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GROTTA 12 VG

 
Pubblicato sul n. 48 di PROGRESSIONE - anno 2003

Breve relazione su una scoperta importante rimasta misteriosamente sospesa a metà. Il riferimento è alle ricerche eseguite nel periodo fra gennaio e luglio 2000 alla grotta n. 12 VG, conosciuta anche come Grotta di Padriciano in seguito alle ripetute segnalazioni dell'amico Giuliano Zanini, il quale di arie non se ne dà nessuna, però le conosce tutte, mi trovai un bel giorno con un nuovo stimolo che a mo' di tarlo mi tormentava. La domanda senza risposta era questa: dove va a finire l'incredibile quantità d'aria che si infila dentro la 12, estate, inverno, giorno e notte, tutto l'anno senza sosta? decisi di correrle dietro, ma essendo io un po' più pesante, riusciva ella a dileguarsi, lasciandomi sempre indietro. Non rimaneva che farmi furbo. Mi rivolsi allora al fumo il quale mi disse: Faccio tutto io. Non l'avessi mai fatto! Lasciato a se stesso egli avvolse ogni meato della grande caverna infilandosi in ogni dove, probabilmente anche dove andava l'aria, dimenticandosi di fare una relazione dettagliata, scomparendo sul più bello e lasciandomi fesso come prima. Poiché il nostro rapporto (tra me e il fumo) era comunque buono, lo ringraziai e facendo finta di aver ricominciato a fumare, invece di lasciarlo andare dove voleva lui, lo soffiai delicatamente in ogni buchetto che trovavo. Cominciai dalla parte finale della grotta pian pianino rifeci il percorso a ritroso. Scoprii così che ristagnava sul fondo ed invece scompariva nella galleria laterale del cunicolo finale. Ristrette le ricerche in quella zona, venni rapidamente condotto nella giusta direzione ed in breve individuai una lunga fessura d'interstrato che sembrava gradire particolarmente le (alfa). Ancora qualche uscita e venne individuato il punto adatto per tentare un allargamento. In breve: un cunicolo in leggera salita porta ad una saletta di interstrato di circa metri 10x10, molto bassa, ed un ulteriore cunicolo fangoso che termina in un vano sul fondo del quale si diparte un bel camino intasato da enormi blocchi di frana. L'aria allegramente, salutando tutti, prosegue in salita il suo cammino, infilandosi tra i blocchi. Sarà perché si è nel fango sino alle caviglie, sarà perché si è oltre a 200 metri di profondità, sarà perché le frane viste dal basso in alto sembrano antipatiche a tutti, resta il fatto che non riesco a capire perché nessuno voglia più sapere dove va l'aria.

                                                                                   Franco Florit