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CANTADE DE GROTA

PREFAZIONE

        Forse mai, come in questi ultimi decenni, si è assistito all'assemblaggio di svariate raccolte dei testi delle vecchie canzoni, che sempre più raramente si sentono cantare. Non tanto nelle osterie (chè ormai queste  praticamente non esistono più, essendosi trasformate in ristoranti più o meno raffinati, dove, tra l'altro, cantare non è permesso) quanto nelle compagnie di amici e di gitanti, nonché nei convivi che da sempre caratterizzano i mondi della montagna e delle grotte.

        La ricerca e la conservazione dei testi tradizionali viene sentita come una grossa responsabilità  da parte dei rari estimatori dei canti popolari e la realizzazione di queste raccolte rappresenta il più disperato tentativo di opporsi alla banale massificazione dei nostri costumi.

        La civiltà del benessere ha contaminato tutto e tutti, avvalendosi di una penetrazione sottile che sfrutta ogni piccola debolezza dell'individuo umano, condizionandolo in maniera talmente subdola che praticamente non riesce nemmeno a rendersene conto.

        Questo processo sta portando non solo alla scomparsa del nostro meraviglioso dialetto, ma anche dei nostri costumi, delle nostre tradizioni e del nostro comportamento non solo in pubblico, ma purtroppo anche nell'àmbito della famiglia, la cui intimità e la cui spontaneità stanno diventando un ricordo. 

        Una volta, in famiglia si parlava sempre e solo in dialetto, e lo stesso dicasi per tutti i rapporti di lavoro e di amicizia. Oggidì, se anche tra di loro parlano in dialetto, i genitori si rivolgono ai figli più o meno in lingua italiana (una delle scuse più balzane è quella per cui, così facendo, a scuola i figli risulterebbero molto più bravi, in quanto facilitati nell'apprendimento!). Naturalmente, va a finire che poi i ragazzi, quando sono fra di loro, si esprimono molto spesso in dialetto. Ma nell'intimo della casa, dove più che altrove dovrebbe regnare la spontaneità, si assiste così all'instaurarsi di un clima tanto assurdo quanto artificioso, forzato e pertanto “freddo”. 

        La stupidità comportamentale fa sì che ormai parlano in lingua anche ai cani ed ai gatti, nella convinzione /illusione che le bestie li capiscano meglio.

        Il consumismo ha fatto sì che parlare in dialetto sia oggi dai più considerato un'espressione di ignoranza, di appartenenza ad un ceto inferiore, da riservarsi ad un sottoproletariato.

        Ma la perdita del dialetto, la sua possibile/probabile estinzione, hanno un peso sociale che va ben al di là delle semplici apparenze. Anche se può sembrare strano, il dialetto ed il canto popolare, proprio per quanto già esposto, e per le loro virtù aggregatrici possono costituire una barriera a quelle tendenze di chiusura in sé stessi, a quei complessi che sempre più sembrano caratterizzare i rapporti interpersonali non solo dei nostri giovani, ma anche di coloro che hanno da tempo passato i primi “anta”.

        Questo libretto , come subito s'intuisce, ha un qualcosa che gli altri non hanno mai o quasi mai toccato: è un repertorio delle più famose canzoni che i “ragazzi” della Commissione Grotte hanno cantato e cantano tutt'ora. Sono soprattutto “canzonacce”, talora anche “spinte” al punto da potersi considerare “laide”, “scurrili”, ma pur sempre senza arrivare alla blasfemìa”.

        Non è vero che, tra quelle che meritano di venir conservate e tramandate, debbano rientrare solamente le canzoni “normali”. Anche quelle qui presentate hanno una loro storia e, piaccia o no, fanno parte di una cultura coraggiosa, scanzonata e ancorchè goliardica.

        Non è giusto cancellare tutto ciò che si è vissuto e fatto, soprattutto nel pieno della giovinezza.

