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RICERCHE SULLA FAUNA ACQUATICA: UNA TRAPPOLA ED UN RETINO

Pubblicato sul n. 12 di PROGRESSIONE - Anno 1984

Descrivo sinteticamente un nuovo appa­recchio per la raccolta di taxa acquatici, realiz­zabile facilmente ed in poco tempo con materiali di costo basso o nullo.

Il sistema deriva dal più rudimentale barat­tolo con esca, già impiegato da parecchi ricer­catori in pozzi e cavità carsiche.

Materiale necessario: un barattolo di ferro abbastanza grande (es. scatola di pelati da 800 - 1000 grammi), un pezzo di collant o calza di nailon della lunghezza di cm 20 ca, un conteni­tore di negativi fotografici in plastica (preferibil­mente trasparente), una zavorra (es. bullone metallico del peso di g 50 ca), un pezzo di filo di ferro del diametro di mm 1, lungo cm 20 ca, un pezzo di filo di ferro sottile (meno di 1 mm) plastificato lungo cm 40, un po' di spago.

ESECUZIONE:

 Togliere con l'apriscatole en­trambi i fondi del barattolo di ferro e lasciarlo a bagno in acqua per staccare l'etichetta di carta, quindi praticare tre piccoli fori presso un orlo del barattolo, disposti a circa 120° l'uno rispetto all'altro. Fissare ai tre fori tre pezzi di spago lunghi cm 30 ca ed annodare le estremità libere in modo che l'asse del barattolo appeso agli spaghi risulti verticale. Praticare quindi un foro o due sul fianco del barattolo e farvi passare il filo di ferro in modo da ottenere un'asola interna e poter fissare la zavorra all'esterno. Quindi infilare per circa cm 5 il pezzo di collant sull'estremità inferiore del barattolo e fissarlo con un giro di filo di ferro sottile plastificato stretto bene. Togliere con un coltellino affilato la parte interna del tappo del barattolino di plastica (contenitore di negativi), così da otte­nere un anello. Fissare il barattolino di plastica al lembo libero del pezzo di collant, bloccando il collant stesso fra il barattolino ed il tappo forato, inserito a pressione nella sua sede.

Le trappole così costruite vanno legate (anche a gruppi di due o tre) ad una sagola di lunghezza opportuna ed innescate con pezzetti di carne, pesce, salsiccia, formaggio, ecc., attaccati con un filo di ferro all'asola interna al barattolo.

Il tutto va calato in pozzi o bacini idrici sotterranei con acqua ferma o corrente debole, fino al fondo del bacino, raggiunto il quale, per effetto della zavorra eccentrica, i barattoli ten­deranno a rovesciarsi sul fianco zavorrato per­mettendo un più facile raggiungimento dell'esca agli organismi bentonici.

Le trappole vanno recuperate dopo un periodo che va da poche ore a un giorno o più. Durante il recupero l'acqua filtra attraverso il collant e gli organismi vengono raccolti neI barattolino. Estratta la trappola si controlla che qualche animale non sia rimasto impigliato nelle maglie del collant e si chiudono i barattolini con gli appositi tappi (non forati!).

I barattolini ben chiusi vanno messi possi­bilmente in un thermos a bocca larga riempito

con l'acqua presente in grotta ed il loro contenuto va esaminato nel più breve tempo possi­bile al binoculare, così da poter osservare gli animali vivi.

Il retina utilizza sempre il sistema del pezzo di collant (questa volta un po' più lungo) e del barattolino col tappo forato.

Un'estremità del collant viene fissata con una colla a presa istantanea alla bocca del retino (sagomata in precedenza), costituita da filo di ferro plastificato del diametro di mm 3. Consiglio di assumere come sagoma base della bocca un triangolo equilatero del lato di cm 20 circa e di lasciare alla chiusura un pezzo di filo di ferro intrecciato lungo cm 20 ca, per poter immanicare bene il retina (il fissaggio al manico, ad es. un bastone di legno, si può eseguire con filo di ferro e qualche chiodino).

Il retina presenta il vantaggio di poter variare la forma della bocca in qualsiasi mo­mento, così da adattarlo all'uso in situazioni anche impreviste.

Per poter effettuare raccolte più abbon­danti, anche in bacini diversi della stessa grotta, è consigliabile disporre di parecchi barattolini di plastica identici.

                                                                                                         Fulvio Gasparo