Franco Gherbaz

Franco GHERBAZ (12.10.1940 – 22.01.2021)

Presidente dal 8 maggio 1995 al 9 marzo 1998

Franco Gherbaz era nato a Trieste il 12 ottobre 1940. A sedici anni aveva fondato, assieme ad alcuni coetanei, lo Speleo Club Trieste, gruppo che si era dedicato sia alla ricerca di nuove grotte (Grotta Grazia, 3950 VG, Fessura del Vento, 4139 VG) sia a scavi paleontologici (Piccola Pocala, 529 VG). Dopo un paio d’anni il gruppo si sciolse e Franco si trasferì all’Alpina delle Giulie, nella cui Commissione Grotte venne accolto nel 1958; vi rimarrà sino al 1962, anno in cui passerà all’alpinismo, attività che condurrà per un paio di decenni con i rocciatori della Associazione XXX Ottobre, l’altra sezione del CAI di Trieste, con risultati talmente buoni che divenne Istruttore di Roccia e socio del Club Alpino Accademico Italiano. Rientrerà nella Commissione nel 1983, rimanendovi quindi sino alla morte. Nella Commissione si distinse non solo come rilevatore ma anche per le capacità organizzative: per un triennio – 1993-1995 – è stato Direttore di Redazione della rivista sociale Progressione, firmandone i numeri dal 28 al 32; in questo periodo collaborò pure alla realizzazione del Manuale di rilievo ipogeo edito dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (1990) ed alla sua riedizione aggiornata (1992). Nel maggio 1995 venne eletto Presidente della Commissione Grotte, incarico che manterrà sino al 1998. Successivamente, dal 1999 al 2004, gli fu affidata la carica di Vicedirettore della Grotta Gigante. Fra le iniziative che portano il suo nome ci sono il Convegno, organizzato assieme a Roberto Barocchi per i trent’anni della Legge Speleologica (1996), e il Concorso letterario per i 90 anni della Grotta Gigante (1998). A queste attività vanno aggiunti una trentina di scritti e 34 rilievi di grotte del Carso e del Friuli, cui ancora vanno sommati quelli fatti in altre regioni d’Italia (Veneto e Campania).

In Valle a lui si devono gli scavi che fra il 1992 e il 1993 hanno portato alla scoperta del piccolo complesso Pepi de Bottazzo, ottenuto con il collegamento di tre grotte ubicate nell’estremo lembo della Val Rosandra, proprio a pochi metri dal confine con la Slovenia: la Grotta sopra Bottazzo, 3971 VG, scoperta nel 1954 dal Debeljak; la Grotta Pepi de Bottazzo, 5843 VG, e il Ciaspa’s Passage, 5844 VG, aperte dalla Boegan. Terminati i lavori al Complesso Pepi di Bottazzo, nel 1993 Ciaspa è l’anima degli scavi alla ricerca di un nuovo ingresso alla Grotta Gualtiero, 5730 VG. Parte riportando sulla carta la poligonale tacheometrica, fatta al suo interno assieme a Nico Zuffi, e relazionando la stessa con cavità e indizi di cavità presenti sul fianco della Valle e fra loro collegati sempre con il tacheometro. L’attenzione e gli interventi vennero rivolti dapprima alla Grotta del Gufo, 5740 VG, (parecchi mesi di scavi) e quindi con successo alla Curta de Lucio, 5800 VG, divenuta il secondo – e più comodo – ingresso della Gualtiero. Negli anni 1993-1994 lo troviamo fra gli scavatori alla Grotta degli Scalpellini, 41 VG, alla Grotta Ferroviaria, 4352 VG, alla Grotta Fünfenberg, 5846 VG, in Grotta Gigante, 2 VG, alle Torri di Slivia, 39 VG e, a fine biennio, alla Grotta delle Gallerie, 420 VG. Allorché Luciano Filipas riprese, nel 1997, gli scavi alla Grotta Lazzaro Jerko, Ciaspa fu uno dei primi ad aggregarvisi, fornendo la sua opera non soltanto all’interno della grotta ma anche divenendo il coordinatore dei lavori esterni, e questo per tre anni, sino alla conclusione della campagna nel 1999. Chi vi ha partecipato ricorderà il bel capanno metallico da lui allestito come spogliatoio e magazzino attrezzi, e il grosso tavolo da lavoro, da lui stesso costruito, che al suo interno vi faceva bella mostra.

Presente in quasi tutti gli scavi più importanti della Commissione Grotte si può ancora ricordare la sua opera, nel 2000, negli Antri sopra la Grotta delle Gallerie, 5126 VG; nel biennio 2000/2001, alla Grotta Martina, 5640 VG, ed infine nuovamente con Filipas al fondo della Grotta delle Geodi, 21 VG, nel 2002.

Ma non solo scavatore è stato Franco Gherbaz. Diplomato geometra, aveva portato la sua abilità professionale nel mondo delle grotte: i suoi rilievi hanno fatto scuola sia per la tecnica di rilevamento che per la precisione dei dettagli, che curava particolarmente nella chiara restituzione grafica. Varie le cavità rilevate strumentalmente, dapprima con la livelletta Abney (Grotta del Cane, 136 VG, Grotta Cinquantamila, 3978 VG, Grotta Ercole, 6 VG) e quindi con il tacheometro, acquistato dalla Commissione su suo suggerimento e da lui impiegato dapprima – anni 1985-1986 – per il posizionamento di precisione dei maggiori abissi del versante Ovest del Canin e quindi per i vari rilievi ipogei (soprattutto, negli anni 1994-1996, nella Grotta di Ternovizza, 242 VG, e in parte della Grotta Gualtiero, 5730 VG). Fra le sue topografie spelee di precisione va ancora ricordato il rilievo eseguito con livelle ad acqua, su richiesta dei proprietari e gestori, della Grotta di Baredine in Istria (maggio 1999).

