home > gli archivi > Archivio Multimediale

L'archivio Storico Fotografico Multimediale della C.G.E.B.

La Commissione Grotte Eugenio Boegan è lieta di presentare e mettere a disposizione del mondo speleologico (e non …) il proprio archivio fotografico. Si tratta, agli inizi dell’anno del Signore 2016, di oltre 17.000 immagini, raccolte dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri e riguardanti soprattutto la speleologia giuliana.

Giuliana e non della Commissione Grotte in quanto questo archivio si è venuto via via edificando nel corso dei decenni raccogliendo non solo il materiale iconografico prodotto dai membri della Commissione ma anche in virtù di lasciti e donazioni di album e raccolte di foto. Implementazione cui hanno contribuito sia alcuni affezionati soci sia molti amici esterni alla nostra struttura sociale. E qui è doveroso ricordare assieme al materiale donato dagli eredi di Antonio Ivancich-Iviani, Bruno Boegan, Gianni Cesca, Flavio Vidonis, Egizio Faraone, Tullio Tommasini, Peppe Baldo quello di molti speleo che avevano operato con altri gruppi grotte.

In questo modo quello che oltre un secolo fa era nato come archivio fotografico della Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie, crescendo e sviluppandosi è diventato – in parallelo al Catasto Storico delle grotte della Venezia Giulia – il deposito vivo della memoria della speleologia che ha operato nel Carso Classico negli ultimi 140 anni o che da questo territorio è andata ad esplorare e studiare grotte di ogni parte del mondo.

Si tratta di un archivio composito, eclettico, in cui il materiale è stato catalogato in ordine di acquisizione (e altrimenti non si poteva fare, considerato che si tratta di una struttura vivente, che cresce aumentando di consistenza e importanza anno dopo anno, donazione dopo donazione) ma in cui la ricerca può però essere fatta usando varie griglie.

Composito ed eclettico in quanto partito, come dianzi rilevato, quale deposito di immagini delle grotte del Carso visitate dagli uomini dell’Alpina si è, ampliando l’attività dei suoi speleologi anche ad altre zone carsiche, accresciuto con foto di grotte di quasi tutte le regioni d’Italia e di molte parti del mondo, dalla Bulgaria al Venezuela, dalla Francia al Cile, dall’Iran all’Irian Jaya, dalla Francia all’Austria e così via.

Foto provenienti da grotte di tutto il mondo, scattate per lo più da fotografi dilettanti, ma non di rado anche da professionisti e da artisti, per cui a fianco di immagini stupende ve ne sono moltissime sufficientemente buone ed altre decisamente meno buone. Prima, però, di emettere giudizi si invita il fruitore a far mente locale e a tener conto non solo degli anni in cui sono state scattate ma anche delle condizioni oggettive in cui lo speleofotografo operava. Questo è un archivio riguardante un’attività esplorativa comportante rischi e disagi non indifferenti e non una raccolta di foto artistiche scattate in qualche studio, per cui il giudizio sulle immagini – ove ritenuto necessario – andrebbe raccordato ai tempi ed ai modi in cui sono state assunte.

Alle difficoltà concrete presenti all’atto dell’assunzione – acqua, freddo, fango, mezzi di illuminazione – vanno poi assommate quelle cui si sono trovati di fronte i curatori dell’archivio: molto del materiale più vecchio ci è pervenuto in condizioni veramente pietose. Si è cercato, nel procedimento di digitalizzazione, di correggere i danni più evidenti, senza con ciò alterare l’essenza della fotografia, ma non sempre con il successo sperato.

