Dati Catastali

In questa sezione della biblioteca virtuale vengono pubblicate delle monografie sui dati catastali delle grotte che un tempo venivano pubblicati non essendo ancora sviluppato il sistema della rete INTERNET. Per visualizzare i testi contenuti visita e scorri la pagina.

Catasto delle grotte Italiane (1930)

PREFAZIONE
Con il presente fascicolo, che l’Istituto Italiano di Speleologia dedica alI’XI Congresso Geografico nazionale, si apre una serie di pubblicazioni destinate a raccogliere i dati statistici relativi al patrimonio speleologico del nostro Paese. Nel fondare I’ Istituto, il Consiglio di Amministrazione delI’Azienda autonoma di Stato delle RR. Grotte Demaniali di Postumia, seguendo l’iniziativa provvida e lungimirante del suo presidente sen. Luigi Spezzotti, ebbe in animo di «promuovere e coordinare I’esplorazione sistematica dello grotte italiane e di dare in pari tempo valido impulso agli studi di Speleologia in tutti i vari campi di questa scienza. L’istituto, che ha vita soltanto dal 10 gennaio 1929, si è accinto alacramente al lavoro. Ricerche speciali si sono iniziate e si verranno a grado a grado sviluppando, con intendimenti e metodi rigorosamente  scientifici. Ma, parallele a codeste indagini riservate per natura loro in un limitato numero di studiosi specialisti, l’Istituto ha incoraggiato e incoraggia con la parola, I’esempio e l’aiuto, le esplorazioni speleologiche regionali, chiamandovi tutti i volonterosi che si sentono attratti dal fascino dei misteri sotterranei, dal desiderio della scoperta, dall’ambizione nobilissima di penetrare in recessi dove piede umano non s’era ancora posato. Il movimento si estende. E la bene organizzata e bene seguita disciplina a cui di buon grado si sottopongono i «Gruppi Grotte» che prima esistevano e quelli che si vengono man mano costituendo, permette di formare alacramente la base statistica necessaria per ulteriori ricerche.
Prende corpo in tal modo, gradatamente, ciò che abbiamo chiamato Catasto delle Grotte italiane. Se fin dall’inizio del secondo anno di vita I’Istituto può presentare questo primo fascicolo del Catasto, lo si deve sopra tutto alla magnifica attività dei Gruppi Grotte di Trieste e di Fiume; vale a dire, della celebre «Commissione Grotte della Società Alpina delle Giulie e di quella del Club Alpino Fiumiano, già da molti anni focolari intensi di italianità coraggiosa, e ora saldamente inquadrate nel rinnovato organismo del Club Alpino Italiano formandone proprie Sezioni. Ad esse si aggiunse dopo la redenzione l’attività, notevole anche nel campo speleologico, dell’ Associazione XXX Ottobre di Trieste. Il capo autorevole dei benemeriti esploratori giuliani, Eugenio Boegan, nome caro a tutti gli speleologi nostri, è fra i dirigenti dell’istituto Italiano di Speleologia; e il suo metodo di catasto, esteso col presente catalogo a quasi 2800 grotte della Venezia Giulia, è stato integralmente adottato dall’Istituto medesimo. Tale metodo ha i principali vantaggi  di riunire in un semplicissimo schema le informazioni essenziali, di presentare concisamente
i dati bastevoli a identificare e localizzare ogni cavità sotterranea, di permettere col numero d’ordine progressivo il richiamo di tutte le più ampie notizie che I’Istituto viene man mano raccogliendo intorno a ciascuna grotta, e che tiene a libera disposizione degli studiosi. Noi confidiamo che l’esempio magnifico della Venezia Giulia valga a stimolare una nobile gara fra tutte le regioni italiane.
Il Preside dell’ Istituto Italiano di Speleologia
MICHELE GORTANI

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Grotte e caverne nei pressi di Trieste anno 1931

La cavità si apre nei pressi di una bella do­lina poco a Nord della strada Opicina-Sesana, all’altezza dell’n0 chilometro da Trieste. At­traverso un pozzo molto angusto, profondo do­dici metri, si raggiunge una camera abbastanza vasta, e con la quale termina la fovea. Il fon­do è coperto di sfasciume roccioso. L’apertura, già ingombra di massi rocciosi, fu riconosciuta e disostruita da A. Perco nel settembre del 1896, quando’ venne eseguita l’esplorazione della cavità sottostante.

