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Grotta Impossibile, nuova scoperta dedicata a Thomas De Marchi

Nuova galleria grotta impossibile, dettaglio concrezioni

Nel 2004 durante gli importanti lavori di costruzione del tunnel autostradale della nuova grande viabilità triestina, il Comune di Trieste attraverso la potente macchina dell’impresa Collini, perforava una grossa galleria naturale. Nel primo tratto della “Canna Venezia” a circa 450 metri dall’inizio degli scavi, venne così alla luce una nuova importantissima grotta. Nelle primissime ricognizioni assieme all’allora Dipartimento di Geoscienze diretto dal prof Franco Cucchi, la CGEB ebbe la sorte di poter accedere al cantiere e di constatare la notevole portata della struttura sotterranea: una grotta Impossibile! Ci vollero diversi mesi di impegno anche in termini di politica speleologica, e di controllo dei media, per poter gestire in forma equilibrata questa scoperta, e poi anni di esplorazioni per completare un quadro generale che rappresentasse questa particolare e notevole cavità. Ora è disponibile una letteratura sulla grotta, che a mio avviso è una degli ipogei più belli, interessanti e vasti del Carso Triestino. L’Impossibile è pure una delle grotte più strettamente connesse al tessuto infrastrutturale di una grande città come Trieste, e nonostante tutto, ancora poco studiata, poco conosciuta (se non da un effimero turismo speleologico, che si limita per fortuna al grande vano centrale della parte vecchia). Fanno eccezione gli ultimissimi studi gravimetrici della prof.ssa Braitenberg e del suo staff (cfr. Atti e Memorie n° 45).

Dopo diversi anni si è presentata l’occasione per tornare all’Impossibile con l’obiettivo di affrontare la grande parete nord della Caverna dedicata al “Maestro” Carlo Finocchiaro, per metter naso in alcune anomalie intravviste nelle mastodontiche evorsioni ed erosioni presenti sul tetto della caverna, girando lo sguardo a Nord-Ovest.

Le dimensioni delle nuove gallerie

Così nel corso dell’autunno 2016 Louis Torelli, Paolo Toffanin, Lorenzo Marini e Tom Kravanja hanno individuato e raggiunto una considerevole apertura nei pressi del soffitto della caverna, ad una quota di circa 250 metri sul livello medio marino, quota importante, attorno alla quale si sono sviluppati i maggiori tratti dell’importante complesso sotterraneo. Gli ambienti fossili raggiunti sono di notevoli dimensioni e rara bellezza: un’ampia galleria, cui si è pervenuti con una elegante arrampicata mista, in libera ed in artificiale, ed un traverso, per uno sviluppo in altezza ed in diagonale di oltre cento metri, ed a circa cinquanta metri da terra.

All’interno di questa nuova galleria si trovano consistenti depositi di pietrisco in fase di cementificazione intercalati da straterelli di calcite, in cui sono stati notati resti di ossa lunghe di un piccolo mammifero. Nella parte mediana dell’ esplorato fanno bella mostra di sé – si fa per dire … – cospicui resti dei sondaggi geognostici, carotaggi a distruzione, propedeutici alla costruzione del tunnel autostradale.

  • Pozzo nelle nuove gallerie

Alla luce della nuova recente riforma della legge sulla speleologia emanata dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle norme contenute e da rispettare, l’inquinamento e la deturpazione della cavità con materiale plastico e ferroso, per conto di una amministrazione pubblica è un fatto che accende e turba per l’ennesima volta il sentimento, non solo degli speleo o dei “grottisti” ma pure del semplice cittadino, sempre più attento all’aspetto ecologico, ambientale e di tutela delle cavità del Carso triestino.

Questo bellissimo e nuovo tratto della Grotta Impossibile è stato dedicato alla memoria di Thomas De Marchi, guida della Grotta Gigante che con il suo notevole impegno ha lasciato una traccia indelebile nella ristrutturazione turistica e didattica della Grotta stessa. Con Lui, negli ultimi tempi avevo condiviso l’interesse per questa grotta. Con Thomas che è sempre nei nostri cuori. 

Buon Natale a Tutti

Testo e foto Louis Torelli