        Queste canzoni sono state spavaldamente cantate da ragazzi che, di allora, non possono non conservare gelosi e fieri ricordi. Ricordi di sana e coraggiosa attività sportiva, di amicizie durate tutta una vita, di esperienze formatrici nel carattere e nel fisico, di maturazione umana.

        Sono state cantate attorno ai falò degli accampamenti, nei rifugi alpini, alle cene sociali, nei “likoff” organizzati ovunque, ma soprattutto in grotta, il nostro magico ambiente dove, attorno ad un grande fuoco, venivano a rallegrare e significare i più importanti momenti della vita aggregativa del nostro antico sodalizio, in primo luogo quelli dell'ammissione dei nuovi adepti.

       Gli uomini di allora, come quelli di oggi, nella vita civile sono poi assurti alle cariche più serie e prestigiose ma, pur se ora in giacca e cravatta, nessuno di loro dimenticherà mai queste canzoni. 

PRESENTAZIONE

       Questo libretto vuole idealmente collegarsi a quello che mio fratello Franco e Nereo Zeper hanno edito nel luglio del 2010. “Cantade de Valle” (questo il suo titolo), il libretto dedicato alla memoria del comune amico Virgilio Zecchini (1939-2010) contiene il testo completo di 120 brani triestini, friulani, di montagna e vari, mentre “Cantade de grota” presenta altrettante canzoni, ma quasi tutte di natura ben diversa. 

       Trattandosi del repertorio in voga nell'ambiente speleo e della Commissione Grotte in particolare, diverse di tali canzoni si trovano ovviamente anche nel libretto di mio fratello, ma la cosa era inevitabile, e lo sarebbe  per chiunque intendesse apprestarsi ad una simile ricerca.

       Nel limite del possibile, si è provveduto ad un esame comparativo dei testi laddove le fonti lo consentivano, recuperando sempre la versione che si riteneva originale. 

       Strano ma vero, la maggior difficoltà è stata il reperire i testi delle “canzonacce”, per cui quasi sempre si è dovuto ricorrere alla memoria propria e/o dei vari amici.

       La necessità di disporre di un'opera che contenesse tutti questi brani era sentita da tempo, ed in quest'ottica, già alcuni anni fa avevo preparato un lungo elenco di canzoni di ogni genere, per cui però erano previsti solo il titolo e le prime righe del testo.

        Dedico questa raccolta alla memoria di Luciano (Ciano) Saverio Medeot, (1917-1999), grande grottista della Commissione Grotte che operò negli anni prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale.

       Ciano fu per me maestro di vita e secondo padre, un uomo sempre goliarda, godereccio e pure dissacratore, che condusse una vita intensa ed estremamente avventurosa, sempre coerente coi suoi principi. Basti pensare che, nelle sue peregrinazioni tra Italia, Venezuela e S.Domingo, mise su almeno cinque famiglie complete di moglie, casa e figli, ma ogni volta il richiamo della libertà lo portava ad abbandonare tutto e ricominciare daccapo. 

