Congressi e Scienza

 

I Congresso speleologico Nazionale, 10-14 giugno 1933

Per festeggiare il suo cinquantesimo annuale, la valorosa « Alpina delle Giulie », oggi Sezione di Trieste del C.A.I., fucina di patrioti, di martiri e di eroi, organizzò nell’anno XI un Congresso Speleologico, adunando, nelle pro­fondità del Timavo, quanti in Italia sentono il fascino di una passione che è, insieme, arte, scienza, prova di muscoli e di cuore. La solenne e semplice inaugurazione nell’aula del Consiglio Municipale di Trieste, calda di italico ardore anche nelle ore più dure della dominazione straniera; l’augusta presenza del Duca d’Aosta, Principe e alpinista eccelso; le parole commosse del primo cittadino di Trieste; la visione vicina del mare e del monte, carichi di storia e rossi di sangue: tutto contribuiva a mettere uno strano fremito nell’anima. Poi, le interessantissime sale della Mostra, coi loro cimeli preziosi, con gra­fici e plastici di una eloquenza chiarissima, fra selve di stalattiti e stalammiti : una visione affascinante, caratteristica, di tutta l’Italia, dalle grotte alpine a quelle sicule, divinamente bella, nel sottosuolo, come alla luce del sole. Inghiottitoi verticali e cunicoli tortuosi, caverne immense, scrosci di casca­te irrompenti e mistero di specchi immobili ed oscuri : e, nell’orrido divino, una pazza fauna di animali senz’occhi, una strana flora di pallide piante, tut­to un mondo irreale, negli aspetti e nell’anima. Si usciva dalla Mostra colla mente percossa e presa dalla abissale profondi­tà del mistero. Al Congresso Nazionale di Trieste, merito e vanto dell’alpinismo giulia­no, dovrà seguire, in epoca non lontana, un grande Congresso internazio­nale di speleologia a Roma : l’impegno assunto, pochi mesi or sono, ai con­fini d’Italia, sarà mantenuto integralmente, come è costume di quest’epoca, densa di opere concrete.

ANGELO MANARESI

V Congresso Nazionale di speleologia – Salerno 1951

 Onorevole Signore,
Il V° Congresso Speleologico Italiano, al fine di realizzare il voto espresso dai partecipanti al precedente Congresso, riuniti in Foggia nella seduta conclusiva, avrà luogo in Salerno, dal 25 al 30 Ottobre 1951. Queste riunioni annuali di Speleologi e di studiosi di altre discipline, che convengono in questa o in quella parte d’Italia, rivestono notevole importanza, in quanto mirano non soltanto a perfezionare la conoscenza della distribuzione del fenomeno carsico nella nostra Penisola, ma anche a suscitare fervore di ricerche e di studi, attraverso relazioni e comunicazioni, seguite da dibattiti scientifici, su problemi di carattere geografico, geologico, idrografico, biologico e paletnografico, la cui soluzione interessa i cultori delle scienze, che di tali problemi si occupano, e gli appassionati e benemeriti investigatori dello svolgimento del carsismo ipogeo. Ampiamente diffuso in Italia, esso vi si presenta con caratteristiche forme che, specialmente nel nostro Mezzogiorno ove non poche grotte offrirono asilo all’uomo preistorico, richiamarono sempre l’attenzione di noti studiosi italiani e stranieri, E fra le regioni carsogene di questo estremo lembo peninsulare, il salernitano occupa un posto di particolare importanza, sia per la diffusione del fenomeno del calcare, sia per i cospicui ritrovamenti preistorici, che hanno sempre dato un ‘valido contributo allo sviluppo delle ricerche geomorfologiche e paletnografiche insieme, ed infatti, tanto se si spinga la nostra investigazione ai rilievi calcarei e dolomitici del trias superiore, di cui sono proprie le forme erose e frastagliate, le alte guglie dentellate, le lunghe creste seghettate e le falde biancheggianti, comprese fra l’alta valle dell’ Agri e il vallo di Diano, da dove continuano e si protendono a settentrione, formando In parte fondamentale dei Monti Pacentini e girando ad arco nella penisola di Sorrento; quanto alle grandi ed estese masse tabulari, inclinate e fratturate, costituite in massima parte di pile e di calcari stratificati del cretacico e frequentemente coronate da solide e spesse creste di calcari nummulitici dell’ eocene medio, tali manifestazioni di carsismo si mostrano veramente cospicue per numero e per importanza.  Al fine di poter offrire una visione di insieme della predetta distribuzione del fenomeno, l’Istituto Universitario di Magistero e l’Ente Provinciale per il Turismo, con la efficace collaborazione delle Autorità locali e provinciali, hanno predisposta la organizzazione di questo V° Congresso Nazionale di Speleologia, che avrà luogo in Salerno e che permetterà di visitare, mediante apposite escursioni, quei gruppi orografici, che rientrano nell’ambito della provincia e che presentano notevoli tracce dello sviluppo del fenomeno stesso. Ma non si creda che la predetta distribuzione del carsismo si esaurisca in questi: nel definire il piano dei sopraluoghi, sono stati prescelti quelli che offrivano la possibilità di visitare zone ormai celebri per interesse paesistico e scientifico insieme, ma di non sempre facile accesso, e si sono dovuti tralasciare altri, anche se di non minore entità, perchè avrebbero rese le escursioni troppo faticose e complesse.  Inoltre, con lo scopo di richiamare intorno al presente programma di lavoro vaste correnti di simpatie e di rendere il Congresso stimolo e fulcro di altri non contrastanti interessi culturali, il Comitato ordinatore si sta preoccupando di organizzare particolari mostre e visite di monumenti, che rendono il salernitano celebre, fra le altre regioni d’Italia; per la suggestione delle tracce lasciate da una storia millenaria e per la loro insuperabile bellezza, che acquista particolare significato sullo sfondo di un paesaggio indimenticabile.  Confidiamo, pertanto, nella larga cooperazione di Enti e di privati e nel rivolgerci a Lei, on.le Signore, nutriamo fiducia che Ella voglia ad esso assicurare, con la Sua, la iscrizione di Enti, di Istituti e di amici.  In attesa di una Sua gentile e sollecita risposta, La ossequiamo distintamente.
Salerno, 30 maggio 1951
Il Presidente dell’Ente Prov. per il Turismo
Avv. Girolamo Bottiglieri
Il Direttore del Gabinetto di Geografia dell’ Istituto Universitario di Magistero
Prof. Francesco Castaldi  

