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ALBANIA - Nuovi incontri con l'associazione “Alpe”

11 – 13 maggio 2012

 A seguito dei contatti diretti avuti in Albania durante l’ultima spedizione (settembre 2011), con alcuni rappresentanti della associazione “Alpe”, istituto che si occupa della valorizzazione della loro area culturale di appartenenza di Nikaj - Merturi presso il distretto di Bajran Curri in Albania, la Commissione Grotte E. Boegan, è stata contattata per una serie di scambi di carattere culturale e conoscitivi, sulle scoperte speleologiche dell’area di queste magnifiche vallate, e sullo stato di fatto della viabilità dei sentieri e della situazione della montagna e degli alpeggi in genere, essendo tutta l’area sofferente di uno stato di abbandono e di degrado dovuto all’abbandono dei paesini e delle masserie poste anche in altura, da parte degli antichi abitanti, emigrati in massa all’estero o a Tirana. 

In questo ambito l’undici ed il dodici maggio del 2012 si sono svolti alcuni incontri a Tirana con i rappresentanti dell’associazione “Alpe” e degli enti locali della regione di Nikaj – Merturi con in testa il sindaco di Lekbibaj, municipio che ci vede operativi dal punto di vista speleologico fin dal 1993, ed il presidnte dell’associazione Alpe dott. Ndoc Mulaj. L’incontro ci ha visti impegnati alla definizione degli impegni e dell'organizzazione della logistica sul territorio; il comune di Lekbibaj ha assicurato la messa a disposizione un magazzino per le nostre attrezzature speleo, e soprattutto si adopererà  per calmierare il prezzo del nolo dei muli e dei cavalli, indispensabili per il trasporto degli equipaggiamenti in quota. 

Fondamentale è stato l’incontro con il presidente dell’associazione Alpe, il dott. Ndoc Mulaj e di alcuni altri soci a Tirana. In una riunione fiume durata fino a tarda ora negli uffici di “Alpe”, al quarto piano di un grande palazzo nel centro di Tirana, la C.G.E.B,. rappresentata da Louis Torelli ed il Dipartimento di Geoscienze dell’università di Trieste nella persona di Franco Cucchi, hanno rendicontato sui quasi venti anni di attività del gruppo in Albania, illustrando i presupposti scientifici, sportivi e di ricerca della nostra attività. Al fine di una illustrazione pratica di alcuni degli obiettivi da raggiungere sul tavolo di lavoro sono stati depositati un quarantina di chilogrammi di carta stampata fra bollettini, libri e monografie di interesse geospeleologico editi soprattutto dall’Università e dal nostro gruppo, riguardanti le più recenti ricerche ed esplorazioni. La C.G.E.B ha inoltre consegnato al gruppo Alpe ed al sindaco di Lekbibaj gran parte del materiale del nostro archivio riguardante le spedizioni in Nikaj - Merturi nonché - e ciò per una condivisione più ampia e completa con le realtà locali delle nostre problematiche e progetti, ed alcuni materiali riguardanti le progettazioni turistiche e didattiche messe in atto dal nostro direttore della Grotta Gigante.

Molte sono state le domande di chiarimento sulla nostra attività; attraverso la voce del sindaco di Lekbibaj, Gesim Meshi, il comune ci garantirà in futuro piena collaborazione nella pianificazione delle spedizioni esplorative e delle ricerche scientifiche, mentre il presidente dell’associazione Alpe, Ndoc Mulaj, ci garantirà una piena collaborazione attraverso una supervisione operativa, e ciò al fine di migliorare i nostri rapporti in zona e di creare nuove possibilità esplorative, e questo anche coinvolgendo le realtà umane ancora operative sul posto e disponibili per un primo ripristino dei sentieri e della viabilità.

Il pomeriggio di sabato, durante una pausa di circa un’ora, la nostra attività è stata presentata al dott. Massimo Gaiani, ambasciatore italiano a Tirana, che assieme alla sua segretaria particolare la dott.ssa Susanna Schlein ci ha gentilmente accolti nella sede dell’ambasciata, dimostrando molto interesse per i nostri progetti ed elargendo preziosi consigli su come continuare la nostra attività, indicando la possibilità di accedere ai fondi di sviluppo per le aree balcaniche messi a disposizione dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia.

