home > chi siamo > Biografie di speleologi del passato > Cognomi S - Z > Carlo Wostry

Carlo WOSTRY - Trieste 18.02.1865 – 10.03.1943

Carlo Wostry non è mai stato – a quanto ci risulta – uno speleologo, ma lo riteniamo degno di essere ricordato perché è uno dei pittori triestini che nel corso della sua attività artistica ha trovato il tempo per cimentarsi anche con il modo sotterraneo.

Nato a Trieste nella seconda metà dell’Ottocento da madre di origine veneziana e padre irlandese, quinto di sette fratelli, coltiva numerosi interessi fra cui la musica – suona diversi strumenti – e il disegno. Assolta a Trieste la Civica Scuola Reale Superiore, a diciassette anni si trasferisce a Vienna ove all’Accademia delle Belle Arti, mentre studia con Anselm Feuerbach, Hans Makart e Heinrich von Angeli conosce i più importanti artisti del momento. Dopo un paio d’anni si reca a Monaco di Baviera ove prosegue gli studi assieme a mezza dozzina di artisti triestini.

Dal 1886, anno in cui torna a casa, alla metà degli anni ’30 del secolo successivo, la sua vita è un continuo peregrinare – Roma, Budapest, Praga, Berlino, Augusta, Parigi, Russia, Serbia, Monaco, Costantinopoli, Firenze, Arezzo ed infine Stati Uniti d’America – e un diversificare la sua attività: ritrattista, incisore, scultore, scrittore (gli si deve, fra l’altro, la Storia del Circolo Artistico Triestino), insegnante; fa di tutto, specializzandosi nei ritratti e nell’arte sacra. Sue opere sono oggi disperse in musei, chiese e raccolte private di mezzo mondo: un elenco delle sue esposizioni dal 1882 al 1999 (fra cui una decina postume) si trova nella monografia di Abrami & Resciniti (pp.185-188) mentre la corposa bibliografia che lo riguarda (a cui si rimanda per eventuali approfondimenti, ancorché ferma al 2000) è stata curata da Stelio Zoratto, ed è ospitata alle pagine 189-198 del medesimo volume.

Carlo Wostry, pittore d’arte sacra (l’unica costante di una vita artistica durata sessant’anni e caratterizzata da molte variabili: fu verista, baroccheggiante, orientalista, impressionista, preraffaellita, pittore storico) è entrato nel novero degli artisti del mondo sotterraneo portando la sua arte nelle viscere di San Canziano. Qui nel primo decennio del Novecento realizza una serie di acqueforti per il ciclo “La Caverna di San Canziano”, due delle quali presenta nel 1907 alla VII Esposizione Internazionale di Venezia. Dalla citata monografia di Abrami & Resciniti (pag. 178) veniamo inoltre a sapere che “Da Trieste condusse la colonia artistica nei pressi delle Grotte di San Canziano […] per un po’ di tempo si ritirò in quella zona selvaggia e solitaria dove anche Alberto Rieger e Ugo Flumiani presero più volte in mano i pennelli”. Le acqueforti del ciclo di San Canziano sono state esposte nella mostra Timavo Arcano, Trieste ottobre-novembre 2000, e pubblicate nel relativo catalogo, curato per la parte artistica da Adriano Stok.

Carlo Wostry muore a Trieste il 10 marzo 1943, vittima di una broncopolmonite. Qualche anno più tardi la città che gli aveva dato i natali ha voluto ricordarlo dedicandogli una via nel popoloso rione di Montebello. (PG)

 Ulteriori notizie su Carlo Wostry si possono trovare in:

  •  Abrami W, Resciniti L., 2000: Carlo Wostry, Comune di Trieste, Assess. alla Cultura, Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste 2000, pp. 200 (contiene e presentazioni di Roberto Damiani, Maria Luisa de Banfield, Adriano Dugulin, Franco Firmiani)
  • Stok A., 2000: Le opere e gli autori, in Guidi N. & Guidi P. “Timavo arcano. Grotte e Arte”, catalogo della mostra 31 ott. – 26 nov. 2000, Comune di Trieste ed. Trieste 2000: 11-49
  • Zoratto S., 2000: Bibliografia, in Abrami W, Resciniti L., 2000: Carlo Wostry, Comune di Trieste, Assess. alla Cultura, Civici Musei di Storia ed Arte, Trieste 2000, pp. 189-198