Atti del VI Congresso speleologico 1954

 Non faremo la storia del VI Congresso Nazionale di Speleologia perchè ha poca importanza di fronte al fatto che il Congresso si è celebrato, e a Trieste.
Desideriamo invece ringraziare guariti vi hanno contribuito dando piena ed entusiastica adesione. Ma in primo luogo vogliamo ricordare tutti coloro che lo hanno reso materialmente possibile: il Consiglio Nazionale delle Ricerche che ci ha elargito per il Congresso l’ ingente somma di lire 500.000; il prof. Michele Gortani che ci ha dato il modo di risolvere il grave problema della pubblicazione degli ,Atti”; l’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Trieste che ha accolto i Congressisti nella stupenda cornice del Castello di S.Giusto. La S. p. A. Cava Romana, che ha ospitato il Congresso nella luminosa baia di Sistiana; l’ Ente per il Turismo di Trieste, il Circolo Fotografico Triestino e tutti coloro che hanno dato la loro opera perchè il Congresso si svolgesse nel migliore dei modi in un momento in cui la città era ancora sotto l’occupazione militare angloamericana.
Confidiamo che il nostro non facile lavoro sia stato utile e che si siano avverate le speranze da noi riposte in questo VI Congresso: che esso rappresenti un rinnovato segno della vitalità della speleologia italiana ed un atto di fede nell’avvenire.
                                                            IL COMITATO ORGANIZZATORE

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Atti del primo convegno di speleologia del Friuli Venezia Giulia – anno 1973

La seduta inaugurale del I Convegno di Speleologia del Friuli-V nezia Giuliasi svolge nella sede. Gentilmente concessa, del Circolo della Cultura e’ delle Arti di Trieste, alla presenza dei 130 iscritti, dei membri del Comitato Scientifico, della Soprintendente ali Antichità arch. Gabriella Pross Gabrielli del prof. Carlo D’Ambrosi. Prendono posto al tavolo della Presidenza l’avv. Giovanni Tomasi il presidente della Società Alpina delle Giulie, il dott.. Carlo Dal Cer, in rappresentanza del dott. Alfeo Mizzau, Assessore Regionale ai Beni Ambientali e Culturali, il dott. Fausto Faraguna in rappresentanza del Sindaco, e il Presidente del Comitato organizzatore Carlo Finocchiaro.

