Indagini faunistiche nelle grotte delle isole di Creta e Lesbos (Grecia)

 

2005 – Indagini faunistiche nelle grotte delle isole di Creta e Lesbos (Grecia)

pubblicato su ” PROGRESSIONE N 52 ” anno 2005

Anche nel 2005, proseguendo un’attività iniziata nell’ormai lontano 1983, ho svolto ricerche sulla fauna cavernicola greca. All’inizio ed alla fine del mese di settembre mi sono recato rispettivamente nelle isole di Lesbos e Creta, dove ho visitato le grotte che vengono considerate nelle righe che seguono.

 CRETA

Si è trattato della mia settima ricognizione nell’isola. Nel corso di una settimana interamente dedicata alla biospeleologia ho effettuato indagini in otto grotte, di cui sei già oggetto di escursioni negli anni passati. Il periodo prescelto – di inizio autunno – si è rivelato meno propizio per le raccolte rispetto alla primavera, stagione in cui avevo condotto le ricerche nel triennio 2001-2003, i cui risultati sono sinteticamente illustrati in una nota pubblicata sul numero 48 di questa rivista.
Per le cavità già indagate in precedenza e considerate nella nota citata vengono forniti solamente i dati riguardanti le nuove raccolte faunistiche, mentre delle due grotte visitate per la prima volta viene data pure una sintetica descrizione.

Spilaio tou Melidoniou. Grotta storica, ben conosciuta per la vastità degli ambienti e la ricchezza delle concrezioni. Da tempo attrezzata per le visite turistiche, presenta una fauna di grande interesse, soprattutto per quanto riguarda gli aracnidi. I nuovi campionamenti hanno interessato solo esemplari topotipici dei ragni troglobi Cataleptoneta sengleti (Brignoli) e Minotauria fagei (Kratochvíl), destinati ad indagini di biologia molecolare.

Sfedoni Trypa. Le ricerche faunistiche sono state limitate ai vani iniziali della nota cavità turistica ed hanno consentito di catturare alcuni esemplari – fra cui due maschi – del ragno Tegenaria ariadne Brignoli, specie cavernicola ancora poco conosciuta, esclusiva della parte centrale dell’isola di Creta.

Spilaio Doxa- Stalagmiti nella parte più interna della grotta (Foto F. Gasparo)

Spilaio Doxa. Anche in questo caso la visita della grotta, di facile accesso ed ornata da splendide concrezioni, era mirata alla raccolta di specie particolari, già individuate nel corso delle ricognizioni fatte negli anni scorsi, quali il ragno Sulcia cretica Fage ed un’interessante dipluro campodeide. All’elenco faunistico riportato nella nota precedente, riguardante le ricerche svolte nel 2001-2003, va inoltre aggiunto il ragno troglofilo Metellina merianae (Scopoli).

Spiliara tou Almyrou. Si tratta di una caverna scavata nel conglomerato, col fondo occupato da materiale alluvionale grossolano, già oggetto di indagini faunistiche negli anni ’50 e ’70 del secolo scorso. La grotta, ubicata al piede di una parete rocciosa, si trova presso l’abitato di Gazi, pochi chilometri a ovest di Iraklion ed è parzialmente allagata dalle acque del sistema sorgentizio di Almyros. Le sorgenti, oggetto di numerosi studi idrogeologici, sgorgano a circa 5 metri sul livello del mare e sono caratterizzate da una salinità – dovuta a contaminazioni di acqua marina – molto variabile in funzione della portata, con valori massimi nella stagione secca. Il sistema di sorgenti risulta oggi captato per uso irriguo; a tal fine è stata realizzata una diga, a monte della quale è presente un bacino d’acqua che in periodi di piena allaga l’ingresso della caverna, rendendola inaccessibile. La fauna campionata comprende i ragni Metellina merianae (Scopoli), Tegenaria dalmatica Kulczyński, diffusa nel Mediterraneo centro-orientale e non ancora segnalata per Creta, e Tegenaria labyrinthi Brignoli, descritta di questa grotta, di cui è stato rinvenuto il maschio, sinora sconosciuto.

Spilaio tis Agias Paraskevis. Ho rivisitato questa imponente cavità allo scopo di raccogliere alcune specie di ragni, che non sono tuttavia riuscito a trovare, nonostante l’attenta ricerca svolta in luoghi dove le medesime specie erano state rinvenute negli anni precedenti. L’unico reperto degno di nota è rappresentato da un dipluro campodeide.

