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1986 - INDAGINI FAUNISTICHE NELL'ISOLA DI CORFU'

 Settembre. Vado in vacanza, con la famiglia,  nella più settentrionale delle Isole Ionie. Considerato il mio limitato interesse per la vita di spiaggia, prima della partenza dovevo cercare in biblioteca qualche grotta da vedere: ne ho trovate due, che sembravano promettenti anche per indagini faunistiche, ben descritte
(in greco!) su Deltion, la rivista della Società Speleologica Ellenica.
Arrivato sull'isola e sbrigate le solite incombenze del primo giorno (sistemazione in albergo, noleggio di una vettura, ecc.) non ho avuto difficoltà per farmi tradurre i passi salienti delle note speleologiche, di cui avevo le fotocopie.
A quel punto ero a posto.
Entrambe le grotte, che ho visitato due volte, si aprono sui contrafforti del massiccio del Pantokrator, nella parte nord di Corfù.
La prima è I'Anthropograva (n.562), ubicata presso le ultime case dell'abitato di Klimatia e usata dai locali come rifugio durante la seconda guerra mondiale. È lunga circa 50 metri e ben concrezionata; l'accesso è molto facile, fatta eccezione per la parte più interna, una caverna irregolare, larga ma molto bassa.
L'altra, dal nome appropriato di MegaliGrava (n.3554), si trova su una collina che sovrasta il paese di Loutses ed è raggiungibile con una strada abbastanza dissestata di circa 2 chilometri. Alla fine della strada un sentiero scende in una grande dolina di crollo, fino all'ingresso della grotta. Da qui lo spettacolo è grandioso:la luce solare illumina l'imponente caverna, lunga 100 metri, larga 60-70 ed alta fino a 40. La discesa è agevole, favorita da un sentierino che si snoda fra terrazzamenti artificiali e grandi blocchi di crollo, sino ad arrivare al fondo, costituito da un riempimento argilloso sulla cui superficie orizzontale (di circa 2000 m2) le acque di stillicidio hanno originato numerose pozze, talvolta estese ma sempre poco profonde. Le ricerche biospeleologiche hanno dato un buon esito ed il materiale è allo studio degli specialisti. Per i non speleologi (o per i pigri) vale lapena di ricordare le piccole grotte marine dai nomi omerici scavate ai piedi delle falesie calcaree di Paleokastritsa, che si visitano comodamentein barca.

                                                                                              Fulvio Gasparo