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A Pradis per ricordare il “Maestro”

Secondo le stime dell’amico Pino Guidi eravamo circa una settantina di persone  in quella soleggiata domenica del 21 luglio scorso a Pradis di Sotto (Comune di Clauzetto, PN), per commemorare degnamente il trentennale della scomparsa del “Maestro”, ossia – come veniva chiamato e continua ad esserlo dai soci della Commissione Grotte e anche da molti altri – Carlo Finocchiaro (1917-1983), presidente della Commissione stessa per un trentennio, fino alla data della sua morte (17 luglio 1983). Commemorazione che vedeva il suo punto saliente con l’intitolazione alla sua memoria del “Complesso Carlo Finocchiaro”. Si tratta del gruppo di cavità tra di loro collegate e sviluppantesi fra il Rio Secco e la Forra del Cosa (La Val - 340 Fr, Noglar - 243 Fr, Mainarda - 242 Fr e Battei - 1149 Fr), un sistema sotterraneo con un dislivello totale di quasi 300 metri su di uno sviluppo complessivo non lontano dai sette chilometri.

Non voglio dilungarmi con questo scritto nel tentativo di rievocare le opere e i meriti di questo illustre personaggio della speleologia triestina, regionale e nazionale, per il semplice motivo che non ne sarei all’altezza. Mi limiterò, pertanto, a descrivere i punti principali della giornata trascorsa in compagnia di vecchi e nuovi amici. Chi desidera saperne di più sulla vita del “Maestro” può farlo accedendo alla rubrica “Speleologi del passato” del nostro sito.

Perché è stato scelto il minuscolo e grazioso paesino di Pradis di Sotto per onorare il ricordo del “Maestro”? Per chi non lo sapesse la risposta è semplice: Pradis, con le sue grotte, è stata la culla della rinascita dell’attività esplorativa fuori zona della CGEB negli anni dell’immediato secondo dopoguerra, cioè dalla fine degli anni ’40 in poi. E’ stato quindi più che doveroso scegliere il sito della cerimonia in quella località. La Grotta di La Val è stata poi esplorata, rilevata e studiata proprio da Carlo Finocchiaro nella seconda metà degli anni ’50.

Ci siamo ritrovati tutti nella valletta dove si aprono gli ingressi delle Grotte di La Val; qui, dopo i normali convenevoli, ha preso la parola il Sindaco di Clauzetto che ha elogiato l’opera di Finocchiaro; quindi è stata la volta del figlio dello scomparso, Furio, presente alla cerimonia assieme alla sorella Franca. Ha proseguito l’oratoria il Presidente del Gruppo Speleologico Pradis che ha elencato i vari problemi esplorativi ancora irrisolti in questa zona carsica e le opere da eseguire in un prossimo futuro. Erano pure presenti numerosi speleologi di vari gruppi regionali, un rappresentante della Scuola Nazionale di Speleologia del CAI (fondata nel1958 proprio da Finocchiaro) e un rappresentante della Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia. Dopo l’intervento dell’attuale Presidente della Commissione Grotte Louis Torelli è stata scoperta la targa bronzea sulla quale sono incise le belle e semplici parole che ricordano con austera semplicità il “Maestro”. La targa, di elegante fattura, è infissa sulla paretina a destra presso l’ingresso alto della Grotta di La Val.

La CGEB era rappresentata dai suoi soci più “antichi”, i quali possono vantarsi di essere scesi in grotta col “Maestro” durante le esplorazioni della sopracitata cavità ed in altre ubicate nelle zone circostanti.

Dopo la cerimonia siamo rientrati a Pradis dove, nel Museo delle Grotte, era stata allestita una mostra fotografica curata dal figlio Furio Finocchiaro, il quale ha attinto il materiale dagli archivi del padre. Le foto esposte, in bianco e nero, erano molto suggestive ed esteticamente ben riuscite, che ritraevano immagini, scattate durante le esplorazioni delle varie grotte, e gli esterni delle stesse. Nella mostra erano esposti anche studi e pubblicazioni sui fenomeni carsici ipogei del luogo compilati dal “Maestro”.

Alla fine di alcuni brevi discorsi di Fabio Forti, Furio Finocchiaro e Louis Torelli, ci siamo recati nei pressi dell’entrata alla turistica Forra del Cosa dove, all’aperto di un accogliente ristorantino la Commissione Grotte ha offerto un ben accettato rinfresco.

Poi, chi prima, chi dopo, abbiamo fatto ritorno alle nostre magioni.

                                                                                                Bosco Natale Bone

Ricordiamo Carlo FINOCCHIARO

Grotta di La Val - Finocchiaro al centro (Archivio CGEB)

Il 19 luglio di trent’anni fa ci ha lasciato Carlo Finocchiaro, il più grande presidente che la Commissione Grotte abbia mai avuto. Nato il 17 settembre 1917 era entrato in Commissione nel 1936, dopo aver fatto “la gavetta” in un piccolo gruppo grotte costituito con alcuni amici, passati poi tutti alla Commissione (Gabersi, Medeot, Perotti, Polidori).

Dopo la bufera della guerra il Maestro (chiamato così non solo perché era insegnate, ma anche perché per molti è stato un maestro di vita) – e per lui una lunga prigionia in Russia – rientra nella Commissione di cui diviene Presidente nel 1953. Sarà rieletto ogni anno sino al 1983, anno in cui una male incurabile se lo porta via.

E’ stato il più grande perché non solo è stato, negli anni giovani, un fortissimo esploratore e un attento studioso (ancor oggi sono attuali i suoi scritti sui meandri della Grotta di La Val), ma anche perché ha saputo realizzare nella Commissione i suoi sogni giovanili: una scuola di speleologia, una rivista scientifica, un museo speleologico, un ruolo ben definito e non marginale nel CAI, un catasto delle grotte riconosciuto dalla pubblica amministrazione.

Ha potuto fare tanto perché ad una volontà di ferro coniugava una sensibilità da fine diplomatico  che lo aveva fatto apprezzare sia nella sua città natale che nel resto d’Italia e all’estero, ove spesso si è trovato a rappresentare non solo Trieste ma tutta l’Italia.