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SPEDIZIONE SPELOLOGICA IN ALBANIA 2010

Anche nel corso del 2010 la spedizione speleologica organizzata dalla Commissione Grotte “Eugenio Boegan” CAI Trieste si è tenuta in Albania dal 16 Agosto al 3 Settembre, sempre attrezzando un campo base presso il paese abbandonato di Qerec Mulaj, a 6 ore di marcia da Lekbibaj, ultimo avamposto raggiungibile con veicoli a motore.

La spedizione esplorativa di quest’anno, forte di numerosi partecipanti, si è concentrata fondamentalmente su 3 obiettivi: continuare le esplorazioni in Shpella Zeze, ritrovare e possibilmente riesplorare la risorgiva del Perr Boshit ed indagare delle nuove zone carsiche alpine in alta quota. I risultati, dopo quelli eclatanti del 2009, sono stati confermati ma senza il clamore che ci saremmo aspettati. La spedizione si è divisa in due grandi gruppi operativi italo-sloveni: il primo gruppo è stato quasi interamente assorbito dallo spostarsi nella valle del paese di Curraj Eperm alla ricerca della risorgiva del “Perr Boshit”: dopo varie ore di marcia suddivise su più giorni, la cavità è stata individuata e dopo 16 anni rivista: la prosecuzione trovata nel 1994 attende però ancora di essere compiutamente indagata. L'altro gruppo, forte dello speleosub sloveno Mihailovski, ha svolto in una unica punta 3 immersioni in 3 sifoni distinti in Shpella Zeze: solo uno si è rivelato un vero e proprio sifone, fondo 27 mt e lungo 70.

Gli altri due specchi d’acqua sono stati collegati tra loro attraversando in immersione un lago sotterraneo che unisce entrambi. Inoltre, grazie agli esploratori dotati di muta sub, è stata percorsa una nuova galleria allagata che ha permesso di unire due rami distinti che oggi possono fungere da by-pass per aggirare le zone strette poste all’inizio del nuovo ramo fossile scoperto nel 2009. In Shpella Zeze gli sforzi sono stati pure profusi per allargare l'accesso ad una strettoia ventosa con il quale chiudeva il primo ramo fossile di sinistra, un centinaio di metri dopo l’ingresso. Aperto il passaggio, un tratto di circa 100mt di sviluppo è stato esplorato su due livelli distinti: uno chiude in frana mentre sull'altro si attende di scendere un pozzo ampio di 5 metri. Shpella Zeze ha catalizzato anche una veloce punta negli ultimi giorni del campo, punta che ha consentito, nel remoto e molesto meandro terminale, di forzare una serie di passaggi molto stretti e continui che però poi “mollano” e confluiscono in gallerie ampie e ventose che saranno indagate nelle prossime spedizioni.

Per quanto riguarda invece l'indagine esterna, una squadra italo-slovena si è staccata dal campo base per raggiungere attraverso sentieri persi nel tempo e flebili tracce l'altipiano carsico posto a circa 5 km ad E dalla cima del “Maja e Hekurave” a quota 2200 slm, raggiunto dopo 7 ore di cammino e 1800mt di dislivello. La zona indagata, velocemente, è molto vasta e presenta formazioni tipiche dei carsi d'alta quota, una decina d'ingressi di cavità sono stati marcati e posizionati su GPS. Accanto a tale zona, solo parzialmente indagata, è stato “scoperto” e visto un altro altipiano carsico di estensione circa doppia al precedente, molto remota anche questa: saranno i lavori dei prossimi anni e per chi vorrà dei prossimi decenni. La spedizione 2010 ha portato in zona anche dei ricercatori di settore, per affiancare il lavoro svolto prettamente sul territorio a quello scientifico di studio comparato.

Luca Zini, docente di Geologia Applicata del Dipartimento di Geosceinze dell'Univesità di Trieste, ha svolto dei lavori di analisi e campionamento idrogeologici sia all'interno di Shpella Zeze, sia all'esterno presso le risorgive poste presso il campo base. Un ricercatore macedone, Marjan Komnenov, ha invece svolto un primo report di studio sulla fauna troglobia relativa ai ragni della valle, ottenendo ottimi risultati (13 specie indagate di cui una al vaglio che sembra essere totalmente sconosciuta).

