Superata la frana in Shpella e Kole Geges

Il paesaggio nel territorio di Palce (foto L. Torelli)

Pubblicato sul n. 64 di PROGRESSIONE

Verso la fine di ottobre 2017 si è svolta una mini spedizione in Albania, area Nikaj- Merturi. Lo scopo principale era verificare la possibilità di superare la frana finale in Shpella e Kole Geges. Il cattivo tempo, anche se in parte previsto, ha condizionato con forti piogge e freddo lo svolgimento delle operazioni; nonostante ciò, le esplorazioni sono proseguite. La cavità è situata nei pressi del monte “Suka e Mazit”, e da quota 510 m slm si affaccia sul lago Koman; questa grotta, molto bella e particolare le cui esplorazioni sono iniziate le lo scorso anno, si sviluppa nel contatto tra i calcari e rocce metamorfiche ed attualmente è in fase di studio per la presenza di particolari speleotemi e formazioni minerali. Sono state verificate le prosecuzioni secondarie della galleria principale ed aggiornata la documentazione fotografica. Nel precedente numero di Progressione scrivevamo che “ l’esplorazione si è fermata nei pressi di materiale franato, che da una prima analisi risulta superabile”. Infatti questo punto sul fondo è stato abbastanza agevolmente by-passato e la grotta continua con buone dimensioni e notevole corrente d’aria. Attualmente lo sviluppo della cavità, che si interna nella montagna in direzione nord-est, supera il chilometro, per 230 metri di profondità. Parallelamente sono state fatte le opportune campionature sulle particolari formazioni incontrate nella parte finale della cavità. Dalle prime analisi si può dedurre che la patina gialla che riveste le rocce scistose sia un prodotto di profondo weathering sul quale si è formata una nuova struttura cristallina. Indagini diffrattometriche e sezioni sottili consentiranno di comprendere meglio il fenomeno, peraltro raro.

Panoramica erosioni anastomizzate nella parte iniziale di Shpella e Kole Geges (foto L. Torelli)

 

Dopo la prima punta, ed il perdurare del tempo inclemente, visto lo stato dei nostri indumenti speleo e la particolare “location” abbiamo  velocemente deciso di spostarci, come da programma e impegni con Ndoc Mulaj, verso sud.

Arrivati all’appuntamento con Paulin, la nostra guida e “barcaiolo”, abbiamo compiuto attività di prospezione   presso il lago Koman, è stata percorsa parte dell’area del fiume Shales, immissario da nord-ovest del lago. Dal nostro alloggiamento presso la baita di Paulin sul lago in Blini Park, circondati da un magnifico e selvaggio paesaggio, è stato risalito il forte pendio lungo la valle che si dirige ad ovest in direzione Theth, quindi ridiscesi nel bosco è stato esplorato un pozzo, particolarmente pericoloso per la presenza di massi instabili a cui è legataun leggenda secondo cui vi sono custodite le spoglie del principe Lekë Dugagjini. Questi nel XV secolo combatté agli ordini di Scanderbeg contro gli Ottomani, dopo la morte di Scanderbeg, Dukagjini continuò la lotta contro gli Ottomani  divenendo il capo della resistenza albanese contro l’invasione, fino alla sua morte avvenuta nel 1481.

Tratto di galleria piana in Shpella e Kole Geges, parte mediana (foto L. Torelli)
Galleria nella parte finale di Shpella e Kole Geges (foto L. Torelli)

Nonostante i pochi giorni a disposizione e la pioggia i risultati alla minispedizione non sono mancati, soprattutto alla Shpella e Kole Geges, grotta che, ad una più attenta osservazione, considerata anche la sua particolare morfologia, potrebbe celare risultati considerevoli.

Ringraziamo per la cortesia, ed il loro contributo ospitale sul territorio di Palce: Afrim Giergji e tutta la sua famiglia, Ardan Ruci, Ndue Gjergji e Ndrek Gega. Per la zona di Blini: i Gurit te Lekes sul fiume Shales, e per la loro squisita ed allegra ospitalità:  Paulin Qeta, suo fratello  Petrit ed il cugino “Ben”.

Hanno partecipato: l’inseparabile amico e socio onorario Ndoc Mulaj, Massimo Baxa, Lucio Comello, Lorenzo Marini,  Aldo Fedel, Louis Torelli  ( C.G.E.B. – S.A.G.) e Francesco Acquisto ( C.A.I Fiume) Louis Torelli

Con la barca si risale il fiume Shales (foto L. Torelli)

 

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