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MAROCCO:L’ABISSO DI FRIOUATO E LE GROTTE NEL TRAVERTINO

 

pubblicato su " PROGRESSIONE N 53 " anno 2006 

Durante il nostro viaggio in Marocco tra fine dicembre 2006 e inizio 2007, io e Alberto, speleo “dentro”(!), abbiamo scoperto l’esistenza di alcune delle aree carsiche, comunque già note al pubblico e turistiche. L’abisso di Friuoato, segnato anche sulla carta, è considerato come la grotta più profonda e più estesa del Nord Africa. Si trova nel Parco statale del Jebel Tazzeka sui Monti del Medio Atlante a 20 km da Taza: la strada sale lungo una panoramica sulle gole strette e colorate con cascate dai terrazzi tutti coltivati e, poco dopo, la vista si ritrova a spaziare in un ampio e vasto altopiano verde (siamo in inverno) punteggiato di rare capanne in fango e paglia a tetto piatto.

E’ racchiuso da alte dorsali per cinque mesi l'anno incappucciate di neve e dopo averlo girato tutto lo si potrebbe ben definire come un bel esempio di grande polje: sulla carta, infatti, è segnato come lago e non escludo che quando piove si allaghi anche parzialmente. Il colore predominante è quello della terra rossa e vi sono tracce di paleocarsismo: le morfologie carsiche di superficie sono quasi del tutto consumate. Sui versanti si aprono molte cavità, ma l’unica visitabile senza attrezzatura per almeno 900 metri è l’Abisso di Friouato: si trova nei pressi del margine orientale dell’altipiano a 1492 metri di quota ed è profondo 272 metri con 2,5 km di sviluppo; ha tre ingressi ed il pozzo principale, profondo 100 metri, è attrezzato per il pubblico con 525 scalini di cemento (vedi rilievo e foto).

 

Presenta una entrata turistica a galleria discendente a quota 1457 metri allargata artificialmente nel 1932 (prima di questa data non era mai entrato nessuno), che intercetta la voragine a cielo aperto. Le scale sono molto ripide non sempre protette dalla ringhiera e si affacciano immediatamente sulla voragine illuminata dalla luce naturale, che proviene dall’ingresso maggiore, una apertura circolare di 30 metri di diametro: secondo alcuni studi il baratro di 100 metri si è aperto 10000-20000 anni fa ed il materiale di crollo ha ostruito parte della grande caverna sottostante. Il sentiero si restringe improvvisamente in una serie di brevi passaggi anche stretti e mentre li passavo mi chiedevo come hanno fatto a costruire quei comodi scalini in cemento in strettoia! Oltre a questi si apre la Sala Lixi, ampia e ricca di materiali di crollo e concrezioni. Il percorso si articola poi tutto in una galleria orizzontale per altri 2,5 km, riccamente concrezionata e caratterizzata da grandi vasche e gours attivi. Dal rilievo, realizzato durante le esplorazioni tra il 1935 e 1955 dal gruppo di speleologi di Taza sotto la guida da Andrea Paye, si deduce la presenza di tratti allagati: secondo la bibliografia esiste un sifone profondo 70 metri e alla fine della galleria vi è un passaggio che collega questa grotta ad una secondaria ancora inesplorata (secondo la bibliografia attuale), chiamata Grotte di Chiker, lunga 3.8 km.

Questo abisso si distingueva fino nel 1970 per essere la più grande grotta attrezzata al pubblico nel Nord Africa: solo i primi 900 metri sono visitabili sempre accompagnati da una guida e la visita dura mediamente tre ore per il costo di 24 Euro. La cavità è proprietà dello Stato e riceve solo poche migliaia di Euro all’anno per la sua gestione… beh non si può pretendere che le scale siano a norma quindi!

Il termine Friouato è berbero ed è legato ad una leggenda dai risvolti particolarmente romantici, una versione locale di Romeo e Giulietta. Si narra di una giovane coppia di amanti che si sarebbero suicidati nella grotta, perché non potevano sposarsi e il nome della grotta nacque dalla unione dei loro due nomi: IFRI e ITO. Secondo inoltre la filologia berbera il nome significa anche Grotta della giovane fanciulla o della damigella.

