Storia semiseria di una ricognizione in val Raccolana
La natura umana ci porta spesso a umanizzare le cose ma fintanto che non gli dai un nome, se la cosa viene buttata o persa, di lei non ti resterà alcun ricordo però se a quella cosa gli avrai dato un nome, per non so quali oscuri meccanismi cerebrali, quella cosa resterà per sempre nella tua memoria e in quella collettiva per future occasioni di ricordare un evento, un aneddoto o semplicemente per farsi quattro risate sulle avventure passate assieme a quella cosa. Ma prima di svelare la natura di questa cosa vediamo di raccontare la sua storia, che ebbe inizio nel lontano 2019 quando, con mia grande gioia, divenni uno dei tanti fortunati pensionati pubblici dopo ben 43 anni di onorato servizio ed i colleghi di lavoro, che conoscevano bene la mia passione per lo stare in ambiente naturale, pensarono bene di fare una colletta per regalarmi Rondinella. Inizialmente non ebbe grande fortuna e rimase in letargo per quasi un anno in attesa che le cose si facessero propizie, fino a quando decisi con grande timidezza di farle spiccare il volo sul campo, inizialmente per brevi periodi di addomesticamento, per poi lanciarla per la sua strada sempre più lontano. Di questa libertà devo ringraziare mio figlio Piero che durante una vacanza al di la dell’oceano mi fece conoscere Rondinella e la sua grande attitudine al volo; io e Lei facemmo subito amicizia e trovammo una certa confidenza nel governare le sue più ardite evoluzioni. Per un breve periodo Rondinella si rese anche utile per la Protezione Civile osservando dall’alto la laguna di Grado e dintorni ed i suoi “casoni” storici, irreperibili in caso di emergenza, fino a quando lei non contribuì alla loro mappatura cartografica; insomma Rondinella era diventata una star del cielo.
Grazie alla sua bravura, la sua fama si espanse anche nel mondo speleologico e durante una delle tante serate conviviali, durante le quali nascono chiacchiere, progetti, spedizioni ma anche nuove amicizie, Rondinella fu arruolata per risolvere un problema in val Raccolana dove da alcuni mesi erano riprese le esplorazioni della grotta Amelia, già esplorata negli anni ’80 e poi dimenticata. Al suo interno infatti oltre ai notevoli flussi idrici in uscita durante le grandi piogge o il disgelo, è presente anche una forte corrente d’aria fredda che fa ben sperare in ingressi superiori al momento ignoti.
Ed è qui che Rondinella entra in gioco perché grazie alle sua capacità di librarsi leggera nel cielo, potrebbe trovare la soluzione alta della grotta Amelia ad oggi ancora nascosta tra la vegetazione. La proposta di partecipare ad una battuta di zona fatta da alcuni attempati speleologi viene quindi accettata senza riserve anche se Rondinella dovrà spingersi ai confini del suo universo. Fu così che dopo un lauto “pasto energetico” il 23 di luglio del 2025 Rondinella partì dall’abitato di Tamaroz per la sua spedizione per ben due volte, tornando sempre alla base sana e salva e carica di informazioni utili per gli attempati che senza muovere un passo avevano così potuto fare una bella battuta di zona sulle pendici del monte Pizzo Viene, dietro al quale si affaccia il grande e più noto Cimone (2379 m).
Ma non era contenta, poteva fare di meglio e viaggiare ai limiti del suo universo fino a 500 m di quota e oltre 2,5 Km di distanza dal suo padrone e così dopo un bel rifornimento parti velocissima fino a raggiungere i suoi confini, sparì anche dalla vista di chi la stava seguendo con un potente binocolo ma venne seguita amorevolmente, quando improvvisamente la natura fece il suo corso. L’orografia del terreno cambiò improvvisamente interferendo con il suo tragitto ed a nulla valsero i richiami del suo padrone a sollevarsi oltre il limite delle sue possibilità o di tornare indietro con il suo carico prezioso; smise improvvisamente di vivere accoccolata tra le braccia morbide e profumate di un ciuffo di pino fiorito. La vidi esalare il suo ultimo respiro mandandomi l’immagine di quel momento triste che resterà per sempre nei nostri ricordi.

Ma la storia non è finita perché il suo prezioso carico che sembrava perduto all’interno del suo corpo, venne invece ritrovato nell’avatar terrestre di Rondinella, che alla pari di una sonda spaziale, regalò ai suoi amici terrestri tutte le immagini che aveva raccolto a futura sua memoria. Ebbene si questa è la storia semiseria di un piccolo drone della DJI MINI 2 che dopo 5 anni di onorato servizio ha finito la sua corsa a 46,406658° N e 13,401700° E alla quota di 1100 m sulle pendici di un monte in val Raccolana.
Ciao Rondinella ti ricorderemo sempre : A.Tizianel, G. Sollazzi, R.Tomè detto Madriol e mi, Toffanin Paolo detto Toffy.
Paolo Toffanin