Sul finire del 1998 assieme ad alcuni consoci aveva dato vita, in seno all’Alpina delle Giulie, al Gruppo Cavità Artificiali, Gruppo di cui non solo disegnerà il logo ma ne sarà anche una delle anime. Con questo nuovo sodalizio per un decennio si dedicherà al ripristino e alla valorizzazione delle opere belliche della Grande Guerra. Traccia del suo operato si trova non soltanto sul terreno (i lavori fatti nelle Grotte Karl e Zita, 5020 e 5441 VG, le trincee riportate alla luce …) ma anche nella pubblicistica, concretizzata in una bella pubblicazione dedicata alle opere di guerra del monte Ermada e in due documentate monografie sulla rivista Alpi Giulie.

Alla fine del suo percorso terreno un male invalidante lo ha via via allontanato dalle grotte, contrassegnandone gli ultimi anni.

E’ stato socio della Commissione Grotte dal 1958

Bibliografia speleologica

Grido d’allarme per il Soccorso Alpino, Alpinismo Goriziano, 8 (1): 1, Gorizia gen.-feb. 1982
Un fenomeno degli anni ’50: la Tarocca, Progressionecento: 95-96, Trieste 1983
Una grotta dimenticata, Progressione 11, 6 (1): 30-36, Trieste 1983
– [con F. Bagliani, M. Comar, G. Nussdorfer] Manuale di rilievo ipogeo, Reg. Aut. Friuli Venezia Giulia ed., Trieste 1990: 1-126
La declinazione magnetica nella topografia speditiva, Progressione 14, 8 (2): 32-36, Trieste 1985
– [con P. Guidi e M. Trippari] Un contributo alla cartografia del  Monte Canin, Progressione 13, 8 (1): 27-28, Trieste 1985
– [con P. Guidi] Posizionamento di precisione sul Canin: primi dati, Progressione 15, 9 (1): 19-24, Trieste 1986
Ancora sulla declinazione magnetica, Progressione 15, 9 (1): 24, Trieste 1986
– [con P. Guidi] Topografia sul Canin nel 1986, Progressione 16, 9 (2): 39, Trieste 1986
Il ramo principale sino alla “Sala Morpurgo”, Progressione 26, 15 (1): 20-27, Trieste, 1991
La Grotta del Gufo, Progressione 27, 15 (2): 36-37, Trieste, 1992
Editoriale, Progressione 28, 16 (1): 1, Trieste,  1993
La “Curta de Lucio”, Progressione 28, 16 (1): 25-26, Trieste 1993
Editoriale 1883-1993, Progressione 29, 16 (2): 1, Trieste, 1993
La Galleria dei “Grottenarbeiter” nella Grotta delle Torri di Slivia, Progressione 31, 17 (2): 19-20, Trieste, 1994; pure in “La Grotta delle Torri di Slivia sul Carso triestino”, Spring ed., Trieste 1996: 63-64
Grotta dei Morti (V.G. 15), Progressione 31, 17 (2): 61, Trieste, 1994
Nuove grotte del Friuli. Anni 1986-1988 (dal 4321/2401 Fr al 4599/2600 Fr), Quaderni del Catasto Regionale delle Grotte del Friuli Venezia Giulia, 4: 4-72, Trieste 1994
Editoriale, Progressione 32, 18 (1): 1, Trieste, 1995
Abisso Bertarelli, Progressione 32, 18 (1): 63-64, Trieste, 1995
Una legge illuminata, In “La Legge regionale sulla speleologia ha trent’anni: i risultati, le proposte per il futuro”, Trieste ottobre 1996: 5-6
– [con L. Comello] Grotta di “Pepi da Bottazzo”, Progressione 34, 19 (1): 19-22, Trieste, 1996
– [con F. Besenghi] Relazione dell’attività della Commissione Grotte”Eugenio Boegan” nell’anno 1996, Atti e Memorie 34 (1996): 5-13, Trieste 1997
Le opere fisse, Progressione 36, 20 (1): 26-27, Trieste, 1997
– [con F. Besenghi] Relazione dell’attività della Commissione Grotte”Eugenio Boegan” nell’anno 1997, Atti e Memorie 35 (1997): VII-XII, Trieste 1998
Presentazione, In “Concorso letterario nazionale 90 anni Grotta Gigante”, Trieste 1998: 2
– [con F. Vidonis, C. Sgai ed E. Brandi] Un percorso fra le opere di guerra del Monte Cocco (Monte Ermada), Alpi Giulie, 97/1: 53-61, Trieste 2003
– [con C. Sgai e F. Vidonis] Valorizzazione delle opere di guerra del Monte Ermada. Settore del Monte Cocco, Suppl. n. 25 di Atti e Memorie, Trieste 2003, pp. 64
Grotte della Grande Guerra, Progressione 52, 28 (1-2): 105-106, Trieste 2005