove sono evidenti molti scavernamenti a quota 600 mt per capire se c’è qualche speranza ma in prossimità delle pareti trova molta turbolenza d’aria che impedisce al drone di rimanere fermo in posizione per “spazzolare” con la telecamera l’area di indagine ed anche un ulteriore avvicinamento risulta molto rischioso per la sicurezza del volo e quindi si torna a terra.  Finite tutte le prospezioni non resta altro che tornare sui nostri passi e dare per completata la prospezione speleologica in quel di Varasova.

23.0.25; giornata di relax in spiaggia di Kryoneri ma Toffy e Alessandro non demordono e inizia una ricognizione via mare per tornare a saggiare la situazione sulle pareti che strapiombano a mare su lato Sud-Ovest di Varasova e attrezzati con sacco stagno portano a nuoto il drone via mare nella spiaggia oltre un promontorio dalla quale si scorgono due grandi fratture/rientranze in parete. Sbarcati su una spiaggetta si predispone il drone che decolla verso le pareti che distano dalla spiaggia circa 300 mt e alla quota di 150 mt si inizia a riprendere la frattura di destra che da sempre i soliti risultati: fondo piatto con riempimenti e nessuna prosecuzione. Si manda il drone verso quella di sinistra ma l’orientamento della frattura sfavorevole non consente una visione ravvicinata per qui non riusciamo a capire molto della situazione in sito e il drone torna alla base.

Serata in casa con ottimo pesce alla griglia preparato dai cuochi Tomè e De Curtis.

24.09.25; la prospezione a Varasova deve intendersi completata per cui utilizziamo i giorni che ci rimangono per fare vacanza come del resto ci eravamo prefissati fin dalla partenza poiché ben consci che questa era solo una ricognizione preliminare e conoscitiva della zona di cui si sapeva ben poco oltre i pochi dati sulle grotte archeologiche.

Partiamo quindi per una gita sociale all’isola di Lefkada in una meravigliosa spiaggia stile caraibi in quel di Kathisma sita a NW dell’isola con mare limpido, caldo e calmo dove l’unica pesca che siamo riusciti a fare sono state 5 ciabatte e una buona maschera perdute dai soliti turisti distratti.

25.09.25; è ora di fare bagagli e giornata libera per tutti ma la portata d’acqua della principale risorgiva di Krioneri incontrata il giorno 18.09.25 ci ha incuriosito e visto il tempo a disposizione abbiamo deciso di approfondire la questione. Non avendo strumentazioni adeguate a misurarne la portata, ci siamo ingegnati nel realizzare una metodica decisamente empirica ma che si è dimostra efficace. La sezione del canale di scorrimento delle acque era decisamente regolare come anche il battente idraulico del pelo libero vista la regolarità del fondo del canale e quindi è stato realizzato un improvvisato galleggiante con zavorra con il quale sono state effettuate alcune misure della velocità di scorrimento delle acque.

I risultati sono stati i seguenti: Larghezza del canale 2,00 mt, altezza del pelo libero 0,80 m, distanza di misura del galleggiante 10,00 mt, velocità di transito 16,38 sec. (valore mediano delle 4 misure utili in quanto 1 è stata scartata poichè il galleggiante aveva rallentato causa attrito con la vegetazione presente.)

Ne consegue che la portata idrica nel canale di scolo di questa sorgente carsica può stimarsi approssimativamente in: 5.900 mc/h; valore questo sicuramente in difetto in quanto l’area della risorgiva risulta ampia e proviene da ghiaie di fondo con numerose perdite laterali al di fuori del canale di scolo principale. Da osservare ancora che a tale notevole portata d’acqua di questa sorgente principale devono assommarsi i numerosi spandimenti che si possono riscontare sia nella vicina spiaggia che sul fondale marino prossimo alle rocce tale per cui in assenza di precipitazioni e considerato il clima molto secco dell’area (dicembre con circa 10,4 giorni di pioggia, mentre luglio è il più secco, con una media di circa 1,4 giorni di pioggia con una media che può arrivare a circa 104 millimetri all’inizio della stagione invernale), appare quantomeno insolito che tutta questa portata d’acqua provenga dal bacino di raccolta del Varasova e solo misure con traccianti potrebbero dare risposte a queste strane risorgive.

Di sera, gentile visita del proprietario delle casette che ci omaggia di pesce fresco già grigliato e rimane con noi per tutta la serata conversando in un buon italiano avendo lui studiato in Italia dove si era laureato a Milano in architettura: la sua gentile consorte aveva inoltre preparato la spanakòpita (una torta salata con verdure selvatiche) in sfoglia veramente eccezionale.

26.09.25; si parte di buon mattino (ore 7:45) via Macedonia per poi dormire in Serbia in un buon albergo (Hotel Talija) in quel di  Svilajnac recuperando l’ora persa all’andata per questioni di fuso orario con la Grecia.

27.06.25; ci separano ormai solo 700 km dal rientro a Borgo Grotta dove arriviamo nel primo pomeriggio.

Conclusioni

Varasova non ci ha regalato nulla di più di quanto ci aspettassimo ma è stata una occasione per conoscere un massiccio calcareo noto per le sue grotte archeologiche ma nulla più. La montagna non è molto accessibile in quanto i sentieri segnati sono pochi e battere zona non è molto agevole soprattutto verso quota 500 mt dove è presente un carsismo totalmente coperto da vegetazione mediterranea molto fitta e piena di rovi e solo seguendo le “tracce degli animali”        si riesce a muoversi in modo molto articolato tra i folti arbusti. A quote superiori, alla base delle pareti battere zona diventa decisamene più facile con passaggi di 3 e 4° grado su facili roccette ma nonostante l’ampia prospezione svolta, soprattutto sul lato Ovest nulla di rilevante è stato trovato.

Le ricognizioni hanno comunque permesso di mappare, posizionare e documentare fotograficamente le numerose grotte archeologiche e le sorgenti carsiche trovate a quota mare di cui poco o nulla si trova in Internet o sui siti pubblici Greci.

Dal proprietario delle casette siamo poi venuti a sapere che un suo conoscente ha scritto un libro sulle grotte speleologiche di Varasova e si è impegnato a mandarci i riferimenti utili per un suo acquisto; sarà solo una suggestione o forse notizie del tutto aleatorie ma la speranza è l’ultima a morire anche se l’esperienza sul campo ci dice che da Varasova non ci si deve aspettare grandi sorprese speleologiche.

Il capo prospezione

Paolo Toffanin (Toffy)