Spilaio tis Milatou. Colonne di concrezione nelle zona prossima agli ingressi (Foto F.Gasparo)

Spilaio tis Milatou. La grotta, importante sotto il profilo storico e biologico (in particolare per i ragni), si presentava piuttosto asciutta, con fauna rarefatta. Vi ho raccolto pochi esemplari dei ragni Sulcia cretica Fage e Minotauria attemsi Kulczyński, destinati ad indagini di biologia molecolare. Va segnalato, quale elemento di pericolo per la peculiare fauna della cavità, l’impatto negativo esercitato dai numerosi turisti che visitano pure le parti interne, costituite da un dedalo di gallerie piuttosto strette. A questa frequentazione, che è andata aumentando nel corso degli ultimi decenni, si può imputare la scomparsa di Tegenaria schmalfussi Brignoli, ragno troglofilo specializzato conosciuto solamente di questa località, che tesse ampie tele orizzontali, che vengono facilmente danneggiate dai visitatori. Preoccupa pertanto in modo particolare la recentissima costruzione di un edificio, a probabile uso ricettivo, in prossimità dell’inizio del sentiero che conduce alla grotta, che fa temere un ulteriore incremento del flusso turistico.

Atsiganospilios. Le ricerche sono state limitate alla caverna iniziale del sistema ipogeo, sviluppato su due livelli, ed hanno consentito di catturare un esemplare dell’ortottero Troglophilus spinulosus Chopard ed alcuni coleotteri carabidi, verosimilmente troglofili.

Spilaio Vreikou. Questa bellissima grotta si apre a 550 metri di quota in un arido vallone carsico, sul monte che sovrasta l’abitato di Pefki, 5 chilometri a NNE di Makri Gialos, località balneare della costa meridionale dell’isola (situata 20 chilometri ad est di Ierapetra). La cavità è raggiungibile con una strada, ben segnalata ed asfaltata di recente, che termina con uno spiazzo, dal quale si diparte un sentiero che in pochi minuti conduce ai due ingressi della grotta. L’accesso è agevole, in quanto uno degli ingressi, rappresentato da un modesto baratro, è stato attrezzato con una robusta scala di legno, mentre un solido passamano metallico facilita la discesa nelle parti interne, che presentano grandi dimensioni e sono adorne di bellissime concrezioni calcitiche, ancora intatte. La fauna raccolta è data dai ragni Hoplopholcus labyrinthi (Kulczyński), specie endemica di Creta, Metellina merianae (Scopoli), Tegenaria sp. ed Amaurobius sp. (esemplari giovani) e da isopodi, diplopodi e collemboli.

 LESBOS

A differenza di Creta, Lesbos non presenta un particolare interesse speleologico, trattandosi di un’isola costituita in buona parte da rocce ignee, con limitati affioramenti calcarei.
Le prime grotte conosciute, di dimensioni modeste, sono state esplorate negli anni ’60 del secolo scorso nel corso di ricognizioni di membri della Società Speleologica Ellenica provenienti da Atene. Notevole è stata invece l’attività svolta successivamente dai fratelli George e Theodoros Houtzaios di Mytilene, che hanno visitato complessivamente 192 cavità carsiche, per lo più di sviluppo limitato. I risultati del loro lavoro sono sintetizzati in un interessante volumetto (in greco) pubblicato nel 1992, interamente dedicato alle grotte ed ai fenomeni carsici di Lesbos.
Le precise indicazioni del professor George Houtzaios – che ho incontrato a Mytilene – mi hanno consentito di visitare una delle più estese grotte da lui esplorate e di raccogliervi alcune specie troglofile, interessanti, anche perché rappresentano i primi reperti di fauna cavernicola dell’isola.

Spilaio Agiou Ioanni (Fousa). La grotta si apre a circa 150 metri s.l.m., in una fitta macchia di quercia spinosa, sul fianco sinistro di un vallone situato sopra l’abitato di Michos, presso Kato Tritos, una decina di chilometri ad ovest di Mytilene. Si tratta di una galleria orizzontale, con una breve diramazione, lunga complessivamente un centinaio di metri. Nel tratto iniziale, piuttosto basso e con il fondo occupato da pietrame, ho rinvenuto alcuni esemplari del ragno Tegenaria dalmatica Kulczyński, mentre nella parte interna, presso chiazze di guano, sono stati raccolti i ragni Hoplopholcus figulus Brignoli, sinora noto solamente delle isole di Samos e Ikaria, Pholcus phalangiodes (Fuesslin), Harpactea sp. ed un chilopode.
Fulvio Gasparo

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