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Sergio MACCIO’ - Pola 1926 –Jesi 2011

Sergio Macciò è, come prima di lui Pietro Parenzan (1902-1992), un polesano che dovette abbandonare l’Istria per continuare la sua vita altrove.

Nato a Pola nel 1926, segue la famiglia che si trasferisce dapprima a Postumia e quindi a Zara ove frequenta il liceo G. D’Annunzio, che conclude nel 1943. Da qui passa a Trieste e quindi a Jesi ove giunge nel gennaio 1944; nel luglio dello stesso anno si arruola volontario nel battaglione alpini Piemonte con cui fa la campagna d’Italia finendo a combattere – aprile 1945 – sulla Linea Gotica. Congedato a fine 1945 torna a Jesi dai genitori.

Dalla sua regione d’origine, la Venezia Giulia, si porta nelle Marche l’amore per la montagna e per le grotte. Nel 1948, a soli 22 anni, assieme ad altri appassionati di montagna (fra cui il compagno d’esplorazioni Desiderio Dottori) rifonda la sezione del CAI di Jesi, già attiva dal 1906 all’inizio della seconda guerra mondiale, esplicandovi un’ampia attività speleologica e alpinistica (spedizioni in Groenlandia e sulle Ande). A Jesi è l’anima del Gruppo Grotte della sezione CAI, da lui fondato, che in breve tempo può contare su di un ben fornito magazzino. Il nuovo Gruppo già il 12 settembre 1948 organizza un’escursione al Buco del Diavolo in cui discendono dodici speleologi mentre altri nove rimangono in superficie per le manovre all’esterno.

Sono gli anni in cui esplora la Grotta del Mezzogiorno, realizza la giunzione con la Grotta della Beata Vergine di Frasassi (1953), esplora assieme ai ternani la Grotta del Monte Cucco ove viene raggiunto il Pozzo Terni (1958), scende nella Grotta delle Tassare, organizza un campo speleologico nel Parco Nazionale d’Abruzzo (1961).

Sergio Macciò, responsabile per le Marche del Corpo Soccorso Alpino, è fra i promotori della nascita del Soccorso Speleologico. Dopo un intervento alla Grotta del Chiocchio (febbraio 1965), in cui s’era infortunata una ragazza, si rende conto che i volontari del Corpo Soccorso Alpino non sono all’altezza del compito: non conoscono né l’ambiente grotta né le tecniche speleo. Tornato a Jesi inizia subito i contatti con la Direzione del Soccorso Alpino e con vari speleologi – soprattutto con il torinese Eraldo Saracco – per risolvere il problema istruendo nuovi volontari. Quando, nel marzo 1966, si tiene a Torino l’assemblea costituente del nascente Corpo di Soccorso “Eraldo Saracco” è lì a rappresentare in pratica non solo le Marche ma buona parte della speleologia dell’Italia Centrale. Il neonato Corpo di Soccorso che nasce a Torino è strutturato su cinque Gruppi (1° Piemonte, Liguria, Val d’Aosta, Lombardia e Sardegna; 2° Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige; 3° Emilia Romagna, Toscana; 4° Marche e Umbria; 5° Lazio, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia); la direzione del 4° è affidata a Macciò. Sino al 1971 il Responsabile Nazionale del Soccorso Speleologico, nel frattempo entrato a far parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, era scelto stato fra i volontari piemontesi, anche per approfittare della contiguità con il Direttore del Soccorso Alpino Bruno Toniolo che lì vi risiedeva. A Trento nel settembre di quell’anno, durante lo svolgimento del secondo Convegno Nazionale del Soccorso Speleologico, i responsabili dei sei Gruppi in cui è strutturato (nel frattempo era stato costituito il VI – Veneto e Trentino) eleggono Responsabile Nazionale Sergio Macciò; mantiene l’incarico sino al 1976, anno in cui si dimette. Durante la sua gestione del Soccorso si forma il VII Gruppo (1973, Puglia e Basilicata) seguito dall’VIII Gruppo (novembre 1974, Sardegna): in dicembre Macciò, assieme a D. Dottori e Sagnotti – Delegato del 5° Gruppo, si reca ad Alghero per tenere il primo corso ai Volontari sardi.

L’anno dopo organizza a Genga il primo corso per tecnici del Soccorso Speleologico. Attivo sul territorio nazionale, Macciò lo è pure in ambito internazionale: nel 1973 rappresenta l’Italia al VI Congresso Internazionale di Speleologia che si tiene a Olomouc, nell’aprile di due anni dopo è a Salisburgo ove illustra, al Congresso Internazionale del Soccorso Speleologico, la realtà italiana del settore.

Cessato l’incarico di responsabilità con il Soccorso Speleologico sarà ancora presente nella struttura, sia come semplice volontario nel IV Gruppo, sia nella Direzione Centrale del CNSAS dapprima come Consigliere (1989-1995) e quindi come Vicepresidente nazionale (1995-1997).

Guida Alpina, donatore di sangue dell’AVIS (1967: medaglia d’oro; 1972: distintivo d’oro; 1979: croce d’oro), nella sua regione, oltre ai vari ruoli ricoperti nel Soccorso e nell’Associazioni Nazionale Alpini, cura sino agli anni ’90 la gestione del Catasto Grotte delle Marche.

