Giuseppe Sillani

GIUSEPPE SILLANI – Trieste 27.07.1879 – Casere Ramaz (Alta Carnia) 19.10.1915

Impiegato presso il Comune di Trieste sino all’entrata in guerra dell’Italia, è stato anche pompiere volontario.

Ha iniziato la sua attività in grotta da giovanissimo come testimoniano i rilievi che ci ha lasciato. Esordisce il sei gennaio 1898 scendendo e topografando uno dei classici pozzi di cui abbonda il Carso, un baratro di una trentina di metri presso Fernetti. Qualche mese dopo si cimenta con il rilievo di una grotta caratteristica non per la sua profondità ma per il suo sviluppo, portando al catasto dell’Alpina quello della Grotta dell’Acqua di Boriano, 135 VG, e quindi, siamo giunti a metà luglio dello stesso anno, ferma sulla carta la sezione e la planimetria della Voragine dei Corvi, ex 43 VG, ampia voragine profonda 129 metri.

Sul numero 6 di Alpi Giulie del 1899 è pubblicata la descrizione, a sua firma, della Grotta dell’Acqua – N. 135. Grotta di Burian (Berje); è l’unico scritto che porta la sua firma, in quanto le descrizioni e l’iconografia di queste grotte, come pure di quelle che rileverà negli anni successivi, verranno pubblicate sulla rivista sociale, Alpi Giulie, da Eugenio Boegan, in quel periodo Relatore della Commissione Grotte.

Fra le sue esplorazioni il giornale Il Popolo d’Italia, nel suo numero del 3 novembre 1925, ricordava quella della grotta di S. Servolo, avvenuta nell’ottobre 1904, scrivendo che “ … Sillani nudo, con in testa l’elmetto di protezione e dentro di esso candela e fiammiferi, si tuffava nel lago, trovava il passaggio sotterraneo dell’acqua, vi si inoltrava e sbucava nell’interno della roccia dove l’acqua formava un altro laghetto.”

Di sentimenti irredentisti, il suo amore per l’Italia era un punto fermo sul quale non transigeva e che lo aveva portato a finire fra i sorvegliati speciali della polizia austriaca e ad essere arrestato, assieme a parecchi altri, allorché vennero scoperte sotto il pavimento della palestra della Società Ginnastica Triestina delle “bombe all’Orsini”. Per la sua attività politica aveva dovuto subire ben 19 condanne che lo fecero più volte ospite delle carceri di via Tigor e dei Gesuiti.

Nel dicembre 1914, mentre si avvicinava la guerra con l’Italia, passò il confine (secondo quanto riporta in un suo diario Silvio Cavalli) attraversando a nuoto lo Judrio. Arruolatosi, quasi quarantenne, fra gli Alpini venne assegnato come sodato semplice all’8° Reggimento e inviato alla fronte il 9 luglio 1915 sul Pal Grande con la 6.a compagnia del Battaglione Tolmezzo. Un atto d’eroismo gli procurò un encomio solenne e la nomina il 9 agosto a sottotenente, grado con cui passò, dopo dieci giorni di addestramento a Cuneo, al 2° Reggimento Alpini. Con questi ha partecipato ai combattimenti nella zona fra Passo Lodinut e Monte Lodin ed infine alla Casera Ramaz Alta ove una pallottola mise fine alla sua vita. La Patria lo premiò con la medaglia d’argento al valore, la sua città lo volle ricordarlo dedicandogli una via nel popoloso rione di Borgo San Sergio. Sepolto nel piccolo cimitero di guerra di Ligosullo, la sua tomba è stata meta, negli anni immediatamente post bellici, di pellegrinaggi dei soci dell’Alpina.

In sua memoria il 9 luglio 1922 gli veniva dedicato il rifugio al Mangart (la ex Manhart Hütte), completamente rifatto e riarredato a cura della Società Alpina delle Giulie. Società che qualche anno dopo aveva voluto ricordarlo anche con l’apertura nella propria sede di un “dopolavoro” portante il suo nome e con l’intitolazione del tratto del percorso turistico nelle grotte di S. Canziano che dalla “Grotta delle Fontane” conduce al “Ponte della Vittoria”, il “Sentiero Giuseppe Sillani”. Il 20 maggio 1932, nell’occasione dello scoprimento di una lapide nelle Grotte di S. Canziano il poeta Ario Tribelli volle ricordare lo scomparso dedicandogli un’ode.

L’ultimo saluto formale è un ricordo, nel 25° della morte, apparso sul Piccolo del 18 novembre 1940.

Grotte rilevate da G. Sillani:

  • 43 VG – Voragine dei Corvi, 10 lug. 1898 (prof. m 129, lungh. m 120)
  • 86 VG – Pozzo presso Fernetti, 6 gen. 1898 (prof. m 31)
  • 135 VG – Grotta dell’Acqua, 3 apr. 1898 (prof. m 25, lungh. m 193)
  • 233 VG – Pozzo presso Gropada, 18 feb. 1900 (prof. m 23)
  • 289 VG – 16 mar. 1904 (prof. m 13, lungh. m 100)
  • 370 VG – Grotta presso Sesana, 2 feb. 1912 (prof. m 59, lungh. 130)

Ulteriori notizie su Giuseppe Sillani si possono trovare in:

  •  – – , 1921: Per Giuseppe Sillani, Soc. Alpina delle Giulie, Comunicato mens. Ai Soci, 1 (8): 4, Trieste nov. 1921
  •  – – , 1922: L’inaugurazione del rifugio “Giuseppe Sillani” al Mangart, Soc. Alpina delle Giulie, Comunicato mens. Ai Soci, 2 (8): 1-3, Trieste ago. 1922
  •  – – , 1924: Notizie ed echi. I “nominati” di S. Canziano, Le vie d’Italia, a. 30 (3): 325-327, Milano mar. 1924
  •  – – , 1928: Un episodio delle dimostrazioni irredentistiche a Trieste nel cinquantenario dello Statuto. L’arresto di Giuseppe Sillani, Ultime notizie, Trieste, 7 set. 1928
  •  – – , 1932: Una discesa nella Grotta di Olmeto, Piccolo della Sera, Trieste 17.3.1932 (ricorda un’esplorazione di Sillani, impedita dai terrazzani di Olmeto e Grancino, gelosi dei tesori nascosti nelle grotta)
  •  – – , 1932: L’onoranza a Giuseppe Sillani presente S. E. Manaresi nelle Grotte del Timavo fantasticamente illuminate, Il Piccolo di Trieste,  8 mag. 1932
  • Gradenigo S., 1919: I nostri morti, Alpi Giulie, mar. 1915 – mag. 1919: 3-12, Trieste 1919
  • Pagnacco F., 1928: Volontari delle Giulie e di Dalmazia, Trieste 1928: 45 , pp. 436
  • Timeus R., 1921: Giuseppe Sillani profugo e soldato, Alpi Giulie, 23 (1/3): 1-11, Trieste gen.-giu. 1921
  • Todero F., 2005: Morire per la patria: i volontari del “Litorale austriaco” nella grande guerra, Gaspari ed., pp. 204
  • Vento A., 2010: In silenzio gioite e soffrite. Storia dei servizi segreti italiani dal Risorgimento alla Guerra fredda, Il Saggiatore, 2010, pp. 378 (p. 514)