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Ado STEFFE’ - 1907 – Trieste 1990

Testo di Dario Marini pubblicato su Progressione 23, giugno 1990

 E’ stato socio della Commissione Grotte dal 1924 al 1990

 Lo avevo conosciuto all’epoca degli scavi alla Caverna Pocala (1954) diretti dal genialoide Mario Jurca, ai quali presenziavano altri personaggi come Simonis, Benussi e Legnani, tutti per motivi diversi originali e dalle cui dotte conversazioni un ragazzetto di sedici anni aveva molto da imparare. Alla sera si andava qualche volta a Opicina nell’ospitale casa di Steffè, terminando la giornata con un concertino di pianoforte e fisarmonica che serviva a risollevare lo spirito depressosi nel trincerone argilloso, il quale puntualmente crollò che ne eravamo appena usciti.

Steffè aveva fatto poca attività speleologica, dapprima con un gruppetto fondato assieme al fratello Ennio e quindi all’Alpina, dove era arrivato nel 1924; l’anno seguente partì con la squadra dell’abisso Bertarelli, ma data la sua poca esperienza rimase all’esterno per coadiuvare Eugenio Boegan nella guardia al telefono e nelle questioni logistiche, vivendo quindi in diretta le drammatiche sequenze dell’alluvione e dell’azione di soccorso. In quella seria circostanza egli diede prova di una notevole maturità., svolgendo con calma e raziocinio i molteplici compiti affidatigli; non fu però mai attirato dalle grandi esplorazioni ed il suo interesse per le grotte si concentrò sui loro aspetti archeologici. Uomo concreto e preciso, aveva messo a disposizione della Società la sua esperienza professionale quale revisore dei conti, mansione svolta sin quando la salute glielo consentì. La Commissione restava tuttavia in cima alla sua considerazione e ben ricordo quale reciproco rapporto di fiducia vi era con Carlo Finocchiaro, due gentiluomini che sembravano specchiarsi in una uguale immagine di serietà e correttezza. Mi lusinga quindi il fatto che Steffè abbia avuto per me una stima eccedente i miei meriti e la notizia della sua morte mi ha veramente rattristato. Con lui scompare un altro rappresentante della generazione vissuta a cavallo delle due guerre che ha dato molti uomini di elevate qualità; ne restava ancora uno, ma ad articolo in bozza il suo nome è apparso tra gli annunci mortuari. Anche Marcello Marovelli, lo scopritore  della Grotta di San Lorenzo (1920), è partito per l’ultima esplorazione. Lo ricorderemo un’altra volta.

Bibliografia speleologica

– 1933: Il I. Congresso Speleologico Nazionale, Alpi Giulie, 34 (1): 32-35

– 1983: Proseguono le malefatte, Progressionecento, 1983: 86-91

 Nel corso della sua attività sul Carso ha rilevato molte cavità; nel Catasto storico della Commissione Grotte sono conservati i rilievi delle seguenti grotte della Venezia Giulia: 215, 867, 1610, 1804, 2028, 2237, 2254, 2256, 2265, 2398.

Un cenno su Ado Steffè si trova in:

- -, 1990: Relazione dell’attività della Commissione Grotte “E. Boegan” nell’anno 1990, Atti e Memorie CGEB, 29: 15, Trieste 1990