Al ventesimo anno di lavoro con 874 uscite, la Commissione Grotte E.Boegan, venerdì 23 gennaio 2026 alla ragguardevole profondità di 302 mt ha aperto una nuova finestra. Il fiume Timavo si è fatto finalmente sentire e lo scorrere dell’acqua si intravede una decina di metri sotto di noi. Non importa quanto tempo ci abbiamo messo ma l’impegno che ci abbiamo dedicato, grazie a tutti coloro che sono stati con noi in questa folle impresa. …. E Timavo sia !!
ULTIME NOVITA’ DALLA CAVERNA FINALE
Dopo vent’anni di lavoro la quarta cavità italiana del Carso Classico, l’Abisso Luciano Filipas giunge al Timavo sotterraneo.
I lavori di scavo e approfondimento iniziati con decisione nel 2006 sono proseguiti per quasi vent’anni, tra enormi difficoltà tecniche, false piste e condizioni ambientali complicate, seguendo le correnti d’aria delle piene del Reka-Timavo provenienti da strette fessure o da frane interne. Con determinazione, gli speleologi della CGEB hanno superato innumerevoli ostacoli, liberando numerosi pozzi e attrezzandoli con scale fisse, raggiungendo progressivamente profondità sempre maggiori.
Nel corso degli ultimi anni, la grotta ha mostrato numerosi e frequenti indizi della presenza del fiume sotterraneo, come allagamenti improvvisi provenienti dal basso e il ritrovamento della fauna tipica delle grotte collegate ai corsi d’acqua ipogei, quel che bastava per tenere l’entusiasmo alto, anche durante il rallentamento dei lavori dovuti alla pandemia. E non va dimenticato il peso del tempo sull’impresa: nel 2006, alcuni dei “grottenarbeiter” – i lavoratori della grotta, come li chiama la tradizione triestina – erano già sessantenni, ma nonostante il passaggio graduale di testimone tra le generazioni di speleologi, l’esplorazione è continuata con grande tenacia.
Nel gennaio più recente, dopo 874 uscite complessive e il contributo di decine di speleologi, è stato finalmente raggiunto un nuovo pozzo che termina direttamente in una rimbombante caverna sul cui fondo (a -315m dalla superficie) scorre il corso d’acqua color verde smeraldo del Timavo sotterraneo.
La prima discesa sul fondo, avvenuta nella prima settimana di aprile, è stata dedicata al prelievo di campioni d’acqua e di sabbia, da fare analizzare prima che il passaggio umano contaminasse un ambiente ancora intatto. Si è quindi provveduto ad una sommaria indagine di ciò che stava intorno ai primi esploratori: un grande lago a monte del fiume ed un altro a valle dello stesso, di dimensioni di una cinquantina di metri ciascuno. Al loro interno sono stati anche visti e fotografati diversi protei nuotare tranquillamente.
Nelle prossime discese verranno esplorati i percorsi dell’acqua finché la stessa non sparirà al di sotto della volta della caverna, lasciando successivamente spazio alle future esplorazioni subacquee. Verrà quindi eseguito il rilievo topografico degli ambienti effettuando, inoltre, un’esaustiva documentazione fotografica.
Infine, sarà avviata una fase di ricerca scientifica con la collocazione di strumenti per il monitoraggio continuo delle acque e i test di tracciamento. I risultati attesi forniranno dati inediti sull’idrodinamica del sistema Timavo e sulla vulnerabilità dell’acquifero carsico.





