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LA VOCAZIONE STORICA DELLA COMMISSIONE GROTTE ALL'INSEGNAMENTO DELLA SPELEOLOGIA

Carso 1959: allievi ed istruttori del 1° Corso Nazionale di Speleologia.

Pubblicato su PROGRESSIONE 100  - Anno 1983

 In cent'anni di una storia fatta da uomini pur diversi per mentalità, aspirazioni, educazione e cultura, si trovano sempre dei punti fermi - quasi un manifesto programmatico - che danno nel tempo la visione dell'insieme reale. E questo il caso della vocazione varie volte dimo­strata all'insegnamento - a larghe fasce di per­sone - dei concetti di base tecnici e scientifici che compongono nella loro eterogeneità la speleologia.

Già nei vecchi libri di relazioni della nostra Commissione Grotte, si trovano delle note su conferenze finalizzate a questo scopo. La paro­la «CORSO», però, compare solo nel 1911 quando si ha: «L'istituzione di un Corso, fre­quentato con ottimi risultati, per l'esplorazione e lo studio delle grotte e con particolare riguar­do ai metodi per i rilievi topografici delle cavità sotterranee» (BOEGAN E. - Cinquantaquattro anni di vita speleologica. L'attività speleologica della Sezione di Trieste del C.A.I. 1883 - 1936 — «Le Grotte d'Italia», serie 2.a, Il, 1937)

Fermata tale iniziativa nel suo prosieguo dallo scoppio della prima guerra mondiale, questa riprende nel 1920 con un Corso di lezioni sui metodi per il rilievo delle grotte, mentre viene costituito un Corpo di Guide per accompa­gnare i neofiti nelle esplorazioni delle cavità carsiche. Nel medesimo anno viene costituita, con una lungimiranza che precede di decenni la storia, una squadra di soccorso. Vengono tenute inoltre delle lezioni pratiche sull'uso dei nodi e delle funi. Negli anni seguenti lezioni specifiche a­vranno una funzione preparatoria per quelle persone che praticano la speleologia nell'am­bito della Commissione Grotte. Nella seconda metà degli anni trenta una nuova leva di giovani viene a rinsanguare le fila della Società; questi, fra i vari programmi e progetti che preparano, uno lo dedicano ad una ipotetica scuola di speleologia, intesa questa come un raduno (nella terminologia di allora) per dare ai giovani di tutto il paese la possibilità di accedere o di perfezionarsi in quella attività in cui i giuliani erano allora indiscussi maestri. Una nuova guerra mondiale, la susseguen­te diaspora di una generazione sui vari fronti, il non ritorno per tanti, la prigionia o l'emigra­zione in altre terre per altri, scompagina - anche a causa della mutata realtà territoriale della nostra regione - tutti i progetti redatti anteguerra.

La Commissione Grotte riprende ufficial­mente la sua attività nella piccola parte restante della Venezia Giulia nel 1948. Le difficoltà del reinserimento nella realtà nazionale, (Trieste era allora divisa dal resto del Paese, ed ammini­strata dal Governo Militare Alleato) dilatano i tempi di una rapida ripresa. Le volontà stori­che, però, non vengono dimenticate (nel Direttivo del 1948 si parla nuovamente di una scuola) ed il rappresentante della Società Alpina delle Giulie nel Consiglio Centrale del Club Alpino Italiano, propone infine nel 1958, la creazione di una scuola di speleologia. La conferma una­nime, a tale proposta, viene data dal Consiglio Centrale alla riunione di Lucca e la neocosti­tuita Scuola di Speleologia viene affidata - per la sua parte gestionale - al Comitato Scientifico del C.A.I. presieduto dal prof. Nangeroni, men­tre alla Sezione di Trieste ed alla sua Commis­sione Grotte viene demandato il compito di organizzare il I Corso Nazionale di Speleologia. Questo si svolge a Trieste nel 1959. Inizia così una nuova era, viene creata nei singoli e nei gruppi grotte una nuova mentalità, l'insegnamento della speleologia - tramite l'orga­nizzazione di Corsi - entra in quasi tutte le strutture del Club Alpino Italiano.

La Commissione Grotte inizia infine i suoi Corsi Sezionali nel 1965, e li continua annual­mente addestrando istruttori e neofiti alle tecni­che esplorative che costantemente si evolvono.

Sulla Scuola Nazionale di Speleologia, sul suo operato e sulla sua recente storia, sono stati versati fiumi d'inchiostro; sono così sorte polemiche, liti e diatribe. Per questo tralasciamo - per non incorrere in prese di posizione che potrebbero riaprire animose discussioni - di farne o rifarne qui una sua cronistoria.

Questa breve nota vuole, però, essere l'omaggio più sincero ai protagonisti di quelle generazioni che con lungimiranza, costanza, umiltà e metodicità hanno saputo tracciare la strada verso la creazione di quella che è oggi universalmente conosciuta come la «Scuola Nazionale di Speleologia» del Club Alpino Ita­liano.

                                                                                                          Angelo Zorn

 

Verbale del primo Corso di Speleologia

Seduta del 7 marzo 1911

Seduta del 7 marzo 1911
Presenti i signori Boegan, Cobol, Rubini, Sotto Corona, Zay, assenti i signori prof. Blasig, Kobau, prof. Prister e Sillani.
Il presidente signor cav. Franellich reca il saluto della direzione sociale e la raccomandazione che i lavori e le esplorazioni della Commissione Grotte vengano più generalizzati ed invita a concertare un programma tecnico e finanziario per l'istituzione di un corso d'istruzione per i soci per l'esplorazione delle grotte

Tratto dal libro dei verbali della Commissione Grotte della società Alpina delle Giulie (ora Commissione Grotte E.Boegan)