Estratto dal fascicolo le grotte d’Italia anno 1933

Alcune grotte del Catasto Regionale del 1968

Dal primo elenco catastale del Taucer nel 1893 alle «Due­mila Grotte» del Bertarelli-Boegan nel 1925 fino agli attuali aggiornamenti del Marini, la linea ideale è continua ed il la­voro fatto è la pietra su cui si appoggia un’altra pietra; dalle minuziose ricerche idrologiche nella Grotta di Trebiciano alle precise misurazioni meteorologiche nella Grotta Sperimentale «C. Doria», l’esigenza morale della esattezza scientifica non ha subito mutamenti; la rappresentazione grafica delle grotte del Doria, del Beram, del Marini è sostanzialmente uguale; dal­l’antica grotta turistica di Corniate rimessa in efficienza, alla valorizzazione delle Grotte del Timavo a San Canziano, fino al­la recente ripresa della Grotta Gigante, non c’è soluzione di continuità nel richiamare l’attenzione sul turismo sotterraneo.

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Memorie di speleologia Emiliana – Grotte di Romagna

 INTRODUZIONE
Si inaugura con questa monografia la collana “Memorie di Speleologia Emiliana”, i cui prossimi numeri so­no destinati alla pubblicazione del Catasto delle grotte dei Gessi roma­gnoli, suddivise per settori dal Marze-no al Sillaro secondo una prassi or­mai consolidata nella letteratura geo­speleologica.
Da tempo si sentiva l’esigenza di dare alle stampe un lavoro organi­co, completo ed aggiornato, in quan­to le ricerche svolte e le profonde revi­sioni effettuate in quest’ultimo decen­nio hanno resi in gran parte inattua­li e superati i dati editi nelle prece­denti pubblicazioni.
                                                                                 Luciano Bentini GSF – FSRER

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Campagna speleologica della CGEB in Puglia

Alla fine del 1956 ed ai primi del 1957 la Commissione grotte E.Boegan eseguì una campagna di esplorazioni speleologiche nella Puglia. La prima settimana di ricerche fu dedicata alla zona di Castellana-Altamura e la Commissione Grotte potè contare sul prezioso appoggio del Prof. Franco Anelli che mise a disposizione dei fondi da lui ottenuti da Enti Locali per ricerche speleologiche da compiere in quella zona.

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Il fenomeno carsico nel Comune di Cassano allo Jonio

 Vengono descritti i risultati delle campagne speleologiche effettuate dalla Commissione Grotte Eugenio Boegan – Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del C.A.I. – nel Comune di Cassano allo Jonio (Cosenza) negli anni 1977-1979.

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Terza campagna esplorativa in Alburno

Fin dai tempi più lontani la Commissione Grotte volle estendere la, sua attività dal Carso Triestino ad altre, anche lontane, zone d’interesse speleologico, e ciò per due motivi: si ritenne doveroso contribuire alla conoscenza anche delle aree carsiche non comprese nella nostra regione e perchè solo confrontando fra loro cavità formatesi in orizzonti calcarei diversi, i in climi diversi, con una evoluzione geologica diversa, facendo insomma della speleologia comparata, si possono ottenere dati utili per rendere più chiari lo studio e l’interpretazione della genesi e dello sviluppo delle cavità carsiche.

