home > chi siamo > Biografie di speleologi del passato > Cognomi S - Z > Santo Tinè

SANTO TINE' (1927 - 2010)

Un lutto che tocca anche la Commissione Grotte

 Noto preistoricista siciliano, è stato nostro socio onorario; la sua attività in alcune  grotte del Meridione ha avuto in parecchi casi il supporto, nelle operazioni archeologiche, di uomini della Commissione Grotte (C.G.E.B).

Dal 1952, dipendente della Sopraintendenza di Siracusa, iniziò con il nostro socio Giulio Perotti (a quel tempo trasferitosi in Sicilia) ad esplorare cavità della zona che si dimostrarono subito ricche di reperti preistorici; ebbe così di conseguenza l’opportunità di eseguire scavi nelle grotte Palombara, Chiusazza, del Conzo, sedi di insediamenti preistorici che vanno dal  periodo neolitico al  bronzo; pubblicando successivamente su varie riviste i risultati ottenuti.

Nel gennaio 1957 partecipò alla nostra prima spedizione nelle Stufe di S. Calogero di Sciacca; in quell’occasione furono scoperte le eccezionali deposizioni preistoriche nelle gallerie inferiori, da lui meglio indagate nella spedizione successiva organizzata dalla Boegan nel 1958. Ambedue le volte vi scese, aiutato da Giorgio Coloni e con gravi rischi data la sua inesperienza speleologica soprattutto in quell’ambiente proibitivo: è stato l’unico archeologo che sia mai riuscito ad esaminarle.

Nel 1961 dopo aver conseguito ad Harvard un Master in paleoetnologia, ritornò alla Sopraintendenza per continuare i suoi scavi, tra i quali quello del 1962, tecnicamente organizzato dalla CGEB, nell’Antro di Fazzello delle Stufe, lavoro che si sarebbe protratto per parecchi anni ancora.

Trasferito dapprima a Reggio Calabria e successivamente a Foggia, operò con la collaborazione di nostri soci nelle indagini nella Grotta Scaloria di Manfredonia, alla ricerca dei villaggi neolitici del Tavoliere ed infine alla Grotta di Cassano Ionio.

Da libero docente nel 1957 ottenne la cattedra di paleoetnologia alla Università di Genova, dove successivamente vi si trasferì.

Messo a riposo nel 2000 a riposo, nel 2002 un ictus lo costrinse all’immobilità ma, sempre lucido di mente, ha continuato mantenere i contatti con noi per discutere ancora delle tante cose che andrebbero fatte e che non si fanno.

                                                                                             Giulio Perotti