Cercando il III°, trovando il IV°…….

 

Cercando il III°, trovando il IV°…….

pubblicato su ” PROGRESSIONE N 51 ” anno 2004

E’ un sabato mattina e come al solito, da 3 anni a questa parte, lo passo a girovagare nella zona di Gropada alla ricerca di qualche indizio che mi porti al ritrovamento del fantomatico Abisso III° di Gropada, esplorato nel 1924 dalla XXX Ottobre, rilevato da Cesare Prez, e da allora scomparso. La motivazione che mi spinge a cercare la grotta misteriosa è sempre alta, setaccio palmo a palmo ogni metro quadrato attorno ai famosi “Fiori di Mornig”, eseguo diversi assaggi di scavo ma sempre invano. Ancora un dettaglio mi manca: il ritrovamento del masso dove era situata una lapide in ricordo di un giovane grottista morto per lo scoppio di un residuato bellico della prima guerra mondiale. Parlando di questo fatto all’interno della Commissione, finalmente trovai Fufo Durnik che mi indicò l’ubicazione della lapide. Il sabato successivo mi diressi sul posto, non fu facile trovare la lapide anche con tutte le indicazioni, ma alla fine il masso nascosto da un bel pò di vegetazione si fece scoprire. Li attorno concentrai le mie ricerche. Si diceva che la lapide fu posta nelle immediate vicinanze del tanto cercato abisso. Nella dolina sottostante iniziai dei lavori di scavo in tre punti che sembravano dare più probabilità di trovare la cavità, ma i risultati furono ancora negativi. Da questi scavi misi alla luce solo dei vecchi e arrugginiti residuati bellici austriaci della prima guerra mondiale. La testardaggine premia pensai, così i sabati successivi continuai le ricerche rivoltando ogni centimetro quadrato attorno alla lapide e mi accorsi che nella piccola depressione a pochi metri da un prato c’era una fessura che alitava aria fredda, eravamo nel mese di Agosto. Ero contentissimo, è fatta dissi tra me e me, la grotta sta qui sotto! Nei weekend successivi io e i miei scagnozzi demmo il via allo scavo, molto facile, spostando massi di crollo raggiungendo i 5 metri di profondità. Persi l’aria e decisi di tornare in un periodo più freddo. Ai primi di Gennaio 2004 decisi di tornare con Franco e Riki, e grazie all’appannamento degli occhiali di Franco individuammo la corrente d’aria che proveniva al lato del pozzetto scavato, non sul fondo di esso ma a soli 2 metri di profondità. Da quel punto venne scavata una trincea di 3 metri in lunghezza fino ad arrivare ad una fessura soffiante, da qui in poi i lavori partirono alacremente, grazie al grosso afflusso di manodopera a basso costo, tutti fortemente attratti dalla grossa colonna di vapore che usciva dalla fessura. Quattro domeniche di lavoro e finalmente si entra, a –20 però una sorpresa per le morfologie del nostro Carso, la grotta non continuava su pozzo ma in una condottina fortemente ventilata al limite della percorribilità. Oltre alla condotta partiva un pozzo di una settantina di metri che si allargava sempre più man mano che si scendeva, fino ad arrivare in una zona ampia e complessa a più diramazioni. L’esplorazione è stata portata avanti in diverse uscite e con molte persone, raggiungendo alla fine la profondità di oltre 130 metri. Si è provato anche a forzare il flusso d’aria con il ventilatore di Giuliano, ma senza grossi risultati a causa dei numerosi ed intricati sviluppi dei rami inferiori.
Bel risultato in ogni caso: cercavo il III° ed ho trovato appunto il IV°, un buon motivo per continuare le ricerche, e chissà un domani….
Un grazie a tutti i partecipanti.

Per la CGEB:
Riccardo Corazzi – Davide Crevatin – Paolo de Curtis – Fabio Feresin – Franco Florit – Spartaco Savio – Betty Stenner – Marco Sticcotti – Giuliano Zanini
Per il CAT: Paolo Manfreda
Per il REST: Gianni Spinella
e gli amici:
Fulvio Tassan, Sergio Sossic, Cristiano Marocchi, Francesca Zanusso, Vera Perini, Shamsa Todeschini e Andrea “The Animal” Sbisà.

Federico Deponte