Roberto Vaclik

ROBERTO VACLIK (1951-2022)

Tratto dalla rivista Cronache Ipogee n.1 – gennaio 2022

Ci siamo conosciuti tra i banconi della Tipografia Smolars, nel 1969, e abbiamo legato da subito. Da quel momento, non abbiamo condiviso solo quel posto di lavoro fino agli inizi del 1980; ma poi siamo diventati soci (con Ferruccio e Giorgio) nella nostra tipografia “Centralgrafica” e abbiamo continuato una vita assieme. Siamo stati, reciprocamente, testimoni di nozze ed io ho avuto il privilegio di fare da padrino al tuo secondo figlio Willy. Nel frattempo, siamo stati compagni di avventure nelle grotte e sulle pareti di roccia sia sul nostro Carso che in giro per la Regione. Il fatto di essere piccolo e magro ti dava la possibilità di essere il più adatto ad esplorazioni in vani decisamente proibitivi per speleologi di corporatura decisamente più robusta. Ricordo ancora il particolare degli scavi nella Grotta Lauro che aprimmo assieme scavando con un martello da roccia e una baionetta che usavamo come “scalpello”: che fatica inumana! Poi le lunghe permanenze in grotta, anche di interi giorni, per cercare nuove diramazioni, fino all’ultimo momento disponibile, per poi recarci al lavoro “de notolada” e ancora sporchi di fango. Bei tempi! Poi la tua disponibilità nel formare il primo nucleo di rocciatori del CAT. Dove serviva, tu eri presente. E, ancora, le esplorazioni delle nuove grotte scoperte a Forni di Sopra dove rilevammo assieme le più interessanti cavità scoperte sul colle del Poasso. E tante, tante, altre occasioni da condividere sopra e sotto il nostro Carso. Ottimo canterino dalla voce baritonale sei stato una delle colonne portanti dei nostri cori. Una delle tue ultime “prestazioni” è stata quella per produrre il CD con le canzoni triestine e di grotta che ha accompagnato il libro “Oilè grotista”; libro destinato a scopi benefici. Aspetto non trascurabile anche la tua bravura come cuoco. Ma, caro “Bobone” ti voglio ricordare soprattutto per la tua innata bontà nei confronti di tutto e tutti. Non ricordo di averti visto mai arrabbiato o alterato per qualsivoglia motivo; anzi eri un pacificatore nato e trasmettevi sempre calma e serenità. Padre sempre disponibile e affettuoso ti sei guadagnato la simpatia di chiunque ti abbia conosciuto. Purtroppo, troppo presto, Il destino ti ha portato via dai tuoi più amati affetti, dai tuoi amici e dal nostro gruppo. Riposa in pace, mio vecchio amico.

Franco Gherlizza