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 Atti del III convegno di speleologia del Friuli Venezia Giulia – anno 1977

Le fatiche e le preoccupazioni, per gli organizzatori del III° Convegno Regionale di Speleologia, terminavano venerdì 4 Novembre alle ore 13.00, allorquando la macchina del Convegno, con l’apertura della Segreteria iniziò a muoversi da sola. Nella serata, relatori ed appassionati speleologi si sono riuniti presso l’Auditorium del Palazzo della Regione per assistere alla proiezione dei filmati: “Kapatatuka” di Rinaldo Saunig di Gorizia; “Bila Pec – Parete Bianca” di .Fulvio· Ladini di Gorizia; “Rovenska Jama” dello Jamaski Club di Idria.Tutte e tre le proiezioni hanno suscitato nei numerosi presenti ammirazione nei- confronti dei realizzatori, che sono stati lungamente applauditi. Sabato 5 Novembre, alle ore 9.00, viene svolta, sempre all’ Auditorium, la cerimonia ufficiale di apertura Convegno con l’inaugurazione della “mostra fotografica” all’allestimento della quale hanno aderito ben non solo gruppi nazionali ma anche esteri. Da segnalare, in particolare, un servizio fotografico riguardante le cavità del Carso Triestino, che verranno distrutte in seguito all’attuazione della zona industriale nella suddetta area.
Numerosi i reperti archeologici esposti,tra i quali di notevole interesse i due vasi dell’età del bronzo riportati alla luce dal nostro gruppo “L.V.Bertarelli” di Gorizia, durante gli scavi nella grotta di Cladrecis, nell’alta valle dello Judrio. Di particolare riguardo l’esposizione di fossili, tra i quali ha spiccato una collezione, gentilmente messa a disposizione da uno studioso americano, provenienti dalle zone del Nevada, negli Stati Uniti.

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XIII Congresso Nazionale di speleologia – Perugia 1978

 PRESENTAZIONE
E’ nelle nostre intenzioni che questi Atti rispecchino la realtà della speleologia italia­na attuale, nei suoi lati positivi come in quelli negativi.
Non è stata condotta infatti alcuna operazione di camuffamento attraverso una facile, rigorosa selezione dei lavori pervenuti, come sarebbe stato giusto se avessimo voluto seguire una logica strettamente scientifica. Abbiamo invece ritenuto opportuno accettare tutte le comunicazioni inviate, alcune poco adeguate ed esorbitanti i limiti imposti, per mettere in evidenza ogni aspetto di quel gran fervore che in questo momen­to anima la speleologia italiana, nella convinzione che solo così facendo è possibile tentare di ridurne gli aspetti negativi e consolidare ed espandere quelli positivi. Non è certo con il nascondere i suoi malanni che sarà possibile fare una analisi approfondita della situazione speleologica italiana, che serva da corretta base di partenza per elabo­rare delle linee di azione comuni lungo le quali operare in futuro; solo così si potranno superare le attuali, evidenti, carenze nelle forme e nel contenuti associativi e nella cultura scientifica di base.
Pertanto si è evitato di accettare solo quelle comunicazioni che, per il contenuto, l’originalità o lo stesso prestigio dell’autore, dessero “lustro” alla manifestazione ma, per contro, presentassero la speleologia in una veste che per ora non le si adatta; non è un mistero infatti che solo una ridottissima parte degli speleologi italiani ha la fortuna di possedere una cultura adeguata e di poter accedere agli strumenti universitari, indispensabili per portare avanti ricerche speleologiche serie. Inoltre, se così non fosse avvenuto, avremmo ancora una volta favorito il ripetersi delle condizioni che hanno reso assoluti protagonisti nei congressi passati i possessori delle conoscenze e del linguaggio della speleologia scientifica, lasciando a tutti gli altri, la maggior parte, il ruolo di spettatori passivi. ‘
Con ciò non si pretende di modificare di colpo una situazione radicata che ha le sue origini in un lontano passato; sicuramente però si è fatto un passo avanti verso una speleologia che coinvolga in modo creativo e costruttivo un numero sempre maggiore di appassionati, mettendo in atto potenzialità compresse. Non è nostra intenzione neppure sminuire l’importanza, determinante, della cultura e degli strumenti scientifici universi­tari che debbono sempre rimanere un punto di riferimento a cui tendere quando la volontà e le capacità lo permettano, fermo restando cire la pratica speleologica ha anche altre forme di impegno civile e culturale in cui realizzarsi.
Ed è proprio per questo che si è voluto dare – per la prima volta e contro una tradizione oramai consolidata che vede i nostri congressi unicamente riservati alle speleologia scientifica – ampio spazio e rilievo a tutto ciò che nel complesso caratterizza da Lungo tempo l’attività delle associazioni speleologiche italiane: non solo la ricerca scientifica e geografica ma anche l’impegno caparbio e incisivo verso una più ampia realtà territoriale e sociale.
Vogliamo infine sottolineare che è stato possibile dare, con questi Atti, concretezza alle nostre spinte ideali solo perché viviamo il nostro impegno in una collettività che crea e favorisce sbocchi autonomi, fornendo quei strumenti, anche finanziari, che possono permettere di svincolarsi dai condizionamenti imposti dalle altre tradizionali possibili vie di pubblicazione.
Gruppo Speleologico C.A.I. Perugia

