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LA DIDATTICA NELL'ERA DEL DIGITALE: I NUOVI LABORATORI DI APPROFONDIMENTO DELLA GROTTA GIGANTE PER LE SCUOLE

L'aula didattica della Grotta Gigante (foto T. Demarchi)

Il 2012 è segnato da un'importante svolta nella qualità e varietà dell'offerta didattica che la Grotta Gigante rivolge al mondo della scuola. Si è infatti deciso di affiancare alla consueta visita guidata alla cavità, che rima­ne il fulcro della proposta formativa, alcuni laboratori di approfondimento disponibili su prenotazione, in cui operatori esperti introdu­cono gli studenti ad affascinanti argomenti inerenti la geologia e la biologia delle grotte carsiche. In questa fase sperimentale sono state attivate tre differenti attività: la prima, intitolata "Il Carso dai tropici alle grotte", che approfondisce la genesi e lo sviluppo del fenomeno carsico e la seconda, dal nome "Adattamenti estremi - gli animali delle grotte", volta ad avvicinare gli alunni alla speleobiologia, sono dedicate alle classi dalla terza della scuola primaria alla terza della secondaria di primo grado; la terza attività invece, dal titolo "Geofisica in grotta", è mirata a far comprendere agli studenti della scuola secondaria di secondo grado come i sismometri ed i pendoli geodetici alloggiati nella Grande Caverna vengano utilizzati per studiare diversi ed importanti movimenti della Crosta Terrestre.

Ricostruzione didattica dei pendoli geodetici (foto Fu. Forti)

Per rendere più efficaci ed accattivanti i laboratori si è deciso di attrezzare le due sale didattiche del Centro Accoglienza Visitatori della Grotta Gigante con strumentazioni moderne e di utilizzare metodi di insegnamento coinvolgenti. Tutte le attività sono svolte in forma di presentazione multimediale, con l'ausilio di maxischermo o proiettore. Il laboratorio sul carsismo pre­vede la manipolazione di rocce e fossili e l'osservazione diretta di microforme carsiche, oltre alla realizzazione di esperimenti come la dissoluzione dei carbonati con sostanze acide; per l'osservazione dei piccoli inver­tebrati troglobi si adotta invece un moder­no microscopio digitale che, collegato a schermo o proiettore, consente anche alle classi più numerose di vedere chiaramente e comodamente i preparati, mentre nel corso dello stesso laboratorio si fa sperimentare agli alunni l'orientamento al buio sfruttando l'udito ed il tatto per meglio comprendere la vita di questi organismi; l'approfondimento sulla geofisica prevede infine l'utilizzo di un sismometro gentilmente fornito dal FESN (Friuli Experimental Seismic Network) e di un modello appositamente costruito di pendolo geodetico, per poter comprendere il funzionamento degli strumenti alloggiati sul fondo della caverna e nascosti alla vista dei visitatori (questo approfondimento è svolto con il permesso e la collaborazione dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS - e del Dipartimento di Geoscienze dell'Università degli Studi di Trieste, proprietari rispettivamente di sismometri e pendoli geodetici; per l'attività sulla biologia ci si avvale dei consigli del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, mentre il laboratorio sul carsismo prevede la supervisione del Dipartimento di Geoscienze dell'Università degli Studi di Trieste).

La scelta di attivare tali innovative propo­ste didattiche nasce dalla consapevolezza di una crescente richiesta da parte del mondo della scuola di attività di approfondimento interattive e moderne ed è fondamentale per mantenere il ruolo di primo piano che la Grotta Gigante ricopre come meta di visita d'istruzione. In questa fase sperimentale il successo è già tangibile, vista la richiesta da parte di circa un centinaio di classi per le attività didattiche giunta nei primi due mesi dell'anno per la primavera 2012, e si prevede un ulteriore incremento di pre­notazioni nei mesi successivi.

Al termine dell'anno scolastico sarà possibile fare un bilancio concreto di quanto le attività proposte abbiano riscontrato il gradimento degli utenti, per passare quindi alla fase di consolidamento e arricchimento dell'offerta didattica, che prevedibilmente costituirà nel futuro uno dei maggiori punti di forza della Grotta Gigante.

                                                                             Thomas Demarchi e Fulvio Forti