Casermette fine dei giochi

Casermette fine dei giochi

Pubblicato sul n. 64 di PROGRESSIONE

Con due uscite, nell’estate 2016 è stato completato il disarmo dell’abisso delle Casermette (2855 Fr), abisso che si apre presso la vecchia casermetta degli alpini alla base della parete Sud del monte Poviz, ad una quota di 1760 m. Le esplorazioni le avevamo concluse da diverso tempo (2005/’06) e la grotta per un lungo periodo è stata “dimenticata” armata, fino alla profondità di -90 m dove c’era ancora da vedere un vecchio fondo a -120, un punto interrogativo sul rilievo alla partenza di una fessura. Questo limite ci ha fatto sognare e allo stesso tempo desistere dal ritornare a concludere le esplorazioni sia per la morfologia della grotta (stretta, fredda ed estremamente invasa da una violenta circolazione d’aria), sia perché impegnati in esplorazioni più interessanti, in altre zone. La storia delle esplorazioni è consultabile attraverso vari numeri di Progressione.

(foto G. Cergol)

Nell’ anno 2013 ci siamo decisi e siamo ritornati ad effettuare diverse uscite che si sono svolte anche durante l’anno seguente sempre in stagione invernale. Per arrivare al fondo a -120 m, abbiamo attrezzato gli ultimi due pozzi che ci hanno portato davanti alla fessura dove si erano fermati i nostri predecessori del gruppo Debeljak nel 1967. Più che di fessura si tratta di un vero e proprio meandro, estremamente ventoso, alto mediamente due metri e mezzo e “largo” forse trenta centimetri. Con varie peripezie, stando a metà altezza, cercando di non incastrarsi troppo abbiamo percorso quindici metri di meandro per poi arrivare a un passaggio critico; un saltino in cui bisogna lasciarsi scivolare verso il basso per due metri, arrivando in un piccolo slargo del meandro che poi nuovamente si restringe bloccando la progressione.

Vinto e superato questo restringimento, per fortuna lungo soltanto sette metri, ecco la partenza di un pozzo, le prime stime ci facevano ben sperare (batteva 8-10 secondi…), ma una volta sceso, delusione massima!! Sessanta metri e stop! Probabilmente la morfologia creava strani echi e rimbombi che portavano ad ingigantire la realtà. La sua struttura è una frattura ortogonale al meandro di accesso, lunga dieci metri e larga, (nella parte centrale del pozzo), quattro metri. Alla sua base (cinque metri per due metri) soltanto grosse pietre e un piccolo ringiovanimento che lascia intravedere un piccolissimo meandro con molto stillicidio. Può essere che, liberando il fondo dalle pietre, si riesca a passare ulteriormente ma la forte corrente d’aria che soffia nelle strettoie superiori (parte di quella che esce all’ingresso) non c’è più. Probabilmente la prosecuzione si trova oltre ad una piccola soglia a metà del pozzo ma è impossibile per noi pensare di aprire un “cantiere di lavoro” per poter vedere oltre.

Largo a chi ha voglia di iniziare! Dopotutto si è a meno duecento!!

A questo punto, sembra quasi per magia o per “sfortuna” che la grotta vada a chiudere, noi la interpretiamo come un “finalmente”!! Chiuso il capitolo che ci ha portato alla fine di un libro durato per più di sedici anni; da quella prima volta con Lapsus, (Walter Boschin), nel 2000 abbiamo organizzato il nostro primo campo autonomamente in Palacelar, quell’altipiano “anonimo” e poco frequentato, che ci fa sognare un sistema come quello del Col delle Erbe. Oggi nel nostro gruppo è Cavia il socio di maggioranza di questo fazzoletto di calcare che ci sta a cuore e dove pian piano sta crescendo la superficie del vuoto. Ci stiamo impegnando, io assieme a vari amici, a porre le basi per creare una topografia ipogea di tutta l’area, dal rifugio Gilberti a sella Robon, sovrapposta alla CTR regionale in modo da visualizzare il grande complesso che si sta formando. Ma questa è un’ altra storia. Ci riusciremo?? Largo a chi ci crederà e darà il suo contributo!!

L’abisso è stato disarmato completamente, sono rimasti in loco soltanto i chiodi da roccia utilizzati per gli ancoraggi, a ricordo delle esplorazioni. All’ingresso, per nostalgia è rimasto il cordino giallo del “garda” di partenza che è là dal 2001.

…alla prossima, Casermette… chissà!!

Gianni Cergol

Partecipanti: Cristina Michieli, Gianni Cergol, Marco Sticotti, Alessio Busletta CGEB Laura Giust GSP

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