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Settima campagna esplorativa in Alburno

 La Commissione Grotte «Eugenio Boegan» della Società Alpina delle Giulie, sezione di Trieste del C.A.I., ha effettuato dal 15 al 30 giugno 1968 una campagna di ricerche sull’altipiano dell’Albumo (Salerno). E’ stata la settima volta, in questi ultimi anni, che la Commissione Grotte è ritornata su questo massiccio calcareo a ricerca di nuove cavità da esplorare. Meta della spedizione 1968 era il completamento dell’esplorazione e del rilievo dell’Inghiottitoio dei Piani di Santa Maria, l’esplorazione di alcune cavità minori non visitate negli anni precedenti per mancanza di tempo e lo studio di alcune forme di carsismo superficiale

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Ottava campagna speleologica in Alburno

Nel presente lavoro, dopo brevi note sulle ricerche effettuate, sono riportati i dati catastali delle cavità esplorate nel corso di una campagna speleologica condotta sul Monte Alburno dalla Commissione Grotte E. Boegan della Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del C.A.I. Per risolvere alcuni problemi speleologici rimasti ancora insoluti sul massiccio calcareo dell’Alburno (Salerno), la  Commissione Grotte E. Boegan ha organizzato nel 1969 una campagna esplorativa – I’ottava in questi ultimi anni – durata quindici giorni (28 giugno – 13 luglio) a cui hanno partecipato dodici speleologi.

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Cavità minori del monte BERNADIA

Nella presente nota vengono brevemente descritte sette cavità esplorate e rilevate nel corso di alcune uscite di ricerca sul massiccio carsico del M. Bernadia e nella sottostante Val Cornappo.

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AGGIORNAMENTO DEL CATASTO FRIULI NELLA ZONA DEL MONTE CANIN (Alpi Giulie)

Da diversi anni la Commissione Grotte «Eugenio Goegann – Società Alpina delle Giulie, sez. di Trieste del C.A.I. – organizza, accanto alle impegnative spedizioni nei più profondi abissi del Monte Canin, une serie di campagne dedicate alla ricerca, esplorazione e rilevamento anche delle cavità minori dell’altipiano. Questo lavoro, generalmente condotto dai soci più giovani, ha portato a buoni risultati: solo nel periodo 1969-1971 sono state infatti localizzate e rilevate – con quattro campagne estive – un centinaio di nuove cavità, che aggiunte a quelle esplorate in precedenza dalla stessa Commissione Grotte e da altri Gruppi Speleologici della Regione (Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre e Gruppo Grotte «Carlo Debeliak* di Trieste, Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano di Udine e Gruppo Speleo «Luigi Vittorio Bertarelli di Gorizia) portano ad oltre 230 il numero delle grotte minori dell’altipiano inserite nel Catasto Friuli. Duecentotrenta cavità che aggiunte alle grotte di maggior rilievo – esplorate tutte nell’ultimo decennio – che portano oggi i nomi di Michele Gortani, Cesare Prez, Eugenio Boegan, Enrico Davanzo, Paolo Picciola e Mario Novelli, possono fornire una prima indicazione sulio sviluppo del fenomeno ipogeo nella zona.

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SULLA NECESSITA’ DI RIORGANIZZARE IL CATASTO DELLE GROTTE ITALIANE

Il Catasto delle grotte è uno dei problemi speleologici italiani che maggiormente interessano i Gruppi Grotte, in quanto costituisce la sintesi della loro attività di ricerca, di esplorazione e di studio- delle cavità naturali sotterranee. Con grande rincrescimento dobbiamo riconoscere che, in alcuni settori, il servizio catastale non ha funzionato perfettamente. Nell’Assemblea della S.S.I. del 1963 ed in quella del 1965, illustri speleologi, segnalando alcuni inconvenienti e deficienze (denominazione delle grotte, assegnazione dei numeri catastali, comportamento dei Gruppi Grotte operanti fuori zona, disaccordo esistente fra i G.G. in alcune regioni, mancato invio della scheda catastale alla S.S.I., difficoltà che s’incontrano nella compilazione della scheda catastale ed altro), suggerirono la maniera di rimediarvi, ma poco si fece e se ci furono degli interventi, essi non ebbero l’effetto desiderato.

Estratto da Speleologia Emiliana pdf