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Il sifone terminale della nuova risorgiva “Acquarolo”

Nella giornata dello scorso 13 aprile è stato affrontato da Spartaco Savio della CGEB il sifone terminale della nuova risorgiva “Acquarolo”, situata a breve distanza dall'abitato di Tamaroz, Alpi Giulie orientali, ai piedi dei versanti Nord del gruppo del Canin. La risorgiva, segnalata da un cacciatore lo scorso anno e sino ad allora rimasta inesplorata, si inoltra all'interno del massiccio del M.te Sart per circa 800mt e inizialmente terminava su un sifone attivo. L'immersione, della durata di 30 minuti in acqua a temperatura di 2°, si è sviluppata per una profondità massima di 15mt per una lunghezza di 55mt: lo speleosub, una volta riemerso in ambiente aereo, ha constatato la prosecuzione della cavità lungo la medesima diaclasi su cui è impostato l'asse principale di tutta la cavità. Nell'immediato futuro, sarà utile continuare le azioni di disostruzione già intraprese lungo una fessura parallela e soprastante lo sviluppo del tratto subacqueo che potrà probabilmente bypassare.

 

Lo speleosub è stato supportato da una squadra di 8 persone composta da diversi elementi di gruppi triestini tra i quali la Commissione Grotte “E. Boegan”, la Società Adriatica di Speleologia e “Grotta Continua”.