                                                                                                       Mario Gherbaz

IL CANZONIERE - scarica il libretto

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579 K

ELENCO DEI TITOLI CONTENUTI NEL LIBRETTO

N. Titolo N. Titolo
1 A mezanote va' * 62 Le mule de Rena
2 Alburno '61 63 Le mule de San Giacomo *
3 Ancora un litro de quel bon 64 Le osterie **
4 Andando zò pe'l corso * 65 Lo spazzacamino
5 Bertolin 66 Lo speleo e l’allievo
6 Bimbe belle ** 67 L'omo vespa
7 Bruceremo i conventi e le chiese ** 68 L'uomo in frac **
8 Cagarse 'dosso * 69 Lussuria e vizio *
9 Cari stornei 70 Magari col caro de Zimolo
10 Caro bebè, te ga ragion 71 Magnimr 'l cul co' cago *
11 Chevalier de la table ronde 72 Marinaresca
12 Chi xe colpa del mio mal 73 Marisa **
13 Ciribiribin 74 Me piasi bigoli
14 Co' son lontan de ti 75 Meandro
15 Cole tete dela rossa * 76 Mein liebe Augustin + Le rave calde
16 Come tirava ** 77 Membro peloso **
17 De Trieste fin a Zara 78 Mi come mi **
18 Demoghela 79 Mi conosso tre fradei *
19 Drauliza 80 Molighe 'l fil che'l svoli
20 E le babe una volta al mes ** 81 Monte Grisa *
21 E le mule de nostra contrada 82 Mule de Jute
22 E mia mama me ga dito 83 Ndaremo a San Giovani col caless
23 E no la me vol più ben 84 Nela plaza de toros de Siviglia **
24 E, co' capita el primario 85 No gavemo luce eletrica
25 El caro de la merda * 86 Noi conzalastre
26 El castron 87 O che bel lavorar **
27 El cucù 88 Ocio babe!
28 El mugiko * 89 Oilè grottista!
29 El torero ** 90 Pe'i debiti no i me impica
30 El tram de Opcina 91 Pino solitario
31 Era nato poveretto 92 Pippo **
32 Essa mi pare una testa imbecille 93 Quando 'l mare fa burasca
33 Eugenio Boegan non è morto 94 Quota centoquindicio *
34 Fasòì 95 Rosso xe 'l cul del simiòto *
35 Figli di nessuno 96 Sandokhan *
36 Finanziere 97 Sarà capitato anche a voi **
37 Fioi come noi 98 Se le babe no vol che cantemo
38 Forsi no sarà l'ultima volta 99 Sì sì Trieste
39 Gazetino giuliano 100 Sofìa
40 Gò dado una piada ala tavola 101 Stronzo vagabondo **
41 Gò fato barufa co' l'ortolano ** 102 Sul finir del paleozoico *
42 I do' gobeti 103 Sul pajòn
43 I love you Johnny ** 104 Supeiculifragili **
44 I veci brontola 105 Teresute
45 Iddio castiga + El gùa ** 106 Terra della betulla
46 Il vaticano brucerà * 107 Ti te son proprio...
47 In t'un canton del scovazon 108 Tiralolojska popolska
48 La baba la va' in friùl * 109 Tra le rose, tra le viole
49 La famiglia dei gobòn 110 Tritta Tritta
50 La galina con do' teste 111 Va' all'ombra Nineta
51 La messa nera ** 112 Val più un bicer de dalmato
52 La mona dele galine * 113 Via Capitolina *
53 La mula de Parenzo 114 Vieni giù in pineta **
54 La mula rossa * 115 Voglio andare sulla luna *
55 La piroga 116 Voltolina **
56 La scoresa * 117 Xe chi fuma marijuana
57 La scoresetta * 118 Xe morto Bischero **
58 Là sulla spiaggia * 119 Xe rivà **
59 La Todt 120 Yupi yupi ala
60 La vecia de l'apalto 121 Zinque gradi soto zero
61 La venderigola 122 Zwanzig personen + Se tuti i bechi
  • ** = canzonacce particolarmente “scurrili”e/o contenenti situazioni piuttosto “spinte” che nella comune accezione vengono definite “volgari”; canzoni decisamente inadatte a persone particolarmente educate e sensibili, che ne potrebbero risultare offese.
  •  * =  canzoni che contengono chiare allusioni e termini non propriamente da galateo, anche se non “pesanti” come le precedenti e che, quindi, vanno cantate possibilmente solo fra gli “addetti ai lavori”e/o con un pubblico già smaliziato.

Tra le restanti ci sono ancora alcune canzoni chiaramente allusive, ma di solito permeate da sana allegria che le rende simpatiche e quindi cantabili quasi ovunque, trattandosi di canzoni del normale repertorio popolare.