 Presso la biglietteria si possono ritirare DVD e CD artigianali con le foto e una piccola dispensa datata 1994 sulla grotta, dove è scritto che i primi esploratori furono tedeschi. Il signore che ci fa i biglietti si dimostra socievole e disponibile ad accogliere in futuro speleologi intenzionati a visitare/esplorare la/le loro cavità. Mi dice anche che sono presenti in tutto l’altipiano 360 grotte e la più lunga misura 10 km. Vi sono potenziali possibilità esplorative. La dorsale orientale, dove si apre l’Abisso di Friouato, è costituita da calcare marnoso con lenti di selce a strati da mediamente inclinati a verticali, dai quali si può dedurre la presenza di elementi tettonici che strutturano il polje.

Tanto per allietare queste righe scrivo una curiosità in merito alla gita, che mi ha colpito particolarmente... Durante la visita siamo accompagnati da due guide e un turista marocchino benestante, che mi faceva gentilmente da interprete in inglese. Mi spiega gran parte delle cose che ho qua scritto e poi al ritorno mi fanno stare ultima della fila: è un gesto di cortesia e rispetto, perché non si può guardare e stare dietro il sedere alle donne! Gli viene insegnato fin da piccoli per questioni di pudore ed educazione… Mi viene da ridere a pensare a come la pensano appunto gli italiani! E poi non capisco però perché le fan stare sempre nel cassone delle jeep!?

Continuando il nostro viaggio, in un altro giorno visitiamo anche le cascate del Ouzoud a 180 chilometri a Est di Marrakesch: si trovano ad una quota di 1200 metri e sono tipo le cascate dei laghi di Plitvize in Croazia, ovvero tutte in tufo calcareo. Un berbero, Ibrahim, ci avvicina al campeggio e anche se gli diciamo che non ci serve un accompagnatore, insiste talmente tanto (come fanno tutti là) che dobbiamo cedere (ma ne varrà la pena). In Marocco c’è un detto: “di un berbero ti puoi fidare, di un arabo no”. Lo abbiamo provato ed è vero! I berberi sono la minoranza ed erano gli antichi abitanti del Marocco prima che arrivassero gli arabi. Sono persone semplici umili e socievoli, sono a volte discriminati dai marocchini. Ibrahim non vuole subito i soldi, ma desidera prima che facciamo la visita e poi decidiamo noi cosa lui merita ed il gesto ci è molto gradito.

Partendo dalla spettacolare panoramica su queste cascate alte 100 metri, scendiamo fino al letto del torrente, che inizialmente presenta cascate di qualche metro e per brevi tratti diventa una forra con belle vasche e terrazzi tutti coltivati. Continuiamo tra la vegetazione simile alla giungla fino ad arrivare alla modesta e originale caverna in spettacolare travertino: dalle dimensioni di 10x10x5 metri è piena di concrezioni in travertino, colonne, stalattiti e stalagmiti tutte appunto bucherellate. Per dirla alla triestina è proprio un posto cocolo da visitare!

 Al ritorno, facendo molte soste perché la guida deve fumare il kif (!), ci dice che vi sono altre 20 grotte simili 15 km più a monte ed una di queste consiste in una galleria di 200 metri. Non sono molto famose ed è meglio così perché altrimenti sarebbero oggetto di vandalismo dalla gente locale. Non abbiamo molto tempo a disposizione e ci invita a visitarle una altra volta. Tutta la zona circostante è caratterizzata da profonde valli e gole in calcari dall’aspetto rossiccio, quindi alterato, che non abbiamo esplorato ma la zona è interessante. Alla fine del piacevole giro durato 4 ore gli abbiamo chiesto quanto voleva e ci dice che in Marocco normalmente gli accompagnatori sono pagati dai 15 ai 24 Euro indipendentemente dal tempo impiegato. Quindi sappiatevi regolare!

 

Hanno partecipato:

il super Land Rover 110, guidato da

Alberto Casagrande e Barbara Grillo (Radicio)

 

RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO PER L’ABISSO DI FRIUOATO:

M.E. “Kelly” Graham - 1994: Monografia disponibile presso la biglietteria della grotta.

Norbert Casteret - 1947: Au Found des Gouffres, Librairie Academique Perrin, Paris. Chapter IV Dans les gouffes du Moyen-Atlas.

Norbert Casteret – 1947: My Caves, J M Dent & Sons Ltd, London. p 67

Il rilievo è scaricabile dal web: melusine.eu.org/syracuse/texmelu/edit/exemples/friouato-mp.pdf