In particolare abbiamo chiesto all’ambasciatore la possibilità di un suo interessamento per l’eventuale fruizione di elicotteri per il trasporto e la ricerca in quota presso il gruppo montuoso delle Hekurave, area tutt'ora in esplorazione assieme al Borschit ed il gruppo centrale del Grikati te Hapta, tutte montagne superiori ai 2600 m slm.

Il sabato siamo stati accompagnati da Ndoc Mulaj e da Xheri Hajdarkolaj (Jerry il nostro amico e interprete nonché socio di Alpe) a visitare la grotta Raja situata presso Fierze ai confini con il Kosovo; nonostante la distanza ed il nostro rientro a Tirana a notte fonda, la gita è stata entusiasmante. Il contatto umano, e l’accoglienza durante il viaggio e la visita alla grotta sono stati eccellenti, ed hanno contribuito a rafforzare la nostra unione di intesa sui nostri progetti esplorativi, ormai condivisi.

La domenica mattina ci ha visti ancora partecipi ad un breve “breafing” operativo nella hall dell'albergo a Tirana e quindi, dopo i saluti di rito, siamo stati accompagnati all’aeroporto per il volo di rientro.

Il progetto Nikaj -Merturi

Verso Sphella Raja

Premessa 

L'avventura speleologica in Albania degli uomini della Commissione Grotte “E. Boegan” di Trieste inizia nel 1993, nonostante le difficoltà politiche e ambientali di quegli anni difficili. Non dimentichiamo che erano in pieno svolgimento le ultime guerre balcaniche, iniziate sul confine italo – sloveno nel 1990. Questo era il clima che si respirava anche qualche anno dopo, alla partenza per l’Albania. All'epoca era impensabile giungevi via terra, la piaga della guerra s’era spostata verso il sud dei Balcani, l’unico modo sicuro per pervenire alle coste albanesi era via mare. Infatti le prime spedizioni (guidate da Elio Padovan, 1993, 1994) passarono per Durazzo; allora furono prese in esame tre distinte aree: Mali e Kurveleschi a sud (valle di Salari), Mali e Thate presso il confine Macedone e Mali e Hekurave, l'aera risultata più promettente e tuttora in esame. Fu contattato per quelle prime ricognizioni il Didaktike Shkenkire Speleologjike Shquipetare di Tirana. Già sul numero 29 di “Progressione” (1993) evidenziavamo che la zona più interessante era quella delle Hekurave, in particolare la risorgenza di Dragobi sita al versante nord-est: era stato puntualmente individuato in quelle portate d’acqua e in quei plateau sconosciuti dal punto di vista speleologico una notevole potenzialità esplorativa. Nel ‘94 il nostro gruppo, tornò in Albania, assieme ad un nutrito gruppo di speleo: in quell'occasione fu raggiunto, non senza difficoltà, l'abitato di Bairam Curri; si esaminarono le vallate fino alle pendici del massiccio del Boshit e individuate, esplorate e rilevate parecchie cavità. Altre due spedizioni, vennero effettuate nel 2006 e nel 2008: la situazione locale era cambiata, in meglio per la sicurezza, in peggio per le comunicazioni stradali (ponti e sentieri scomparsi, paesi abbandonati). Le ultime più fruttuose ricerche strutturate e condotte assieme ad un gruppo misto di speleo triestini e sloveni, più una collega del gruppo Grotte Brescia e ricercatori dell'università di Trieste - Dipartimento di Geoscienze si sono svolte nel 2009, 2010, e 2011. Notizie sulle varie spedizioni della CGEB sono apparse sulle riviste Atti e Memorie e Alpi Giulie, mentre parte dei risultati raggiunti sono stati pubblicati sui numeri 29 (dic. ‘93), 34 (giu. ‘96) e 55 (gen.-dic. ‘08), 56 (gen . dic ‘09) e 57 (gen. dic. ‘10) della rivista Progressione, e 62 (giugno “10) di Speleologia, organo ufficiale della Società Speleologica Italiana, nonché su Jamar, la rivista speleo nazionale slovena. 

