Miscellanea biospeologica della Venezia Giulia

 

MISCELLANEA BIOSPEOLOGICA. PARTE II: VENEZIA GIULIA

Pubblicato su Atti e Memorie della Commissione Grotte “E. Boegan”Vol. 38 (2000)pp. 27-70 Trieste 2002

RIASSUNTO

La nota fornisce una rassegna delle ricerche biospeleologiche effettuate dall’Autore nel corso di 354 escursioni svolte negli anni 1967-2000 in 114 cavità carsiche della Venezia Giulia (provìnce di Gorizia e Trieste), con particolare riferimento alla fauna terrestre. Per ogni grotta, dopo i dati catastali ed una sintetica descrizione, sono riportati le date delle escursioni, i riferimenti bibliografici relativi ai mate­riali già pubblicati e l’elenco dei reperti determinati e tuttora inediti. Di questi ultimi viene fornita, alla fine del lavoro, una lista in ordine sistematico.
SUMMARY
MISCELLANEA BIOSPEOLOGICA. PART 2: VENEZIA GIULIA
Thè results of 354 bìospeleological excursions made in thè years 1967-2000 in 114 caves of thè Venezia Giulia (north-eastern Italy, provinces of Gorizia and Trieste) are reported, with reference to thè terrestrial fauna. Thè following informatìon is presented for each cave: thè cadastral data, a concise de-scription, thè dates of thè excursions, ali thè bibliographical references concerning thè materials that have been published so far and a list of unpublished records. Thè listed taxa are reported again, in systematic order, at thè end of thè paper.
ZUSAMMENFASSUNG
MISCELLANEA BIOSPEOLOGICA. ZWEITER TEIL: JULISCH-VENETIEN
Verfasser ftihrte in den Jahren 1967-2000 354 biospelàologische Exkursionen in 114 Hóhlen von Julisch-Venetien (Nordost-Italien, Provinzen Górz und Triest) zur Kenntnis der terrestrischen Hòhlenfauna durch. Fur jede Hohle werden folgende Angaben mìtgeteilt: Kataster-Nummer, kurze Beschreibung, Daten der Exkursionen, Bibliographie der Veroffentlichungen uber das Material, bisher unveroffentlichte Nachweise. Den Abschlufi bildet eine systematische Ubersicht der behandelten Taxa.
POVZETEK
MISCELLANEA BIOSPEOLOGICA. 2. DEL: JULIJSKA KRAJINA
Predstavljeni so rezultati 354 biospeleoloskìh ekskurzij v letih 1967-2000 v 114 jamah Julijske Krajine (severovzhodna Italija, provinci Gorice in Trsta) z ozirom na kopensko favno. Za vsako jamo so
podani katastrski podakti, natancen opis jame, datwni ekskurzij, celoma bibliografija objav o materialu nabranem na ekskurzijah ter seznam neobjavljenih podatkov. Nazadnje je podan celateli seznam takso-nov v sistematskem zaporedju.

Premessa

Nella presente nota, che segue a quattro anni di distanza quella dedicata al Friuli (Gasparo, 1997), vengono riportati i risultati delle indagini sulla fauna cavernicola terrestre svolte personalmente negli anni 1967-2000, nel corso di 354 escursioni biospeleologiche che hanno interessato 114 grotte della Venezia Giulia.
Anche in questo caso, lo scopo principale del lavoro è quello di pubblicare le determina­zioni inedite mie e degli specialisti ai quali ho affidato il materiale raccolto, che portano un sensibile contributo alla conoscenza della speleofauna locale, soprattutto per la notevole quantità di dati relativi a grotte sinora mai indagate, dati che riguardano per lo più specie di scarso interesse per il tassonomo e che pertanto rischiavano di non essere divulgati.
La Venezia Giulia, divisa amministrativamente fra le province di Gorizia e Trieste, pur a-vendo un’estensione territoriale di appena 678 km2, di cui 200 interessati da affioramenti di rocce carbonatiche carsificabili, presenta un patrimonio speleologico di tutto rispetto, rappre­sentato da 2853 cavità naturali (al 31.12.2000). Le prime esplorazioni delle grotte del Carso triestino, volte alla ricerca di acque sotterranee utilizzabili per l’approvigionamento idrico della città di Trieste, risalgono alla prima metà dell’Ottocento, mentre solo alla fine dello stes­so secolo hanno inizio indagini speleologiche sistematiche, destinate ad avere un fortissimo impulso nel Novecento, soprattutto dopo l’annessione alla Jugoslavia delle aree carsiche del­la Carniola e dell’Istria, che costrinse gli speleologi triestini a concentrare l’attività nella pic­cola parte di Carso rimasta in territorio italiano. In tale contesto, le ricerche sulla fauna delle grotte hanno rappresentato per molti anni un’attività di secondario interesse, alla quale si so­no dedicati pochi speleologi locali e naturalisti, in qualche caso provenienti da altre regioni i-taliane o stranieri. Solo negli ultimi decenni del Novecento sono state avviate indagini ap­profondite — ed estese a tutti i gruppi animali presenti negli ambienti sotterranei — da parte di un numero molto ristretto di ricercatori triestini, che hanno compensato la limitata consi­stenza numerica con una notevole determinazione e costanza nello svolgimento delle ricer­che, sia nelle attività di campagna, sia nello studio dell’abbondante materiale raccolto. I ri­sultati sono stati di grande interesse, anche per la scoperta di numerose entità nuove per la scienza o non ancora segnalate per le grotte della zona, ed hanno portato il numero di specie eucavernicole conosciute nella Venezia Giulia dalle circa 50 dell’inizio degli anni ’70 alle 133 (equamente distribuite fra elementi terrestri ed acquatici) censite nel 1995 in una nota di sin­tesi sulla consistenza della fauna delle grotte e delle acque carsiche sotterranee giuliane (Gasparo, 1995).
Come nel precedente lavoro sulle grotte del Friuli, ho riportato i reperti faunistici facen­do riferimento alle grotte (che figurano secondo l’ordine del catasto speleologico della Venezia Giulia), di cui vengono forniti i dati essenziali e brevi descrizioni comprendenti informazioni di interesse logistico e speleologico, destinate principalmente a far conoscere l’ubicazione delle cavità e le dimensioni e l’andamento dei vani ipogei. La parte più propria­mente biospeleologica considera le date in cui sono state effettuate le visite, i riferimenti bi­bliografici riguardanti i dati già pubblicati (relativi alle sole ricerche effettuate dallo scriven­te), la lista dei reperti inediti, con osservazioni sugli ambienti di cattura, ed eventuali mate­riali ancora indeterminati. Tutti i reperti sono sinteticamente riproposti in ordine sistematico alla fine del lavoro.

Ringraziamenti

Ringrazio sentitamente quanti hanno contribuito alla redazione della presente nota, in par­ticolare gli speleologi della Commissione Grotte “E. Boegan” e gli amici entomologi che mi hanno accompagnato in diverse escursioni e gli specialisti che hanno studiato i materiali rac­colti, fornendomi spesso informazioni preziose per lo svolgimento delle ricerche. Un grazie particolare va a Dario Marini, che ha controllato le descrizioni delle grotte, e a Konrad Thaler e Matjaz Kuntner a cui devo, rispettivamente, i riassunti tedesco e sloveno.
                                                                                                     Fulvio Gasparo

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