Carlo ROSSETTI

Carlo ROSSETTI – Trieste 27.4.1949 – 7.2.2019

Ai primi di febbraio, dopo una lunga malattia, a neanche 70 anni, si è spento Carlo Rossetti, molto conosciuto nell’ambiente speleologico triestino, regionale e nazionale.

Ha cominciato da giovanissimo la sua attività con il REST, per costituire poi, nei primi anni settanta dello scorso secolo, un proprio gruppo speleologico, il Corpo Speleologico Carsico. Dopo alcuni anni, allo scioglimento del CSC, è passato al Gruppo Grotte della XXX Ottobre, dove si è dedicato principalmente alla speleologia subacquea, a quei tempi attività ancora pionieristica, esplorando varie risorgive in regione. Da qui, nel 1987 è passato alla Commissione Grotte “E. Boegan” della Società Alpina delle Giulie, sodalizio in cui è rimasto sino al 1997, anno in cui ha cessato la sua attività. Fra le sue esplorazioni speleosub da ricordare quella effettuata con Federico Savoia al Gorgazzo.

Alla fine degli anni settanta è entrato a far parte della neocostituita squadra speleosubacquea della II Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, allora all’avanguardia in Italia, partecipando a diversi interventi di soccorso. Tra questi, nel giugno 1981, quello alla grotta della Taramburla (Caprauna, Cuneo) conclusosi con il salvataggio di tre speleologi rimasti bloccati da una piena improvvisa, ed a seguito del quale, assieme ad altri quattro soccorritori, è stato decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Civile. Nel gennaio 1986 ha partecipato all’intervento alla Tana che Urla (Fornovolasco, Lucca) con il salvataggio di 21 persone rimaste bloccate all’interno della grotta, anche in questo caso per una piena improvvisa. Dopo la metà degli anni ’80 aveva lasciato l’attività speleologica, restando però per lungo tempo ancora nella squadra speleosubacquea del Soccorso Speleologico, partecipando ad altri interventi in grotte sommerse.

Franco Besenghi

IN MEMORIA DI CARLO ROSSETTI

Nel mese di febbraio di quest’anno ci ha lasciato Carlo Rossetti, speleologo e amico da una vita, socio della Commissione Grotte e personaggio conosciuto e benvoluto nel nostro ambiente per la sua simpatia. La ma­lattia lo aveva costretto a interrompere la sua partecipazione alle attività già da qualche tempo. Poi, il “male del secolo” ha fatto il suo corso portandolo via nel giro di un mese circa. È stato salutato dai rappresentanti di buona parte dei gruppi regionali. Nel nostro variegato mondo speleologi­co in molti entrano, altri transitano, per un tempo misurabile in base alla passione, alla disponibilità, agli impegni lavorativi e fami-gliari. Ognuno lascia un’impronta di sé più o meno marcata, nei ricordi e nei documenti. Il personaggio di Carlo Rossetti ha rappresen­tato sotto molti aspetti quello che era lo spi­rito delle persone che hanno praticato que­sta attività dagli anni ’60. Mi esprimo al pas­sato perché i tempi sono cambiati e i giovani sono oggi figli di un modo diverso di essere e di comunicare. La nostra visione dell’attivi­tà all’epoca era un misto di spirito d’avven­tura, fascino della scoperta e soprattutto vo­glia di stare insieme. Carlo era per sua indole un comunicatore e ha incarnato più che mai questo spirito di gruppo. I momenti di alle­gria passati assieme tra feste, ricorrenze e raduni, rimarranno nel ricordo di molti di noi.

Altre esperienze che abbiamo condiviso, dai risvolti talvolta drammatici, ci hanno regala­to emozioni intense; come un’esplorazione speleosubacquea risalente a trent’anni fa in cui ho dovuto comunicare a lui la fine di un nostro amico avvenuta pochi minuti prima, o come quando trentatré anni or sono, nella grotta chiamata “Tana che urla” nei pressi di Lucca, abbiamo contribuito al salvataggio di ventidue persone intrappolate dalla piena. In ricordo di quell’avvenimento, quest’anno si é deciso di ricongiungere soccorsi e soccorri­tori. Purtroppo Carlo non ha fatto in tempo. Posso dire che i momenti in cui l’adre­nalina sale, una volta superati, costituiscono un collante potente nei rapporti tra le perso­ne, sia al di fuori, che nell’ambito dell’attività sportiva. Proprio questo alto livello d’intesa, raggiunto grazie alle numerose esperienze condivise, porta ad un profondo stato di em­patia, in certi casi fondamentale per mettersi fuori pericolo nelle situazioni più critiche. Un saluto all’amico che se n’é andato da parte della Commissione e da tutti quelli che l’hanno conosciuto. Ciao Carlo!

Luciano Russo

(testo pubblicato su Sopra e sotto il Carso, marzo 2019 e Progressione n. 65)

E’ stato socio della Commissione Grotte dal 1987 al 1997

Altre notizie su Carlo Rossetti si trovano in:

Apolloni M., 1986: Relazione su: Intervento della Sezione Speleologica del CNSA per la localizzazione ed il recupero del corpo dello speleo sub Paolo Trentinaglia deceduto il giorno 15 gennaio 1984 durante l’esplorazione della “Grotta dell’Elefante Bianco” situata in località Ponte Subiolo, comune di Valstagna, provincia di Vicenza, Boll. del CNSA – Sez. Speleologica, Relazione Annuale 1984-1985: 27-34

Degrassi L., 2019: Il mondo delle grotte piange Carlo Rossetti l’uomo dei salvataggi “impossibili”, Il Piccolo, Trieste 9 febbraio 2019

Postogna L., 1986: Commissione Speleosubacquea, Boll. del CNSA – Sez. Speleologica, Relazione Annuale 1984-1985: 42-49

Russo L., 2019: Ricordando Carlo Rossetti, Cronache ipogee2/2019: 1

Semeraro R., 2019: Addio a Carlo Rossetti, Sopra e sotto il Carso, 8 (2): 65-66, Gorizia marzo 2019; pure su Cronache ipogee 2/2019: 2

Scritti speleo di Carlo Rossetti:

1988: Report of the Maurizio Martini body recovery from the Gorgazzo spring, Mag. Of the VII Int. Campo of Cave Diving, Gorizia ago 1987, Gorizia 1988: 48-53

1989: Rapporto sull’intervento di recupero della salma di Maurizio Martini alla risorgenza del Gorgazzo (Polcenigo – PN) 12-19 luglio 1987, Boll. Sez. Spel. del CNSA, 14: 44-49, Trieste 1989

1989: Relazione attività Commissione Speleosubacquea 1988, Boll. Sez. Spel. del CNSA, 14: 57, Trieste 1989

1989: Analisi di un incidente in sifone, Atti del VII Congr. Int. Del Soccorso Speleologico, Cividale del Friuli & Trieste, ago.-set. 1987, Trieste 1989: 117-118