Francesco Cianetti

 

Francesco CIANETTI – Assisi 3.11.1923 – Gradisca (GO) 29.8.2014

Critico d’arte di chiara fama, pittore, modellista ma anche speleologo, Francesco Cianetti, residente a Gradisca d’Isonzo, umbro d’origine e friulano d’adozione – come amava definirsi – negli anni 070 faceva parte del Gruppo Speleo “L. V. Bertarelli”. Era lui che correggeva e ci dava le direttive su come impostare le nostre relazioni al seguito delle esplorazioni fatte. Insomma era una specie di supervisore che allora noi giovani prendevamo come “maestro” e che devo dire, alla luce dei nostri giorni, è stato molto utile e determinante. L’animo e lo spirito che egli provava verso la speleologia è ben espresso in un suo bel articolo apparso sul numero unico de “Il Carso” del 1977 in occasione della ricorrenza dei 15 anni di fondazione del gruppo speleologico; in quell’occasione Franco scriveva: “… Alcuni amici m’han chiesto di realizzare , per questo numero, una rapida sintesi delle vicende del Gruppo Speleo “L.V. Bertarelli” ed io ho accolto la richiesta come ogni volta che qualcosa mi appassiona, con lo stesso entusiasmo dei momenti della ‘scaletta’. Ma anche con lo stesso timore. Timore di non farcela, di non riuscire a mettere insieme le impressioni, le amarezze, le soddisfazioni, i risultati di quindici anni di speleologia. Timore, ancora, di non saper cogliere i significati più veri di quei sacrifici che hanno caratterizzato l’impegno di uomini, di generazioni diverse pur profondamente unite verso l’ignoto, come avventure, come conoscenza, come riscoperta di principii e valori che agli uomini stessi appartengono, come fatti di fede e rispetto profondi per il loro ambiente. …”.
Tutto questo timore, detto da uno che aveva vissuto tutta l’esperienza delle prime esplorazioni in Carso, con mezzi sicuramente primitivi e inadeguati ci fa un po’ sorridere. Certamente le sue vicende, vissute con tanta passione, costituiscono per Franco un passo importante della sua vita; proprio grazie ad esse infatti egli ci racconta, sempre nel medesimo articolo: “La mancanza di denaro porta avanti per molto tempo la penuria di mezzi d’esplorazione, ma non riesce a interrompere l’attività. E’ proprio in quel periodo che il Gruppo scopre ed esplora la sua prima grotta, la Numero 1: il ‘Pozzo Gorizia’ profondo una cinquantina di metri. Di quella volta ricordo uno spezzone di scaletta, rimediata chissà dove, fatta con grossa canapa e gradini di legno, pesante specialmente quand’era inzuppata; ben presto marcita. Poche corde e cordini tratti dallo zaino di ciascuno, scarponi da montagna, in luogo degli stivali di gomma e qualche tuta mimetica smessa dai militari. Non ci sono soldi per le lampade a carburo e le pile, ancorché nuove, non durano in grotta più di mezz’ora. …” Insomma Franco Cianetti è stato, pur nel suo modesto contributo alla speleologia locale, un precursore ed un animo libero e puro tipico di un modo di andare in grotta  che forse non esiste più.
Ultimamente, molto invecchiato, era saltuariamente assistito dal nostro socio Gino Marcigaglia, anche suo vicino di casa. Proprio da lui, infatti, giovedì 29 agosto abbiamo appreso la brutta notizia.
Così se ne va un’altra figura storica di una Gradisca che non c’è più.
Franco Cianetti era molto noto anche per essere stato un dirigente territoriale dell’INAM. Originario di Assisi, dopo il lungo peregrinare per l’Italia e la Francia ha eletto la cittadine della Fortezza a sua dimora per quarant’anni.
Cianetti era stato ufficiale dell’esercito ed aveva combattuto nella seconda guerra mondiale in Grecia ed Albania, conoscendo anche la sofferenza della prigionia.
Critico d’arte sui maggiori quotidiani e periodici nazionali, pittore di valore premiato più volte in Italia e all’estero aveva un ampio spettro di interessi: era un appassionato studioso di religione e di letteratura italiana, numismatico e filatelico nonché, come già detto, speleologo amante della montagna era anche socio del Club Alpino Italiano. Amante del bello e della perfezione, liutaio per gioco, modellista, Cianetti era figlio di una famiglia che dopo aver raggiunto le vette più alte della politica nel periodo fascista, dovette accedere ai lavori più umili per risorgere. L’uomo, grazie allo studio e ala fatica, divenne dirigente di zona dell’INAM nelle sedi di Gradisca e Gorizia. La sua riservatezza, in particolare dopo la morte della compagna della vita Elsa, lo aveva nascosto ai più. Resta di lui un bel ricordo quando negli scantinati del vecchio Circolo di Lettura di via Morelli (la vecchia sede del G.S. “L.V. Bertarelli”) ci si incontrava e Franco appassionato di modellistica aveva, assieme al ‘mitico’ prof. Pascoli, ricostruito con il polistirolo lo spaccato dell’Abisso Bonetti. Piccoli aneddoti di un tempo Passato!
                                                                                               Maurizio Tavagnutti
Testo pubblicato alle pagg. 24 e 25 del numero di settembre 2014 di Sopra e sotto il Carso