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PROGETTO KRONIO

 

 



La Commissione Grotte conduce da quasi settant’anni indagini nelle grotte vaporose del monte Kronio (Sciacca, Agrigento). I risultati ottenuti, che hanno notevolmente impegnato i suoi uomini – soprattutto Giulio Perotti, decano delle esplorazioni e studi, sono stati oggetto di svariate pubblicazioni (cfr. la sezione “Bibliografia” del sito), ma il lavoro non è finito.

MODELLO TRIDIMENSIONALE DELLA ZONA

Poche sono le zone carsiche con cavità che presentino tanti ambiti di interesse: vi è una stazione archeologica di estremo valore che attende tuttora di essere indagata a fondo, le sue grotte vaporose presentano aspetti endoclimatici che hanno ampia influenza sull’uomo e che pertanto solleticano la curiosità dello studioso, infine con grossi problemi esplorativi – soprattutto nella Grotta Cucchiara – ormai non più affrontabili con i mezzi a disposizione di un singolo Gruppo.

IMMAGINI DI ESPLORAZIONE CON LE TUTTE RAFFREDATE AD ARIA

Al fine di affrontare con maggiori speranze di successo le grotte vaporose del Kronio la Commissione Grotte E. Boegan e l’Associazione Culturale La Venta hanno stipulato un accordo per l’attuazione del Progetto Kronio, organizzato e gestito in modo paritetico.

IMMAGINI DI ESPLORAZIONI PASSATE

Gli obiettivi del Progetto si possono riassumere nel completamento dell’esplorazione fisica del sistema e nella realizzazione di una completa topografia dello stesso, con monitoraggi delle condizioni ambientali, studi di fisiologia e microbiologia, campionature di minerali, acque, vapori. Il tutto anche al fine di poter elaborare dei modelli teorici che possano chiarire l’evoluzione nel tempo e nello spazio del fenomeno vaporoso. Modelli che potrebbero costituire la base per una razionale pianificazione del futuro delle terme che nelle Stufe da millenni curano e guariscono i malati. Naturalmente tutta questa attività verrebbe completata e integrata da una documentazione fotografica e filmata che porterà ad un pubblico sempre più vasto le bellezze ed i misteri del Kronio. In pratica si dovrà:

  • Nel campo strettamente speleo-esplorativo effettuare il collegamento fra le Stufe (in cui l’esplorazioni si è fermata nel meandro oltre il Pozzacchione) e la Grotta Cucchiara (in cui i vapori spariscono nell’ampio camino che sovrasta il pozzo Trieste), verificare il rapporto che c’è fra queste due cavità e la Grotta del Lebbroso, individuare la via che porta l’aria fredda della Grotta di Gallo al calderone della Cucchiara. E poi il completamento della conoscenza di tutte le cavità che si aprono sul monte;

  • In quello scientifico abiologico eseguire studi sul clima sotterraneo con la mappatura completa del monte al fine di ricostruire, partendo dai gradienti termici locali, la struttura delle falde acquifere; sempre in questo ambito si dovranno approfondire lo studio dell’interazione fra il flusso di calore geotermico e quello dell’aria entrante;

  • Nel settore più strettamente biologico sono previste indagini sull’evoluzione dei micro-organismi endemici e sull’effetto sul corpo umano dell’esposizione ai vapori.

La componente scientifica del Progetto si avvarrà della fattiva collaborazione di varie Università italiane, principalmente Bologna (evoluzione speleo genetica), Genova (archeologia), Torino (fisica), Trieste (biomedicina e patologia clinica)