Botanica

In questa sezione della biblioteca virtuale sono raccolti testi che attengono a studi e ricerche sulle piante che colonizzano le grotte  ed i loro ingressi e presenti nel mondo ipogeo più in generale. Per visualizzare i testi contenuti visita e scorri la pagina

Scolopendrium hybridum Milde

Il relatore premette alcuni cenni letterari nei quali viene descritta questa felce, scoperti per la prima, volta da REICHARDT, nel 1862, nell’isola di Lussino Da allora essa venne studiata successivamente da parecchi botanici e ritenuta alle volte una specie nuova, altre volte una specie ibrida, tra il Celenterac officinarum WILD e Lo Scolopendrium volgare Sm. La letteratura di tali studi  trovasi nella Osterr. bot. Zeit 1914 1-2 (19-36); 7 (255-77).

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Thamnium alopecurum

questa forama, comparisce molto diffusamente nella nostra regione, però in condizioni d’ambiente del tutto speciali. La raccolsi 1′ autunno del 1921 sul fondo dell’ abisso della gratta N. 90 (catalogo della soc. Alpina delle Giulìe di Trieste) nei pressi di Nabresina, a una profondità di circa 70 m. dall’ imboccatura del pozzo. La ritrovai poi anche sulle pareti di numerosissimi abissi da me visitati in tutto il Carso fra Trieste, e Nabresina, S. Daniele, Selva di Tarnova, Selva Piro, Postumia, S. Pietro, Monte Maggiore, in alcuni dei quali ricopre letteralmente buona parte delle pareti. Si deve probabilmente all’assoluta necessità di attrezzi adeguati per scalare le pareti degli abissi se questa varietà non è stata finora raccolta e citata per la nostra regione.

Briofite nuove per la Venezia Giulia