Nuove misure sulla dissoluzione carsica

Pubblicato sul n. 64 di PROGRESSIONE

– Foto 1 – misurazione con micrometro a lettura centesimale sul campione di calcare per lo studio della dissoluzione sottocutanea prima di venire sotterrato.

Continuano le misure sulla dissoluzione carsica alla stazione fissa della Grotta Gigante sul Carso Triestino e tutt’ora continuano a fornire una importante serie di dati utilizzabili per una migliore comprensione sull’evoluzione delle morfologie carsiche.

Recentemente alcuni campioni di roccia molto deteriorati (calcari dell’Isola di Malta e gessi del Bolognese) sono stati sostituiti da altri due campioni, uno di marmo proveniente dalla cava nella quale è stata estratta la pietra che ha permesso la costruzione del Partenone ad Atene. Si tratta di un marmo di colore bianco/grigio molto compatto. Il secondo campione invece è un blocco di “travertino” di colore bianco/ocra, molto compatto, proveniente da una cava sita presso Tivoli, cava questa già utilizzata al tempo dell’Impero Romano per la costruzione di edifici e monumenti nella Roma Imperiale. Così si potrà paragonare, come anche questi nuovi campioni di rocce carbonatiche reagiranno alla dissoluzione prodotta dalla pioggia e da altre cause legate all’atmosfera.

Un’altra domanda che ci siamo posti più volte, è quella di sapere con che velocità avviene la dissoluzione sottocutanea delle rocce calcaree. Già Fa. Forti analizzò il problema pubblicando un lavoro su Atti e Memorie della C.G.E.B. n° 19 (1979) pagg. 73–77: Dissoluzione sottocutanea accelerata nelle doline del Carso Triestino.

– Foto 2 – i campioni di calcare posizionati nella fossa prima di venire sotterrati.

In alcune zone degli altopiani calcarei sono presenti delle notevoli coperture di terreni sciolti, costituiti in prevalenza dalle cosi dette “terre rosse”, limo/argilloso di colore marrone /rossiccio di provenienza prevalentemente eluvio/colluviale e da “humus”, costituito da limo di colore bruno scuro/nerastro, proveniente dalla disgregazione di materia vegetale (foglie, erba, rami ecc.) molto ricco di sali minerali e con una alta acidità. Osservando alcuni scavi dove la roccia calcarea si presentava fortemente ricoperta, tutta la massa rocciosa a contatto con il terreno sciolto, appariva con un forte arrotondamento superficiale, ma senza mai presentare le tipiche forme carsiche che si rinvengono sul calcare lungo la superficie esterna, a diretto contatto con le acque meteoriche, quali scannellature, solchi, vaschette di dissoluzione, ecc. Pertanto, per poter quantificare quale fosse la velocità di dissoluzione sottocutanea, abbiamo preso un blocco di roccia nella zona adiacente alla Grotta Gigante, calcare micritico, compatto, di colore grigio/chiaro (Cretacico Superiore – Turoniano), sul quale sono stati installati i soliti 3 chiodi per poter posizionare il micrometro e quindi misurare con una precisione centesimale l’abbassamento della superficie. Dopo aver effettuato la misura di base, abbiamo scavato una fossa della profondità di 30 cm nella quale è stato posizionato il campione di calcare e quindi ricoperto da una coltre di “terra rossa”. Alla fine del 2018 il campione verrà dissotterrato e così si potrà analizzare cosa sarà successo.

– Foto 3 – campione di “Travertino” attrezzato con i chiodi per eseguire la misura periodica della dissoluzione.

Per poter avere degli ulteriori dati sulla dissoluzione sottocutanea, sono stati sotterrati anche 3 ciottoli di calcare,che erano stati preventivamente pesati con una bilancia di precisione centesimale, così si potrà vedere, sempre fa un anno, la perdita di volume dei tre campioni.

Tutti i dati ottenuti dalle periodiche letture (mediamente ogni 6 mesi), vengono regolarmente consegnati a Stefano Furlani, ricercatore del dipartimento di matematica e geoscienze dell’Università di Trieste, che cura sia la lettura periodica nella altre stazioni sparpagliate nella nostra Regione ed all’estero, che l’elaborazione ed archiviazione dei dati. Ci piace anche ricordare che la stazione di misura della dissoluzione dei carbonati alla Grotta Gigante è la più antica esistente al mondo essendo operativa dal dicembre del 1979.

Fabio & Fulvio Forti

Foto 4 – campione di marmo del Partenone ad Atene

 

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