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I NANI DALLE LUNGHE OMBRE

 

pubblicato su " PROGRESSIONE N 53 " anno 2006

 

“Siete solo una manica di coglioni. Sapete perché? Non avete il fegato per stare dove vorreste stare. Voi avete bisogno di gente come me. Vi serve gente come me, così potete puntare il vostro dito del cazzo, e dire: “Quello è un uomo cattivo”. E dopo, come vi sentite? Buoni? Migliori? Voi non siete né buoni né migliori, sapete solo nascondervi, solo quello.. (Al Pacino, Scarface)”

 

in esplorazione ai settori superiori (foto Luis Torelli)

….In verità, in verità vi dico…..mi sembra di essere come Gibran che cammina sulla spiaggia all’alba dopo una notte in bianco…. E’ che di questa grotta di Cattinara, con quel nome stupidino che le è stato messo, io sono stomacato di come butta l’andazzo. Attenzione, stomacato mica della grotta, ma di tutte le cazzate che ci sono e continuano a girarci attorno. Non voglio fare la parte del rabbino infastidito che osserva i turisti entrare in sinagoga, ma c’è proprio qualcosa che mi rode. Lì dentro è entrata mezza Trieste oramai, genitori, zii, cugini, conoscenti dei amici degli amici, fidanzate e amanti (iuppi!), ex grottisti ed ex rocciatori, ruffiani e puttane (mascherati nella società da altri mestieri professionali e posizioni sociali), ragazzini e alpini, intere sezioni del CAI, tutto l’associazionismo di Trieste e ancora non so quante categorie che non ho voglia di pensarci. Era un’occasione splendida per spiegare a queste centinaia e centinaia di persone cosa facciamo noi là sotto, spiegare cos’è quella struttura che li circonda, com’ è stata trovata ed esplorata, cosa rappresenta oggi e come si cerca di portarla intatta negli anni a venire. Ed era la Commissione Grotte responsabile di questo. Fallimento completo, senza appello e lasciatemi dire, tutto nostro e soprattutto di chi si è autoassegnato l’incarico di organizzare e accompagnare questa gente e poi lasciarla sbracata a fare pic-nic all’interno. D’altra parte non dovrei stupirmi, in quanto è assolutamente normale che chi non sa nulla di speleologia non può spiegarla e diffonderla: perché non lo hai fatto tu allora, mi direbbero certi conoscenti? Perché non mi avrebbero lasciato fare a modo mio, chè sarebbero rimasti tagliati fuori troppi personaggi e i loro interessucci da postribolo, ecco perché ciccini.

27 novembre 2004 primo giorno all'Impossibile

C’è una parola, per alcuni cristallina e per altri pesante come un tetto di piombo che dà il senso di questo: responsabilità. I risultati di questa corsa al “sono stato anch’io a Cattinara” sono stati deprimenti a mio avviso, e forse, alla fine, riflettono la cultura del sottoproletariato televisivo d’oggi. Ma vediamo in dettaglio; mi sono ritrovato ad entrare per un’altra tornata esplorativa nel ramo del “Pupo di Parigi”, passando obbligatoriamente dall’ingresso conosciuto sino al salone centrale, ero con Louis ed un ragazzo dell’ultimo corso. Quella non era più la grotta che noi avevamo trovato, visto ed esplorato. Tanta roba rotta, inzaccherata, sporcata, scacacciata. Immondizie, scarburate, pisciate, fazzolettini di carta, resti di cibo (si sa che per affrontare la tenebra bisogna essere fhorti ; correttore di bozze, non ho scritto male, va scritto proprio così..), materiale indefinito, vaschette sfondate e rotte, ma appunto quello che è più impressionante, la quantità di formazioni calcitiche spezzate, e non solo sui passaggi obbligati, ma anche nei rametti laterali ed in posizioni defilate dal passaggio, quasi a pensare che siano state tirate giù di proposito. E poi, l’infamata. A metà percorso prima del grande salone, c’è un masso crollato dove ci eravamo fermati il primo giorno d’esplorazione: avevamo lasciato una scritta in nerofumo, graffito unico e mai più ripetuto nei pur vasti rami che da lì avremmo trovato nelle successive esplorazioni: non poemi, pensieri, inni o ricordi, macchè, due righe, per quel giorno tutto nostro, giovani e veci…”CGEB 27/11/2004”. Scritta su cui nessuno ha mai sollevato perplessità o dubbi in questi anni, come poteva essere d’altra parte? Solo un ricordo della scoperta e di chi l’aveva vissuta, chè ogni grotta conosciuta ne riporta una. Insomma oggi, nei primi mesi di questo 2007, qualcuno quella scritta l’ha cancellata, meglio lordata con del fango, nel tentativo fallace di renderla illeggibile. Io ho iniziato a non chiedermi più perché certa gente ha comportamenti deviati e vive una vita da bestie impaurite e di stenti morali, ma qui mi sono fermato a riflettere e tentare di capire….quale un motivo logico di tale azione? Un patologico e invertito senso ecologico, cioè la scritta “sporca” la grotta e allora io la mimetizzo con il fango, chè quel masso torni, poverino, come Natura l’ha fatto? O più semplicemente qualche nanerottolo che come massima carica sociale e picco di botta di vita gestisce il frigorifero in qualche dopolavoro grottesco (definizione ambivalente..) che, finalmente riuscito ad infilarsi di nascosto in qualche madria di visitatori, ha voluto a modo suo “vendicarsi” della tirannia della Commissione Grotte? E se invece fosse qualche personaggio magari socialmente rispettato e posizionato, a casaccio un piissimo devoto di OpusDei o un consigliere di circoscrizione rionale con qualche tiramento o un colonnello aziendale con in mano i destini e/o il foro di qualche nostro accompagnatore, che vede la scritta, segnale le sue doglianze a qualcuno della Commissione che si precipita a pulire (?) l’onta alla Natura fatta dai grezzi “spiliologi” (esso non è rude, è fine e delicato e soprattutto non rutta, non scorreggia e non dice le brutte parole, solo ogni tanto ha l’alito e l’anima che odorano di ribollore di fogna di Scampia in agosto…). Per altre ipotesi dovrei farmi di Nembutal e iniziare a delirare, e già così mica si scherza... Ecco, in realtà, io non trovo un motivo logico di tale azione. Solo la seconda ipotesi mi rende orgoglioso, come gruppo stiamo sulle balle a più di uno, inutile negarlo o far finta che non sia cosi, e si è preso una piccola soddisfazione temporanea: se è così mi potrebbe anche star bene, molti nemici molto onore a casa mia. Anyway, io per non sbagliare ci torno la dentro, pulisco la spalmata di fango e quella scritta la rifaccio e la rifarò ancora ed ancora, finchè serve, finchè arriverà quel giorno lieto ai numi in cui la grotta verrà chiusa a tutti quelli che non esplorano, non studiano, non fotografano, non topografano, non rispettano, smerdano e rompono e sputacchiano polemicuzze e basta, e io non dovrò più scrivere di questo ma, spero, sicuro anzi, di esplorazioni. Ecco, ora se a qualcuno non sta bene che vado a rifare la scritta, venga a dirmi una parolina…

 Riccardo Corazzi