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NUOVA PROSECUZIONE IN GROTTA GIGANTE

 

pubblicato su " PROGRESSIONE N 53 " anno 2006

Nell'ottobre del 2005, dopo aver concluso dei lavori più o meno gratificanti, attraversiamo un momento di stanca e non sappiamo più a che buco votarci. Luciano si ricorda che la caverna più grande del Carso triestino può riservare ancora delle sorprese. Affermazioni non verificate sostengono l'esistenza di una GG parallela e quindi ci mettiamo a scavare alla sua ricerca sul fondo del P34. Dopo un primo sondaggio a cura di Luciano Filipas e Franco Besenghi, il sabato successivo il turno spetta a Luciano e al sottoscritto. Sceso il pozzo, che è impostato sulla naturale frattura di prosecuzione della grotta, cominciamo un improbabile scavo dove altri hanno già lavorato anni addietro. Dopo un paio di ore lo strangolino manovrato dal Filipas sprofonda in un pertugio. Ritiratolo percepiamo nettamente una corrente d'aria. "La pulzella è viva e respira!" esclama Luciano. La nostra speranza si rafforza e vogliamo credere di aver trovato il bramato proseguimento. Dopo varie giornate di scavo entriamo in un meandrino di pochi metri che apparentemente non porta a nulla. Eppure proprio da lì continua ad uscire un volume d'aria che non è giustificato dalle sue esigue dimensioni. Fabio Feresin però ha un colpo di genio e mettendo il piede in una pozza d'acqua la fa tracimare in un foro di "troppo pieno" assai esiguo e che però la risucchia con rumorosa voracità. Decidiamo di installare un aspiratore all'inizio dello scavo per forzare l'aria in modo che ci sia più facile seguirne il flusso. Dopo alcune giornate di lavori di allargamento siamo alla sommità di un P8, che scendiamo trovando una cavernetta e, tra le colate calcitiche, una fessurina alitante. Allargandola ci troviamo su un P12 che scampana in un vano con fortissimo stillicidio anche se da tanto non ci sono precipitazioni. L'aria esce da varie fessure nella parte del fondo costituita da concrezioni in dissolvimento. Disostruiamo e troviamo un P17 con doccia sul cui fondo molto concrezionato c'è un'altra fessura soffiante. Altro allargamento ed ecco un P40 molto stretto nei primi metri, sul cui fondo c'è tanta acqua ma di prosecuzioni non se ne parla. Utilizzando un aspiratore più potente sentiamo un rombo proveniente da una fessura a 10 metri dal fondo.

cunicolo finale ( foto lucio Comello)

Eseguendo aeree acrobazie la allarghiamo creando una galleria artificiale di 6 metri che trova sbocco su un P38 molto ampio e molto echeggiante: le speranze rinascono. Il pozzo si presenta maestoso ed è impostato su una frattura N-S; dal fondo si diparte un P8 ricco alla base di uno strato di fango così alto da risucchiare gli stivali. l'acqua. prosegue scorrendo via attraverso un piccolissimo meandro. Un po' depressi decidiamo, prima di allargarlo, di esplorare minuziosamente con pendoli e arramplcate Il P38: nulla di nulla. Torniamo a dedicarci al meandrino che a tutt'oggi è stato allargato a formare una comoda galleria di 7 metri che si trova a 18 metri dalle acque di base. Sospe~lllavon, che ri.prenderemo quanto prima, ci consoliamo pensando di aver più che raddoppiato la profondità della GG. L'obiettivo è di raggiungere le acque di base e forse anche qualcosa altro ...

Nonostante . che i Iavori non siano stati sempre una passeggiata, gli amici sono stati numerosi e Il divertimento ha addolcito gli sforzi comuni.

Hanno partecipato:Besenghi, Crevatin, De Pretis, Fabi, Feresin, Filipas, Florit, Glavina, Luisa, Mesarec, Savio, Stenner, Zay, Zuffi, la segretaria Giuliana nonché Comello.

Lucio Comello