 Un Progetto per una speleologia rispettosa dell’ambiente

 Fra la prima spedizione e l’ultima è stato purtroppo notato un notevole degrado ambientale prodotto proprio dal modello di consumismo occidentale introdotto verso la fine del secolo scorso, come pure dall’abbandono delle masserie più isolate, cosa quest’ultima che ha portato al disuso di stradine e sentieri montani. C’è quindi ora il reale pericolo che zone sino ad ieri sede di un ecosistema in cui l’uomo era perfettamente integrato, possano essere oggetto di speculazione e vengano alterate o distrutte come già successo in altre parti del mondo.

Dopo la spedizione dell’agosto 2009, ed buoni risultati ottenuti in quelle del 2010 e 2011, la “Boegan” ha ritenuto di disciplinare le future ricerche con un piano operativo dei lavori, il “Progetto Hekurave” che si amplia e diventa “Progetto Nikaj – Merturi” inglobando tutta la regione interessata dalle nostre recerche ed i principali bacini dei torrenti Curraj, Pajes e Kuquit, prevedente una serie di fasi, alcune di immediata concretizzazione, altre diluite nel tempo:

  • Definizione dei limiti della zona interessata dalle nostre indagini, avvalendosi sia della cartografia disponibile, sia di sopralluoghi diretti; perlustrazione invernale con gli sci;
  • Individuazione, esplorazione, rilievo e documentazione fotografica delle grotte che vi si aprono, anche con l'ausilio di riprese fotografiche e video ad alta definizione;
  • Indagine geologico-strutturale della zona, da condurre mediante la collaborazione con studiosi e docenti delle università di Trieste e di Tirana;
  • Individuazione dei bacini di raccolta afferenti le varie risorgive, al fine di determinare i vari sistemi idrici e loro collegamenti;
  • Iniziare le ricerche biologiche – entomologiche e spelo botaniche – al fine di ottenere un primo quadro completo sulle conoscenze;
  • Assunzione presso i locali di informazioni sull’eventuale presenza di miti e leggende relativi alle grotte e al fenomeno carsico in genere;
  • Studio di fattibilità per la creazione di una “Zona Protetta” da destinare alla fruizione ambientale, naturalistica e speleologica, con l’eventuale recupero e salvaguardia della cultura locale attraverso il ripristino dei manufatti rurali ancora esistenti (attualmente destinati a scomparire in pochi anni essendo in completo abbandono); questo percorso prevede il coinvolgimento di tutti gli enti locali della zona e dell’associazione Alpe di Nikaj – Merturi, nonché l’attivazione della consulenza di professionisti per individuare presso enti e ministeri italiani (stanziamenti della comunità europea- fondi di sviluppo), da destinare allo sviluppo ambientale ed eco-sostenibile dell’area.

Come specificato questa serie di lavori dovrebbe essere, nella visione che la “Boegan” ha dei suoi compiti speleo in Albania, propedeutica alla presentazione al Ministero albanese competente di una proposta per la costituzione di un parco alpino-speleologico, o di un centro di interesse per la speleologia alpina internazionale, da noi ritenuto indispensabile per la salvaguardia dell’integrità delle bellezze naturali, epigee ed ipogee, di questo settore dell’Albania, essendo l’isolamento di questa area la sua grande peculiarità e caratteristica, che la fa praticamente un “unicum” europeo, ma anche il suo punto debole se non monitorata e preservata da opere considerate invasive.

                                                                               Pino Guidi - Louis Torelli

IMMAGINI DALL'ALBANIA

Ingresso di Sphella Raja
Cucchi e Gerry
Depositi in Sphella Raja
Abbeveratoi
Depositi ed erosioni in Sphella Raja
Il gruppo dell' Hekurave
La diga sopra Rakja
La diga sopra Fierze
La conca di Bajran Curraj

Spedizione Nikaj – Merturi 2012

A continuazione delle campagne esplorative degli anni tra il 1993 e il 2011, si è svolta dal 31 Agosto al 10 Settembre la nona spedizione della Commissione Grotte “E. Boegan” di Trieste (a cui ha partecipato una socia del Gruppo Grotte Brescia "C. Allegretti") in collaborazione con un esperto manipolo di speleologi sloveni di vari gruppi, sugli  altipiani dei Monti Hekurave (distretto di Nikaj – Merturi), situati nel gruppo montuoso delle Prokletije, ai confini tra Kosovo e Albania.