 Alla spedizione hanno partecipato:

Louis Torelli, Adriano Balzarelli, Riccardo Corazzi, Federico Deponte , Piero Gherbaz (Commissione Grotte “Eugenio Boegan” – Trieste)

Vincenza Franchini (Gruppo Grotte Brescia "C. Allegretti")

Luca Zini (Dipartimento Geoscienze Università di Trieste)

Rok Stopar, Robert Grilc (JD Dimnice Koper)

Ivo Sedmak, Matjaž Milharčič, Marjan Vilhar (DZRJ Luka Čeč Postojna)

Matej Mihailovski, Miha Staut, Ines Klinkon (JK Železničar Ljubljana)

Mitja Mrsek (JD Rakek)

Marjan Komnenov (Exploring Society “Ursus Speleos”, Skopje – Macedonia)

Traduzione inglese

 Also in 2010, the caving expedition organized by the Commissione Grotte "Eugenio Boegan" CAI Trieste was held in Albania from August 16 to September 3, always gearing up a base camp at the abandoned town of Qerec Mulaj, 6 hours walk from Lekbibaj , the last outpost accessible by motor vehicles. The exploring expedition of this year, bolstered by numerous participants, focused primarily on three objectives: to continue the exploration of Shpella Zeze, recover and re-explore the possible resurgence of Perr Boshit and investigate new areas of alpine karst in high altitudes. The results, after those sensational catch in 2009, have been confirmed, but without the fanfare that we would have expected. The expedition was divided into two major groups operating, formed by cavers from Italy and Slovenia: the first group was almost entirely absorbed by the move to the Curraj Eperm valley country in search of the resurgence of the "Perr Boshit", after several hours of reaching spread over several days, the cavity was identified and reviewed after 16 years: the continuation found in 1994 still expects to be fully investigated. The other group, with slovenian cavediver Mihailovski, played a lone striker in 3 dives in 3 separate siphons in Shpella Zeze, only one proved to be a real siphon, 27 meters deep and 70 long. The other two lakes are connected by immersion in an underground lake that combines both. Moreover, thanks to explorers with sub equipments, we had been moved to a new tunnel flooded, allowed to merge two separate branches which can now serve as a bypass to get around tight areas placed at the beginning of the new fossil branch discovered in 2009. In Shpella Zeze efforts were also made to broaden access to a narrow windy passage, the which one who closed the first fossil branch of the cave, a hundred meters after the entrance. Open the switch, a stretch of about 100m development has been explored on two distinct levels: a landslide closes while the other is expected to go down a small pitch 5 meters deep. Shpella Zeze has also catalyzed a fast “shot” in the last days of the camp, which enabled the tip, in the remote terminal and harassing meander, to force a series of steps very close and continuous but then "give up" and flow into large and windy gallerys that will be investigated in future. As for the external investigation, a team from Italy and Slovenia broke away from base camp to get lost in time along paths and faint traces of the karst plateau located approximately 5 km to E from the top of "Maja and Hekurave" on height of 2200 meters above sea level, reached after 7 hours of walking and 1800mt of altitude. The area under investigation, is very large and its formed by a typical karsts of high altitude: about ten of cavity entrances were marked and placed on GPS. Next to that area, only partially investigated, was "discovered" and seen another limestone plateau extension which is nearly twice the previous one, even very remote this: will work in the coming years and for those who want, for the next decades. The 2010 expedition led researchers in the area to complement the work done purely on the territory compared to the scientific study. Luca Zini, Professor of Geology Department of Geoscience of the University of Trieste, has carried out analytical work and hydrological sampling in Shpella Zeze both within and outside at the springs located near the base camp. A Macedonian researcher, Marjan Komnenov, has instead played the first report of a study on the troglobite fauna on spiders of the valley, with excellent results (13 species investigated one on the screen that seems to be totally unknown).

 

The expedition were:

Louis Torelli, Adriano Balzarelli, Riccardo Corazzi, Federico Deponte , Piero Gherbaz (Commissione Grotte “Eugenio Boegan” – Trieste)

Vincenza Franchini (Gruppo Grotte Brescia "C. Allegretti")

Luca Zini (Dipartimento Geoscienze Università di Trieste)

Rok Stopar, Robert Grilc (JD Dimnice Koper)

Ivo Sedmak, Matjaž Milharčič, Marjan Vilhar (DZRJ Luka Čeč Postojna)

Matej Mihailovski, Miha Staut, Ines Klinkon (JK Železničar Ljubljana)

Mitja Mrsek (JD Rakek)

Marjan Komnenov (Exploring Society “Ursus Speleos”, Skopje – Macedonia)