Eletto Consigliere della Società Speleologica Italiana (Assemblea di Bologna, aprile 1970), con 101 voti su 125 votanti, nella seduta del Direttivo del 27 giugno viene chiamato a ricoprire il ruolo di Segretario della Società, occupando il posto lasciato libero da Walter Maucci; sarà riconfermato più volte, mantenendo l’incarico sino al 1987. Ma la sua presenza nel Direttivo della S.S.I. non si limita al lavoro di segreteria in quanto gli vengono affidati, di volta in volta, degli incarichi specifici quali la cura dei rapporti con il C.A.I. per i corsi di speleologia (1970) e la presenza nel comitato di Redazione del Notiziario (1971).

Per il contributo dato alla speleologia e per l’opera prestata alla S.S.I. viene nominato “Socio onorario” della stessa. In virtù della sua capacità organizzativa è pure chiamato a far parte, in qualità di Segretario, della Commissione Scientifica della Grotta Grande del Vento di Frasassi, ruolo che ricopre dal 1975 al 1993.

Membro del comitato cittadino per la difesa delle istituzioni democratiche, è stato apprezzato, da quanti lo hanno conosciuto, per il suo equilibrio e per la dirittura morale. Parlando del suo arruolamento nell’Esercito Italiano del Sud e del contemporaneo arruolamento dei suoi amici e compagni di liceo nelle forze della Repubblica Sociale Italiana era uso dire: “… io e qualche altro decidemmo di collaborare con il risorto esercito italiano. Ambedue le decisioni, dettate da certissima fede nei propri ideali, sono da noi tutti da rispettare. Seguimmo il nostro istinto di servire innanzitutto la nostra bandiera, il tricolore … Noi, sia della Repubblica Sociale, che dell’Esercito del Sud, riteniamo fermamente che ambedue le parti furono ‘giuste’ perché scelte con purezza d’intenti”.

Ottantacinquenne muore, dopo lunga malattia, a Jesi il 28 luglio 2011. (PG)

Spunti di bibliografia speleologica

1961 (con D. Dottori): Campo speleologico al Parco Nazionale d’Abruzzo, L’Appennino, a. 9 (6): 153-154

1967 (con D. Dottori): Note illustrative su alcune cavità della zona del Monte Nerone in comuni di Piobbico e Apecchio (Pesaro), Gruppo Spel. Jesi, 1967: 1-14

1971: Circolare ai Soci, Notiziario della Società Spel. Italiana, 1971/3: 1, Bologna mag.-ago. 1971

1971: [La Segreteria dellS.S.I.]: Gruppi Grotte – Attività 1971, Notiziario della Società Spel. Italiana, 1971/4/5: 1, Bologna set.-dic. 1971

1972 (con R. Giannotti): 23 Maggio 1971 – Firenze. Verbale dell’Assemblea Generale Ordinaria, Atti della Società Speleologia Italiana 1970-1971: 24-30, Bologna 1972

1972: Circolare ai Soci, Notiziario della Società Spel. Italiana, 1972/1: 2, Bologna gen.-feb. 1972

1972: (con R. Giannotti) L’Assemblea di Firenze, Notiziario della Società Spel. Italiana, 1972/2: 2-4, Bologna mar.-apr. 1972

1972: [Presentazione], Bollettino del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Delegazione Speleologica, 1 (1971): 8, Trieste 1972

1972: (con D. Dottori): Esercitazione Nazionale di Soccorso Speleologico “Tassare ‘71”, Bollettino del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Delegazione Speleologica, 1 (1971): 26-31, Trieste 1972

1973 (con R. Giannotti): 16 aprile 1972 Assemblea Ordinaria Annuale, Atti della Società Speleologia Italiana 1972: 12-23, Bologna 1973

1973: Esce quest’anno il secondo numero…, Bollettino del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Delegazione Speleologica, 2 (1972): 3, Trieste 1973

1973: The Italian Cave Rescue organisation, Abstracts of Papers 6° Int. Congr. Spel., Olomouc 1973

1974: [Relazione introduttiva], Atti del 3° Convegno Nazionale della Delegazione Speleologica, Cuneo, 1-4 novembre 1973, Cuneo 1974: 16-20

1974: [Relazione conclusiva], Atti del 3° Convegno Nazionale della Delegazione Speleologica, Cuneo, 1-4 novembre 1973, Cuneo 1974: 118

1975: Relazione di massima dell’attività 1974, Bollettino del Corpo Nazionale Soccorso Alpino, Delegazione Speleologica, 4 (1974): 19-20, Trieste 1975

1976: Frasassi story, B. Boggero, Torino 1976: 1-57

1977 (con Castellani L., Cigna A.): L’organizzazione del Soccorso speleologico in Italia, VI Congr. Int. di Spel., Olomouc 1973, vol. 8: 123-127, Praha 1977

1993(con Bertolani M., Cigna A., Morbidelli L.): The Karst system Grotta Grande del Vento – Grotta del Fiume and the conservation of its environment, ENEA, Roma 1993: 1-11

 Ulteriori notizie su Sergio Macciò si possono trovare in:

- - , 1979: Una esplorazione al Buco del Diavolo nel 1948, IPO, Bollettino del Gruppo Speleologico CAI Jesi, a. 1, n. 1, Jesi ott. 1979

Cigna A .A., 2011: Sergio Macciò 1926-2011, Speleologia 65, a. XXXII: 95, Bologna dic. 2011

www.alpinicrognaleto.it

http://www.cnsas.sardegna.it

www.comune.jesi.an.it

http://www.sasu.it/la-storia

http://www.soccorsospeleo.it

http://www.speleojesi.blogspot.it/2011/08