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Interessanti depositi in shpella Raja

Il pomeriggio di sabato, durante una pausa di circa un’ora, la nostra attività è stata presentata al dott. Massimo Gaiani, ambasciatore italiano a Tirana, che assieme alla sua segretaria particolare, la dott.ssa Susanna Schlein, ci ha gentilmente accolti nella sede dell’ambasciata, dimostrando molto interesse per i nostri progetti ed elargendo preziosi consigli su come continuare la nostra attività, indicando la possibilità di accedere ai fondi di sviluppo per le aree balcaniche messi a disposizione dalla Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia.

In particolare abbiamo chiesto all’ambasciatore la possibilità di un suo interessamento per l’eventuale fruizione di elicotteri per il trasporto e la ricerca in quota presso il gruppo montuoso delle Hekurave, area tutt’ora in esplorazione assieme al Boshit ed il gruppo centrale del Grikati te Hapta, tutte montagne superiori ai 2600 m slm.

Il sabato siamo stati accompagnati da Ndoc Mulaj e da Xheri Hajdarkolaj (Jerry il nostro amico e interprete nonché socio di Alpe) a visitare la grotta Raja situata presso Fierze ai confini con il Kosovo; nonostante la distanza ed il nostro rientro a Tirana a notte fonda, la gita è stata entusiasmante. Il contatto umano, e l’accoglienza durante il viaggio e la visita alla grotta sono stati eccellenti, ed hanno contribuito a rafforzare l’intesa sui nostri progetti esplorativi, ormai condivisi.

La domenica mattina ci ha visti ancora partecipi ad un breve “briefing” operativo nella hall dell’albergo a Tirana e quindi, dopo i saluti di rito, siamo stati accompagnati all’aeroporto per il volo di rientro.

INCONTRI A TIRANA

L. Torelli, F. Cucchi ed il Presidente dell’asso¬ciazione Alpe

A seguito dei contatti diretti avuti in Albania durante l’ultima spedizione (settembre 2011), con alcuni rappresentanti della associazione “Alpe”, istituto che si occupa della valorizzazione della loro area culturale di appartenenza di Nikaj-Merturi presso il distretto di Bajram Curri in Albania, la Commissione Grotte E. Boegan, è stata contattata per una serie di scambi di carattere culturale e conoscitivi sulle scoperte speleologiche dell’area di queste magnifiche vallate, nonché sullo stato di fatto della viabilità dei sentieri e della situazione della montagna e degli alpeggi in genere, essendo tutta l’area sofferente di uno stato di abbandono e di degrado dovuto all’abbandono dei paesini e delle masserie poste anche in altura, da parte degli antichi abitanti, emigrati in massa all’estero o a Tirana.

In questo ambito l’undici ed il dodici maggio del 2012 si sono svolti alcuni incontri a Tirana con i rappresentanti dell’associazione “Alpe” e degli enti locali della regione di Nikaj-Merturi con in testa il sindaco di Lekbibaj, municipio che ci vede operativi dal punto di vista speleologico fin dal 1993, ed il presidente dell’associazione Alpe dott. Ndoc Mulaj. L’incontro ci ha visto impegnati alla definizione degli impegni e dell’organizzazione della logistica sul territorio; il comune di Lekbibaj ha assicurato la messa a disposizione di un magazzino per le nostre attrezzature speleo, e soprattutto si adopererà per calmierare il prezzo del nolo dei muli e dei cavalli, indispensabili per il trasporto degli equipaggiamenti in quota.

Fondamentale è stato l’incontro con il presidente dell’associazione Alpe, il dott. Ndoc Mulaj e di alcuni altri soci a Tirana. In una riunione fiume durata fino a tarda ora negli uffici di “Alpe”, al quarto piano di un grande palazzo nel centro di Tirana, la C.G.E.B, rappresentata da Louis Torelli ed il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Trieste nella persona di Franco Cucchi, hanno rendicontato sui quasi venti anni di attività del gruppo in Albania, illustrando i presupposti scientifici, sportivi e di ricerca della nostra attività. Al fine di una illustrazione pratica di alcuni degli obiettivi da raggiungere, sul tavolo di lavoro sono stati depositati un quarantina di chilogrammi di carta stampata fra bollettini, libri e monografie di interesse geospeleologico editi soprattutto dall’Università e dal nostro gruppo, riguardanti le più recenti ricerche ed esplorazioni. La C.G.E.B ha inoltre consegnato al gruppo Alpe ed al sindaco di Lekbibaj gran parte del materiale del nostro archivio riguardante le spedizioni in Nikaj-Merturi nonché –e ciò per una condivisione più ampia e completa con le realtà locali delle nostre problematiche e progetti– materiali riguardanti le progettazioni turistiche e didattiche messe in atto dal nostro direttore della Grotta Gigante.