Principali obiettivi preposti sono stati il proseguimento delle esplorazioni nella parte remota e più impraticabile della Shpella Zeze, a superare così i circa 3,5 km sino ad ora conosciuti ed effettuare prospezioni e ricerche in quota presso la Cima Hekurave ed il lago Markaj.

In Shpella Zeze, superato quello che era l’ultimo ostacolo conosciuto rappresentato da un meandro molto stretto di 20 metri, ribattezzato “Happy birthday”, si è progredito di oltre 500 metri dall’ultimo caposaldo rilevato 2 anni fa, continuando in basse gallerie caratterizzate da continue perdite e acquisti di dislivello, gallerie caratterizzate da un fortissimo vento gelido.

Ci si trova in questa zona a più di 5 ore dall’ingresso senza la possibilità di costruire un campo avanzato sia per l’assenza di spazio sia perché non si conosce il comportamento dell’acqua in regime di piena all’interno dei nuovi meandri: in più il gelido e forte vento costante non permette sistemazioni adeguate. Altri rami minori sono stati esplorati all’interno per uno sviluppo di circa 100 m. Ad oggi quindi, l’estensione totale conosciuta della cavità si aggira sui 4 km di sviluppo. Nell’altra valle invece, altri 3 soci hanno svolto un campo presso il lago di Markaj, a quota 1370 slm, situato sul versante SE del massiccio Hekurave. Sono state trovate delle cavità minori sulle pareti del lago e nei dintorni dei valloni che precipitano a Bajram Curri, alcune che proseguono con forti correnti d’aria che necessitano di brevissime disostruzioni.

Battute di zona si sono svolte presso i monti Dhive (2334 slm), Sthylles (2028 slm) e Lucu i Thiut (2108 slm) rinvenendo ed esplorando delle cavità minori. Le zone sono caratterizzate da sentieri ancora ben marcati, questo grazie alla presenza di cave d’estrazione di bauxite situate ad alta quota, che hanno smesso l’attività solamente nei primi anni ’90. Nell’ultimo giorno disponibile è stata effettuata una battuta di zona sia nei bacini E-O che portano alla cima Hekurave, e di ritorno nella estesissima zona che forma il versante SE dalla cima Hekurave sino alla sella sopra il lago Markaj posta a 2018 slm. In questa ampia area totalmente carsificata, sono state rinvenute diverse cavità ad accesso verticale. In totale sono state trovate nella settimana di presenza al lago 21 nuove cavità.

Per la prima volta hanno partecipato con una visita alla parte fossile della Sphella Zeze, il sig. Ndoc Mulaj presidente dell’associazione “Alpe” di Tirana ed alcuni soci ed amici albanesi. Si è così rinsaldato, a seguito del contatto avuto a maggio scorso nella capitale albanese, una proficua collaborazione che vede coinvolta anche l’università di Trieste con il prof. Cucchi del Dipartimento di Geoscienze e lo stesso comune di Lekbibaj, il municipio che cura l’amministrazione della zona.

Unica caratteristica negativa di questa spedizione, gli incendi. Specialmente nei primi giorni e nella partenza dal campo di Qerec, decine di focolai ed incendi in breve tempo ci hanno circondato, rendendo in alcune giornate l’aria irrespirabile.

Riccardo Corazzi

 

 Partecipanti

Ndoc Mulaj  (Associazione Alpe Tirana)

Louis Torelli, Riccardo Corazzi, Lucio Comello, Eugenio Dreolin, Dario Riavini, Paolo Gabbino (Commissione Grotte “Eugenio Boegan” – Trieste)

Vincenza Franchini (Gruppo Grotte Brescia "C. Allegretti")

Rok Stopar  (JD Dimnice Koper)

Ivo Sedmak, Matjaž Milharčič, Marjan Vilhar (DZRJ Luka Čeč Postojna)

Milan Podpecan (JK Speleos – Siga Velenje)