Due vecchie revisioni

 

DUE VECCHIE REVISIONI

 pubblicato su “PROGRESSIONE N 54” anno 2007

Il riordino dei materiali cartacei conseguente al cambiamento di gestione del Catasto Regionale delle Grotte ha fatto riaffiorare due vecchie revisioni, eseguite l’altro secolo e poi finite, chissà perché, nel dimenticatoio. Una loro ricerca, fatta anni or sono, aveva dato esito negativo, per cui avevo messo il cuore in pace considerando persi per sempre i due elaborati. Si tratta del rilievo del Pozzo dei Colombi di Aurisina, 139 VG, risalente al 1988 e di un piccolo ramo laterale della Grotta Azzurra di Samatorza, 257 VG, rilevato nel 1993.Il primo è stato eseguito in due giornate di lavoro (11 e 16 giugno 1988) dallo scrivente coadiuvato dagli allora giovanissimi Pier Paolo Russian, Alessandro Tolusso e Viviana Zago. Ricordo ancora con commozione la guantiera di pastine da loro offertami prima si scendere: ero considerato un “vecchio”, degno di riguardo e di attenzioni. Il secondo rilievo è stato fatto nel corso della campagna di misurazioni condotta da Franco Gherbaz e Nico Zuffi (13, 14 e 25 marzo e 27 aprile 1993) rivolta all’assunzione di una poligonale tacheometrica della grotta Azzurra su cui si avrebbero dovuto poi costruire pianta e sezione. Per vari motivi questa parte del lavoro era stata sempre rimandata ed ora il dettagliato rilievo di Dario Marini, pubblicato dal Gruppo Speleologico Flondar nel libro dedicato a Carlo Marchesetti, ha reso superfluo il suo completamento.
POZZO DEI COLOMBI DI AURISINA, 139 VG
CTR Santa Croce 110054
Long. 13° 41’ 12”2, Lat. 45° 44’ 48”1; Quota ingr. m 156
Prof. m 60, lungh. m 142; pozzo est. m 19, pozzi int. m 15 – 3,5 – 16
Ril.: E. Boegan, 22.7.1894; R. Battellini,22.7.1924;
Aggiornamento: Pino Guidi, Pier Paolo Russian, Alessandro Tolusso, 11 e 16 giugno 1988
E’ una bella e facile grotta, molto visitata e di cui si possiedono in Catasto diversi rilievi; il pozzo d’accesso si apre sul fondo di una depressione imbutiforme sita fra l’Autostrada e la strada bianca di servizio (lato Sud). Molto ampio, profondo una ventina di metri, è interessato dalla presenza di numerose finestre, non tutte indagate e non tutte segnate sul rilievo; dal nicchiane posto sul lato Nord parte una stretta fessura che conduce in una stanzetta sormontata da un camino che un tempo (rilievo del GGCD) sboccava all’aperto (p. 2). Il giorno della revisione la stanzetta non era più accessibile (massi incastrati nella fessura) ed il terreno in cui sarebbe dovuto sboccare il camino completamente livellato dai lavori dell’Autostrada.

Sul fondo del pozzo c’è un cunicoletto sormontato da un camino con varie finestre sul pozzo; scendendo la ripida china di detriti si imbocca una galleria che si adima in direzione SSE per una decina di metri, sino ad un’ostruzione lapidea che blocca il passaggio: per raggiungere la sua prosecuzione naturale è necessario risalire a destra una cengia sdrucciolevole, percorrere una breve e concrezionata galleria (p. 4) e scendere quindi il bel pozzo interno. Sopra il punto 4 si può risalire, con un po’ d’attenzione, un camino (m 4 + m 4) e raggiungere una gallerietta concrezionata ed in salita, terminante con una fessura non transitabile (p. 5) che si dirige verso uno dei nicchioni del pozzo d’accesso.
Dalla base del pozzo interno (p. 6) si può risalire il ripido cono detritico sino alla fine, sito in cui si sentono distintamente le voci di chi, scendendo la china detritica alla base del pozzo esterno si è fermato davanti l’ostruzione lapidea, oppure scendere sino al fondo dell’ampia caverna (m 25 x 10/15, altezza più di 6) che si sviluppa in direzione SW; sul fondo una serie di cunicoli sormontati da camini conducono in vani, molto concrezionati, comunicanti fra di loro e con la caverna (p. 8). Sopra il punto 9 un camino porta ad uno stanzicchio pure molto ben concrezionato; sotto lo stesso punto un pozzetto strettissimo sbocca su di un vano allungato che potrebbe proseguire (nessun movimento d’aria, però, il giorno della nostra visita). Sul fianco destro della caverna, scendendo, si trovano due cunicoli (pp. 10 e 11), il primo in salita e chiuso da colate calcitiche, il secondo orizzontale e con una possibile prosecuzione.
Sulla parete Sud della caverna il REST ha aperto nei 1984, ad un paio di metri dal suolo, un passaggio che porta ad un pozzo diaclasico (da noi non sceso, p. C) profondo una quindicina di metri che termina con due pertugi non praticabili.

GROTTA AZZURRA DI SAMATORZA – Rametto Finale
CTR San Pelagio 110013
Lungh. m 19; prof. (dal fondo della caverna) m 3,8
Ril.: Pino Guidi, 25 marzo 1993
L’ingresso di questo piccolo ramo, poco frequentato, si apre a breve distanza dalla vasca per la raccolta d’acqua che si incontra a destra, alla fine della discesa, segnato come punto C sul rilievo di Dario Marini. Si sviluppa, sempre molto basso (in alcuni punti meno di 30 cm), in direzione Sud e quindi Sud Ovest, per poi spostarsi sempre più verso Ovest. Al fondo, piano e argilloso, la volta si alza sino a raggiungere i 70/80 centimetri. Quest’ambiente non presenta evidenti possibilità di prosecuzione, se si esclude uno sprofondamento (p. 0) che parrebbe raccogliere e smaltire le acque di stillicidio.
Pino Guidi