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KRIZNA JAMA (SLOVENIA)

Krizna jama (foto T. Klingendrath)

Pubblicato sul n. 41 di PROGRESSIONE – Anno 1999

L'altro anno finalmente sono riuscito a trovare il tempo di andare, con Manuela (Vassallo) e Dorotea (Versa), alla grotta Krizna in Slovenia.

Credo di essere stato uno dei pochi speleologi delle nostre parti e della mia età a non averla mai visitata prima e que­sta nota è a beneficio dei rari rimasti a non conoscerla, dei giovanissimi e di coloro che vivendo oltretimavo sono meno fortunati di noi.

Famosa per i suoi 22 laghi sotterranei e per le magnifiche concrezioni, per visi­tarla bisogna contattare e pagare (poco) una guida, in verità, meno preparata che attenta e scrupolosa. Esordì infatti proi­bendomi di entrare in grotta con la mia tuta ed i miei trombini! Troppo sporchi, disse, avrei potuto insudiciarla (la grotta)! Ciò non mi dispose favorevolmente nei suoi confronti anche se, devo ammettere, gli indumenti erano piuttosto sporchi. In effetti, convinto dell'insensatezza del pu­lirla, la tuta, da qualcosa di inerte come il fango, per insudiciarla subito dopo con la stessa materia, lascio generalmente che fango lavi fango accontentandomi di gra­tificarla con una buona sbattuta di tanto in tanto, quando è secco. Lo stesso fac­cio con i trombini. Operazione che mi dissi subito pronto ad eseguire ma che non furono considerate sufficienti né accetta­te (che non insudiciassi il bosco?).

Mi vennero forniti quindi, tassativamen­te se volevo entrare, tuta e scarponi puliti in maniera adeguata alla grotta. Anche di carburo ovviamente non si parla: fummo dotati di una buona illuminazione elet­trica, con accumulatori, senza sovrap­prezzo. Chiedere di vedere perché altrimenti non viene mostrata (probabilmente perché è fangosa ...e la prospettiva di portare poi il suo fango in gallerie che non gli com-petono è orribile!): in essa furono trovati numerosissimi resti di Ursus spelaeus ed attualmente vi si possono ammirare alcu­ni crani suggestivamente cementati nella concrezione! Prigionieri della pietra più della pietra inerte, per il fatto d'esser stati vivi come noi ora, ci impongono un con­fronto vertiginoso con il Tempo che con­ferisce all'ambiente un'atmosfera quasi di sacralità.

Uscii con lo spirito anarcoide assopi­to, riconciliato anche con la guida, e con­vinto di aver fatto una gita divertente che sarebbe valso la pena anche ripetere.

La grotta è aperta tutto l'anno ma per visitarla bisogna prendere appuntamento con Alojz Troha o Boris Marolt al 00386-61-798149. Non ricordo chi dei due ci accompagnò, comunque con entrambi mi raccomando: pulizia!

Tony Klingendrath