SCARICA I TESTI DELLE SINGOLE CANZONI

1) A mezanote va' – 2) Alburno '61 – 3) Ancora un litro de quel bon  - 4)  Andando zò pe'l corso – 5) Bertolin -  6) Bimbe belle – 7) Bruceremo i conventi e le chiese – 8) Cagarse 'dosso  - 9) Cari stornei  - 10) Caro bebè, te ga ragion – 11) Chevalier de la table ronde – 12) Chi xe colpa del mio mal – 13) Ciribiribin – 14) Co' son lontan de ti – 15) Cole tete dela rossa – 16) Come tirava – 17) De Trieste fin a Zara – 18) Demoghela – 19) Drauliza – 20) E le babe una volta al mes  - 21) E le mule de nostra contrada – 22) E mia mama me ga dito – 23) E no la me vol più ben – 24) E, co' capita el primario – 25) El caro de la merda – 26) El castron – 27) El cucù – 28) El mugiko – 29) El torero – 30) El tram de Opcina – 31) Era nato poveretto – 32) Essa mi pare una testa imbecille – 33) Boegan non è morto – 34) Fasòì – 35) Figli di nessuno – 36) Finanziere – 37) Fioi come noi – 38) Forsi no sarà l'ultima volta  - 39) Gazetino giuliano – 40) Gò dado una piada ala tavola – 41) Gò fato barufa co' l'ortolano – 42) I do' gobeti – 43) I love you Johnny – 44) I veci brontola – 45) Iddio castiga + El gùa – 46) Il vaticano brucerà – 47) In t'un canton del scovazon – 48) La baba la va' in friùl  - 49) La famiglia dei gobòn – 50) La galina con do' teste  - 51) La messa nera – 52) La mona dele galine  - 53) La mula de Parenzo – 54) La mula rossa – 55) La piroga – 56) La scoresa – 57) La scoresetta – 58) Là sulla spiaggia – 59) La Todt – 60) La vecia de l'apalto – 61) La venderigola – 62) Le mule de Rena  - 63) Le mule de San Giacomo – 64) Le osterie – 65) Lo spazzacamino – 66) Lo speleo e l’allievo – 67) L'omo vespa – 68) L'uomo in frac – 69) Lussuria e vizio – 70) Magari col caro de Zimolo  - 71) Magnimr 'l cul co' cago – 72) Marinaresca – 73) Marisa – 74) Me piasi bigoli – 75) Meandro – 76) Mein liebe Augustin + Le rave calde – 77) Membro peloso  - 78) Mi come mi – 79) Mi conosso tre fradei – 78) Molighe 'l fil che'l svoli  - 81) Monte Grisa – 82) Mule de Jute  - 83) Ndaremo a San Giovani col caless – 84) Nela plaza de toros de Siviglia – 85) No gavemo luce eletrica  - 86) Noi conzalastre – 87) O che bel lavorar – 88) Ocio babe! – 89) Oilè grottista! – 90) Pe'i debiti no i me impica   - 91) Pino solitario – 92) Pippo – 93) Quando 'l mare fa burasca – 94) Quota centoquindicio – 95) Rosso xe 'l cul del simiòto – 96) Sandokhan – 97) Sarà capitato anche a voi – 98) Se le babe no vol che cantemo – 99)  Sì sì Trieste – 100) Sofìa – 101) Stronzo vagabondo – 102) Sul finir del paleozoico – 103) Sul pajòn – 104) Supeiculifragili – 105) Teresute – 106) Terra della betulla – 107) Ti te son proprio... – 108) Tiralolojska popolska  - 109) Tra le rose, tra le viole – 110) Tritta Tritta – 111) Va' all'ombra Nineta – 112) Val più un bicer de dalmato – 113) Via Capitolina – 114) Vieni giù in pineta – 115) Voglio andare sulla luna – 116) Voltolina – 117) Xe chi fuma marijuana – 118) Xe morto Bischero – 119) Xe rivà – 120) Yupi yupi ala – 121) Zinque gradi soto zero  - 122) Zwanzig personen + Se tuti i bechi.