Molte sono state le domande di chiarimento sulla nostra attività; attraverso la voce del sindaco di Lekbibaj, Gesim Meshi, il comune ci garantirà in futuro piena collaborazione nella pianificazione delle spedizioni esplorative e delle ricerche scientifiche, mentre il presidente dell’associazione Alpe, Ndoc Mulaj, ci garantirà una piena collaborazione attraverso una supervisione operativa, e ciò al fine di migliorare i nostri rapporti in zona e di creare nuove possibilità esplorative, e questo anche coinvolgendo le realtà umane ancora operative sul posto e disponibili per un primo ripristino dei sentieri e della viabilità.

IL PROGETTO NIKAJ-MERTURI

L’avventura speleologica in Albania degli uomini della Commissione Grotte “E. Boegan” di Trieste inizia nel 1993, nonostante le difficoltà politiche e ambientali di quegli anni difficili. Non dimentichiamo che erano in pieno svolgimento le ultime guerre balcaniche, iniziate sul confine italo – sloveno nel 1990. Questo era il clima che si respirava anche qualche anno dopo, alla partenza per l’Albania. All’epoca era impensabile giungevi via terra, la piaga della guerra s’era spostata

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verso il sud dei Balcani, l’unico modo sicuro per pervenire alle coste albanesi era via mare. Infatti le prime spedizioni (guidate da Elio Padovan, 1993, 1994) passarono per Durazzo; allora furono prese in esame tre distinte aree: Mali e Kurveleschi a sud (valle di Salari), Mali e Thate presso il confine Macedone e Mali e Hekurave, l’aera risultata più promettente e tuttora in esame. Fu contattato per quelle prime ricognizioni il Didaktike Shkenkire Speleologjike Shquipetare di Tirana. Già sul numero 29 di “Progressione” (1993) evidenziavamo che la zona più interessante era quella delle Hekurave, in particolare la risorgenza di Dragobi sita al versante nord-est: era stata puntualmente individuata, in quelle portate d’acqua e in quei plateau sconosciuti dal punto di vista speleologico, una notevole potenzialità esplorativa. Nel ‘94 il nostro gruppo tornò in Albania con un nutrito gruppo di speleo; in quell’occasione fu raggiunto, non senza difficoltà, l’abitato di Bajram Curri, si esaminarono le vallate fino alle pendici del massiccio del Boshit e si individuarono, esplorarono e rilevarono parecchie cavità. Altre due spedizioni, vennero effettuate nel 2006 e nel 2008: la situazione locale era cambiata, in meglio per la sicurezza, in peggio per le comunicazioni stradali (ponti e sentieri scomparsi, paesi abbandonati). Le ultime più fruttuose ricerche, strutturate e condotte assieme ad un gruppo misto di speleo triestini e sloveni, più una collega del gruppo Grotte Brescia e ricercatori dell’università di Trieste - Dipartimento di Geoscienze, si sono svolte nel 2009, 2010, e 2011. Notizie sulle varie spedizioni della CGEB sono apparse sulle riviste Atti e Memorie e Alpi Giulie, mentre parte dei risultati raggiunti sono stati pubblicati sui numeri 29 (dic. ‘93), 34 (giu. ‘96), 55 (gen-dic ‘08), 56 (gen-dic ‘09) e 57 (gen-dic ‘10) della rivista Progressione, nonché sul numero 62 (giu. ‘10) di Speleologia, organo ufficiale della Società Speleologica Italiana, nonché su Jamar, la rivista speleo nazionale slovena.

                                                                                                         Louis Torelli