Jacques Choppy

 

JACQUES CHOPPY – ( 1926 – 2004)

 pubblicato su ” PROGRESSIONE N 52 ” anno 2005 
Ho appreso da Internet dellla scomparsa di Jacques Choppy, uno dei maggiori studiosi di speleologia della Francia del secolo scorso, ma attivo e conosciuto anche in campo internazionale. Uno dei rapporti più stretti tra Choppy e la Commissione Grotte, viene evidenziato da uno studio: “Interpretation des mesures climatiques dans la Grotte Costantino Doria (N.3875VG), publiées par S. Polli”, che è stato pubblicato nel 1981 su Atti e Memorie, vol. 20, (1980). Si tratta dell’interpretazione di undici anni di misure con frequenza quindicinale eseguite da F. Forti e T. Tommasini. L’elaborazione e l’interpretazione molto precisa dei dati di meteorologia ipogea, eseguita dallo Choppy ha permesso di definire, per la prima volta, con precisione tutto ciò che concerne i processi termici nell’aria e nella roccia (geotermometri). Contemporaneamente sono state anche precisate alcune nozioni e situazioni di climatologia in ambiente grotta, in particolare in rapporto alle correnti d’aria, alla temperatura dell’aria e della roccia, e attraverso i dati psicrometrici, anche alla tensione del vapore.
Choppy ha anche iniziato ma non portato a compimento, il calcolo del bilancio termico, a causa della mancanza di dati riguardanti in particolare l’evaporazione. Sembrerebbe che vi siano delle contraddizioni tra la teoria degli apporti di calore della roccia e le misure che sono state effettuate. Lo studio è integrato con diversi schemi e diagrammi.
Non ho più visto Choppy per molti anni, poi improvvisamente compare a Trieste domenica 27 ottobre 2002. Proveniva da Postumia dove aveva partecipato all’Istituto di Ricerche Carsiche, a qualche convegno di carsismo, ma non ricordo l’argomento. Piuttosto annoiato, soprattutto perché si trovò quasi un estraneo tra questi studiosi di “neocarsismo”, sabato 26 decise di tornarsene a Parigi, ma si fermò a Trieste, perché voleva vedermi per trascorrere qualche ora assieme nella Grotta Gigante, per respirare (concettualmente), in un clima diverso, ma soprattutto più consono e più vicino alla sua mentalità e formazione culturale in materia di speleologia e di carsismo. Parlammo veramente di tutto, ma in particolare voleva fare il punto con me in materia di speleogenesi. Discutemmo anche sull’eterna questione dei rapporti speleologia – scienza e mi disse che ormai la speleologia doveva passare ad un ruolo diverso di quello del nostro comune passato. Nella ricerca e negli studi sul problema delle acque sotterranee carsiche diviene sempre più necessario che lo speleologo abbia delle informazioni scientifiche di base, pertanto in Francia hanno deciso che se un giovane vuole dedicarsi all’esplorazione delle grotte presso i vari gruppi speleologici esistenti in quel paese, gli è fatto obbligo frequentare dei corsi di idrogeologia carsica. Lo guardai con ammirazione ma anche con profonda tristezza. Pensare che questo argomento sulla formazione culturale degli speleologi lo avevo affrontato oltre trent’anni fa, ovviamente senza alcun risultato. Ci salutammo da vecchi amici, con un sorriso di speranza …per il futuro. Di lui mi rimane un biglietto di visita: Jacques et Brigitte Choppy – Rue de Vaugirard 182, Paris.
Fabio Forti