MARIO SCHIAVATO, 1931-2020
amico della Commissione che cantò le grotte vaporose del Kronio

II tempo, artifizio tipicamente umano che ci siamo creati per porre dei paletti alla nostra vita, corre veloce e nella sua corsa si infittiscono le candele che si spengono dopo aver bruciato lo stoppino sino alla fine. L’ultima candela che ha cessato di brillane è quella di un amico sincero della Commissione Grotte, Mario Schiavato.
Era nato a Quinto di Treviso il 31 maggio 1931, primo di otto fratelli, in una famiglia di contadini. Nel 1942 il padre, perduto il lavoro, si trasferisce con tutta la famiglia in Istria, dapprima a Pola e quindi a Dignano ove trova impiego come mugnaio. Nel 1948 la famiglia ritorna in Italia ma Mario, che nel frattempo a Pola ha frequentato le scuole e un corso per tipografo, rimane in Jugoslavia spostandosi a Fiume ove risiederà sino alla morte. In questa città trova lavoro dapprima come correttore di bozze e quindi come linotipista presso la Casa Editrice EDIT, collaborando con le riviste della stessa: il quotidiano La Voce del popolo, il settimanale Panorama e il giornale per ragazzi Il Pioniere. Mario Schiavato, oltre che tipografo era anche scrittore e alpinista che utilizzava i due mesi di ferie, dovutegli vista l’insalubrità del suo lavoro, per andare in montagna. Dopo aver salito tutte le cime della Jugoslavia e molte delle Alpi, aveva spostato la sua attenzione alle montagne extraeuropee: Ande, Patagonia, Medio Oriente, Caucaso, Nepal, Tibet, Oceania.
Negli anni 70 aveva assunto le vesti, anche se per un breve periodo, dello speleologo. Infatti nel 1978 si era aggregato alla nostra squadra che in quegli anni stava cercando di risolvere alcuni dei problemi ancora insoluti delle Stufe di San Calogero. Dopo aver partecipato alla sesta spedizione della Commissione Grotte alle Stufe l’anno successivo era tornato in Sicilia con la settima spedizione, prendendo parte alle esplorazioni nella Grotta Cucchiara, esplorazioni che hanno portato alla scoperta del Pozzo Trieste.
Il suo amore per la montagna lo condurrà, una volta pensionato, sulle Alpi Giulie a gestire per una decina d’anni il nostro rifugio Nordio. Chiusa questa fase di pensionamento lavorativo si era trasferito sulle Dolomiti ove troverà impiego come cuoco al rifugio Peller nel gruppo del Brenta.

Filipas, Schiavato.
Fecondo scrittore (ha al suo attivo oltre 550 racconti, più di 600 novelle, varie commedie e molti libri – questi ultimi soprattutto per ragazzi – nonché sei raccolte di poesie) ha descritto la sua partecipazione alle esplorazioni sul Cranio con una mezza dozzina di articoli. Sono scritti che riportano non solo relazioni sulle esplorazioni ma anche le impressioni sull’esperienza fatta nelle grotte vaporose siciliane: sul settimanale fiumano Panorama sono apparsi nel 1978: Discesa all’inferno nelle grotte del Kronio seguito da Le sei spedizioni fino al Pozzo Trieste; nel 1979: La discesa al Pozzo Trieste, sfiorata la tragedia, (si riferisce ai contrattempi che avevano messo in pericolo la vita di Marietto Gherbaz).
È stato un grande illustratore dell’lstria e della sua gente, gente di cui si sentiva parte integrante, la cui amicizia ha onorato e arricchito la Commissione. La sua firma, apparsa su decine di giornali e periodici, è apparsa anche su questa Rivista: il numero 14 di Progressione (dicembre 1985) ha ospitato due sue poesie, ‘Microbi e dei’ e ‘Kronio’, rappresentazione poetica del sentire speleologico.
Riproporne una potrebbe essere il modo migliore di ricordare questo amico, che ha serenamente concluso il suo percorso terreno il 25 settembre 2020:
- Microbi e Dei
- Microbi e Dei.
- Sull’orlo dell’orrido
- Intessiamo vicende
- D’immane fatica.
- Microbi e Dei.
- Strappiamo, a vergini anfratti, L’ansimare segreto Di perduti millenni.
- Esaltandoci,
- Lasciamo negli antri,
- Le paure più intime
- Dei nostri pensieri.
- Siamo microbi e Dei.
Pino Guidi
