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MANUALE DI RILIEVO IPOGEO

L'ASSESSORE ALL'UFFICIO DI PIANO ED ALLA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

 Fin dal 1966 la Regione Friuli venezia Giulia ha inteso provvedere al riconoscimento del valore documentale e scientifico del patrimonio speleologico istituendo con apposita legge regionale il Catasto delle grotte, nel quale confluiscono le informazioni raccolte nel corso di anni di esplorazioni e indagini condotte da gruppi speleologici e ordinate dalla Sezione di Trieste del C.A.I.

Oggi, a fronte di un affinamento della sensibilità nei confronti dell'ambiente, con questo volume dedicato ai metodi di rilevamento, posizionamento e restituzione su scheda dei dati relativi alle cavità esplorate, si è voluto contribuire al miglioramento della qualità del prodotto derivante dall'attività dei rilevatori, al fine di mettere a disposizione anche degli operatori pubblici e privati, uno strumento di conoscenza utile alla salvaguardia di quel tipo del territorio regionale interessato da aree carsiche, anche nei suoi ambienti oiu riposti quali quelli ipogei. L'impegno disinteressato profuso dagli estensori è andato oltre alle aspettative dell'incarico, affrontando argomenti specifici come cartografia, topografia, strumentazioni, nell'intento di suscitare sull'argomento un interesse diffuso all'interno e all'esterno degli addetti ai lavori. In tal senso si esprime riconoscimento agli autori e un ringraziamento a quanti hanno voluto, con suggerimenti e critiche, contribuire ad affinare questo strumento di lavoro.

                                                                                         dott Gianfranco Carbone

IL CURATORE DEL CATASTO REGIONALE DELLE GROTTE DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA

La ristampa del Manuale di rilievo ipogeo, resasi necessaria dato il favore con cui la prima edizione è stata accolta, ci rassicura sull'interesse dell'Amministrazione regionale alla conservazione ed al completamento di quel patrimonio comune che è il Catasto regionale delle grotte del Friuli-Venezia Giulia. Si è dato il via, con il supporto del Servizio della tutela del paesaggio e delle bellezze naturali della Direzione regionale della pianificazione territoriale, ad una ristampa, approfittando dell'occasione anche per rimediare agli inevitabili antichi errori di stampa e per aggiungere alcune tabelle e figure a corredo del testo per maggiore completezza d'informazione. Corre l'obbligo di ringraziare ancora una volta gli Autori e tuffi coloro che, in seguito alla prima edizione, hanno voluto aiutarli con costruttivi suggerimenti. Agli Amministratori regionali, per il loro sostegno alla Speleologia, un rinnovato plauso.

                                                                                                       Franco Cocchi

 IL PRESIDENTE DELLA SOCIETA' ALPINA DELLE GIULIE Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano

Il Catasto delle Grotte è una delle realizzazioni per la conoscenza e la corretta gestione del territorio di cui la Regione Friuli-Venezia Giulia può andare orgogliosa e il suo costante aggiornamento è uno dei compiti societari della Società Alpina delle Giulie. E'essenziale infatti, per chi gestisce la cosa pubblica, avere catasti moderni ed aggiornati ed e importante per un catasto crescere e modernizzarsi ulteriormente. Per crescere, il Catasto delle Grotte, ha bisogno degli speleologi che, a loro volta poi, usufruiscono dei dati ivi raccolti per dare sfogo a quella che può essere definita la loro vocazione. E' agli speleologi, quindi, ed in particolare a quelli fra loro che per primi hanno avuto la ventura e la fortuna di visitare una nuova grotta o nuovi rami di una graffa già nota, che questo volume è dedicato. Con un pensiero anche a quelli che più semplicemente consultano il Catasto per trarne conoscenza, affinchè il loro essere speleologi vada a vanto della categoria ed a vantaggio della comunità tutta.

Catastare, cioè misurare, analizzare, mappare, descrivere, riprodurre le caratteristiche spaziali e fisiche di una cavità, è compito apparentemente semplice: sono infatti necessarie alcune precise conoscenze tecniche che consentono di "schedare" la grotta in modo che essa sia successivamente "leqqibile" e correttamente interpretabile da tutti coloro che nel tempo potranno essere interessati tanto alla semplice visita esplorativa quanto allo studio scientifico della grotta stessa. Le problematiche della esatta localizzazione, della efficace rappresentazione e della corretta descrizione di ciò che è il vano ipogeo e di ciò che lo delimita, sono esaurientemente sviscerate in questo volume, per la redazione del quale quattro speleologi-esploratori hanno dato il meglio di sé stessi, affinchè tutti i loro colleghi possano utilmente collaborare alla gestione ed alla crescita del Catasto delle Grotte della nostra regione.

 E quindi alla maturità della Speleologia più valida, quella intesa come attività sociale e culturale inserita nella realtà comune. Agli Autori ed alla lungimiranza della Regione Friuli-Venezia Giulia e dei suoi Amministratori il grazie da parte dei fruitori delle aree carsiche e delle meraviglie del mondo ipogeo.

                                                                                                          Fabio Forti 

MANUALE STORICO DI RILIEVO IPOGEO

Una delle più grandi difficoltà che solitamente incontra lo speleologo all'atto della compilazione della scheda catastale di una nuova cavità  è data dalla determinazione della posizione della grotta stessa. Infatti, se la grotta rilevata non è ubicata (e di norma non lo è nei pressi di ponti, crocevia, campanili e simili, non è per niente facile stabilire dove segnare sulla tavoletta del I.G.M. il fatidico punto, in modo da poterne poi ricavare le coordinate (geografiche, polari, o U.T.M. che siano). Una comprova delle difficoltà che lo speleologo medio incontra in questo campo la ho avuta  (e come me la hanno avuta e credo l'abbiano tuttora tutti quelli che si occupano di Catasto Grotte) in quasi vent'anni di collaborazione e lavoro al Catasto Grotte del Friuli Venezia Giulia: dire che il 50% delle grotte messe a catasto In questi ultimi decenni dai vari gruppi speleologici abbiano una posizione errata - molto o poco che sia - a voler essere ottimisti. E' quindi con grande piacere che saluto l'iniziativa dell'amico Agostino e del gruppo Grotte cui appartiene di dare alle stampe questo manualetto in cui il neofita (della speleologia, co me anche dell'escursionismo, alpinismo ecc: i concetti espressi e resi chiari in questa pagine potranno tornare utili a tutti coloro che i giorni liberi preferiscono passarli a contatto con la natura piuttosto che incollati davanti alla scatola magica dai semprevivi colori e dai 100 canali) potrà trovare sia piene spiegazioni sui mezzi e sistemi d'orientamento, sia chiare e semplici norme da seguire per fare il punto sulle carte topografiche ed anche le essenziali tecniche da usare per effettuare il rilievo di una grotta. In modo da non far ammattire chi un giorno abbia bisogno di trovare il punto e la grotta da lui segnata.

                                                                                                      PINO GIUDI