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87 VG - IL CANTIERE DIVENTA ABISSO

Alla 87 VG la primavera del 2016 ha portato novità di un certo interesse: dopo 140 metri di ambienti veramente poco spaziosi finalmente si sono aperti spazi degni di essere chiamati grotta.

Il massacrante e duro lavoro di dieci anni, portato avanti con determinazione dal gruppo di non più giovani uomini della Commissione Grotte, finalmente è stato premiato, in un modo più che dignitoso direi, offrendo a noi esploratori dapprima un pozzo di dieci metri e quindi un salto stimato trenta metri che poi si è rivelato essere profondo ben 42 metri! Esatto, un pozzo di 42 metri interamente concrezionato e abbastanza largo (in alcuni punti si toccano i 2 x 5 metri di diametro). Un dono da parte di questa cavità che finalmente inizia a concedersi. Il pozzo è molto comodo, ma interamente bagnato da un intenso stillicidio (in qualche punto un vero e proprio rubinetto aperto al massimo!) anche in periodi poco piovosi come quello corrente, ed indubbiamente arrivare alla sua base totalmente bagnati non è una cosa piacevole, ma per un attimo potremmo provare a chiudere gli occhi e ringraziare quell’acqua, senza la quale le grotte che tanto amiamo non esisterebbero. Perciò seguiamo tutta quest’acqua di percolazione alla base del nuovo pozzo e vediamo un saltino di quattro metri che ci porta su un ripiano abbastanza comodo, delimitato da un gradino oltre al quale si apre un altro pozzo di dieci metri: la grotta continua! L’ambiente però ora cambia aspetto, l’acqua c’è sempre ma le pareti di questo pozzo dalla struttura alquanto irregolare, sono tutte ricoperte da un velo di argilla umida dal colore grigio scuro. Si intravedono due prosecuzioni già dall’alto, una esattamente sotto di noi, dove scorre tutta l’acqua, e l’altra più avanti, a qualche metro di distanza. Sceso questo salto di dieci metri si verifica subito se la via dell’acqua è transitabile… Lo è, si arriva davanti ad una serie di saltini che si scendono per una decina di metri, stretti e molto bagnati (ci va tutta ‘acqua che ci aveva accompagnato lungo il grande pozzo), che alla base si chiude con fessure strette e tanta argilla: parrebbe evidente che la via sia quella sbagliata ma a lasciare qualche interrogativo è l’aria, spirante in modo tenue ma costante. Dall’altra parte invece si scende un saltino di quattro metri e mezzo arrivando in una stanzetta, da cui parte un pozzo di 22 metri, largo e comodo, dall'aspetto apparentemente poco rassicurante per via di alcuni speroni che sporgono dalle pareti, ma in realtà anche questa parte della cavità è concrezionata e non si vedono tratti in erosione. Si scendono tutti i 22 metri del pozzo in libera fino a quando, osservando il fondo, la speranza di un'ulteriore prosecuzione si spegne vedendo due esigue fessure che si aprono in un deposito di argilla umida, che ha la stessa consistenza della plastilina. Oltre, sembra esserci un saltino di un metro ma lo spazio è troppo stretto per illuminare per bene l'ambiente successivo, che però, senza alcun dubbio, è stretto. Per adesso il sogno di una rapida discesa verso il sacro fiume frena bruscamente, ed il lavoro che ci attende in questi due fondi non è per niente semplice e veloce. Risalendo la libera di 22 metri però un rumore incoraggiante attira l'attenzione; infatti a circa sei metri dall'inizio del pozzo, presso un terrazzo facilmente raggiungibile, si apre una piccola finestra che sembra condurre in un pozzo parallelo e concrezionato dove si sente chiaramente il rumore dell'incessante stillicidio che nel pozzo di 22 metri è inesistente, ma la finestra è stretta ed intransitabile attualmente.

Dopo dieci anni di scavi, dopo 480 giornate di massacrante lavoro finalmente la grotta ci ha regalato una settantina di metri di sviluppo verticale ed ora la quota stimata dell'attuale fondo è -231 metri. Un bel risultato, ma adesso bisogna trovare il punto esatto dove concentrare le proprie forze e speranze per raggiungere il sogno tanto ambito: una nuova finestra sul Timavo ipogeo, a metà strada tra la grotta di Trebiciano e la Lazzaro Jerko.

                                                                                                   Andrea Miglia