Un cenno particolare meritano gli elementi identificativi posti in calce ad ogni foto: Anno, Località, Persone, Album, Foto, Vista, Note. Mentre non ci sono problemi per le voci Album (si riferisce al numero del volume in cui è conservata la foto), Foto (numero progressivo della foto nell’Album), Vista (numero delle volte in cui la fotografia è stata esaminata) e Note (nome dei donatori, degli esecutori della foto, indicazioni varie), ben diversa è la situazione per le prime tre voci: Anno, Località, Persone. Sono pochissime le foto che riportano sul retro questi tre elementi, per cui si è cercato di individuarli ricorrendo alla scarsa documentazione d’archivio per le più antiche, ai ricordi dei sopravvissuti per quelle vecchie ed alla memoria dei contemporanei per le rimanenti. Si sapeva che alcuni dei dati così raccolti potevano essere errati, ma il certosino ed ingrato compito dell’addetto all’archivio è stato qualche volta reso ancor più difficile – paradossalmente – talvolta proprio dalla presenza di informazioni vergate sulla foto. L’acquisizione di raccolte di foto provenienti da diversi vecchi speleologi ha portato alla presenza di numerosi doppioni: la stessa immagine, già inserita nell’Archivio della Commissione, la troviamo nel fondo Iviani, nel lascito di Bruno Boegan, in raccolte di altri speleologi, però talvolta con riferimenti diversi, soprattutto in ordine alla data. In presenza di elementi diversi si è data fiducia a quelli che più si avvicinano ai dati storicamente asseverati grazie a quanto contenuto nel catasto grotte, nella bibliografia coeva ed infine nella corrispondenza conservata nell’Archivio Storico della Commissione.

Mentre nell’archivio cartaceo sono conservate, raccolte in oltre un centinaio di album, tutte le foto, anche quelle su particolari di speleotemi (quasi sempre mute), per il sito sono state digitalizzate soltanto quelle migliori e con i dati ritenuti più vicini alla realtà, nonché quelle, ancorché non perfette, considerate di preminente interesse storico.

Le migliaia di diapositive, ora opportunamente catalogate e conservate in adeguati contenitori, sono suddivise in ‘album virtuali’, ovverossia CD numerati su cui sono state riversate dopo l’inserimento nell’Archivio Multimediale.

Si coglie l’occasione per invitare il cortese lettore di segnalarci eventuali errori da lui riscontrati: sarà nostra cura correggere subito i record indicati mentre lui avrà la gratitudine nostra e di tutti i futuri utenti. La storia non è un’opera conchiusa, definitiva, compiuta, ma un affresco che si integra e completa giorno per giorno con l’immissione delle nuove informazioni che vanno ad perfezionare quanto già si conosce. E l’archivio fotografico è senz’altro uno degli elementi che possono fare la storia.

Un cenno particolare merita l’ultimo incremento, in ordine di tempo, dell’archivio multimediale. Si tratta dell’archivio fotografico di Franco Tiralongo donato, con squisita sensibilità, alla Commissione Grotte dalla vedova (anche lei speleologa) Franca Desinio. Si tratta di parecchie migliaia di fotografie e diapositive di grotte del Carso italiano, sloveno e dell’Istria la cui ricognizione e il successivo inserimento richiederanno un tempo difficilmente quantificabile. A fianco delle raccolte di foto e dias nell’archivio Tiralongo sono conservati su supporti magnetici e digitali video, con annesse apparecchiature per la loro elaborazione, 150 nastri video digitali; oltre a documentari di interesse speleo (Grotta Gigante, Lazzaro Jerko, Jazbina v Rovnah, mostra di Monrupino, cerimonie varie) sono moltissimi gli spezzoni di filmati assunti in varie occasioni, in grotta e fuori, documenti audiovisivi che fermano nel tempo ambienti e soprattutto personaggi di un mondo speleo che scompare, testimonianze di un passato che si allontana sempre di più.

* * *

Un’ultima nota. Questo sito, curato da Gianpaolo e Gianni Scrigna, è sempre in fase di ampliamento e ammodernamento, per cui molte delle foto conservate negli archivi, in quanto senza alcuna indicazione, potranno essere via via inserite non appena in possesso di sufficienti elementi indicativi. Naturalmente verrà messo a disposizione il materiale iconografico proveniente da ulteriori apporti. Rimane inteso che il nome dei donatori sarà inserito (salvo loro disposizioni diverse) nel campo “note” delle relative foto.

L’utilizzo da parte del pubblico del materiale presente in questo sito è consentito liberamente, salvo l’obbligo di citare la fonte e di non alterarlo o modificarlo in alcun modo.

 

Introduzione a cura di Pino Guidi e Gianni Scrigna

CREDITS

L'opera di catalogazione, scansionamento e pubblicazione è stata effettuata dal socio Gianni Scrigna con la collaborazione di Gianpaolo Scrigna, curatore della parte informatica.

In futuro è prevista la totale integrazione dell'archivio nel portale www.boegan.it e la catalogazione dei filmati storici.