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XVI Congresso Nazionale di speleologia – Udine 1990

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano XVI Congresso Nazionale di Speleologia Udine, 6-9 settembre 1990 con il patrocinio di Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Comune di Udine, Provincia di Udine, Società Speleologica Italiana, Club Alpino Italiano.

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Atti del I congresso triveneto di speleologia – Anno 1980

 Alle ore 9.30 di domenica 7 dicembre 1980 nell’Aula Magna dell’Istituto Tecnico industriale E. Fermi in Treviso viene dichiarato ufficialmente aperto il 10 Congresso Triveneto di Speleologia. II Segretario del Congresso Spinella, porge il saluto dei tre gruppi organizzatori ai numerosi convenuti e sottolinea il fatto che questa iniziativa ha preso il via dalla costruttiva collaborazione tra il Club Alpinistico Triestino, il Raggruppamento Escursionisti Speleologi Triestini e il Gruppo Grotte Treviso. Viene quindi data lettura dei messaggi di augurio di Carlo Finocchiaro, presidente della C.G.E.B., di Hubert Trimmel, segretario dell’U.I.S. e dell’assessore ai Beni Ambientali della Regione Friuli – Venezia Giulia, Dario Barnaba, i quali formulano i migliori auguri per la buona riuscita della manifestazione.

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Atti del Symposium internazionale per l’utilizzazione delle aree carsiche – Anno 1980

La seduta inaugurale del Symposium si apre nell’aula delle Conferenze della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Trieste. Siedono alla tavola della Presidenza il prof. Claudio Calzolari, Preside della Fucoltà di Economia e Commercio, l’avvocato Manlio Cecovini, Sindaco di Trieste, il prof. Arrigo A. Cigna, Presidente dell’Union Internationale de Speolologie, il dott. Egidio Babille dell’Assessorato Regionale della Pianificazione, il prof. Giacomo Costa, Preside della Facoltà di Scienze dell’Università di Trieste e Carlo Finocchiaro, Presidente del Comitato Organizzatore.

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 XXI CONGRESSO NAZIONALE DI SPELEOLOGIA – ANNO 2011

La seduta inaugurale del Congresso si apre nelle sale del MIB, palazzo del Ferdinandeo; siedono alla tavola della Presidenza il prof. Paolo Forti dell’Università di Bologna, il carsologo Fabio Forti della Commissione Grotte “E. Boegan”, il prof. Franco Cucchi dell’Università di Trieste, il presidente della Commissione Grotte “E. Boegan” Louis Torelli, il presidente della Federazione Speleologica Triestina Furio Premiani e il presidente della Società Speleologica Italiana Gianpiero Marchesi. Apre il consesso portando il benvenuto della città Mario Privileggi, Presidente della Società Alpina delle Giulie, seguito da Louis Torelli, Presidente della Commissione Grotte “E. Boegan”, che porge il saluto agli speleologi convenuti. Prende quindi la parola Luigi Fozzati, Soprintendente ai Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia, seguito da Gianpiero Marchesi, Presidente della Società Speleologica Italiana e da Furio Premiani, Presidente della Federazione Speleologica Triestina.

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 TIMAVO di E.BOEGAN

Presentazione
Costituita la Provincia di Trieste nei suoi attuali confini amministrativi, il problema dell’approvvigionamento idrico già per oltre un secolo dibattuto nei riguardi della Città e dei suoi immediati bisogni, si e ripresentato con nuovi aspetti e nuove necessità. Di qui, un intensificarsi delle indagini sull’imponente bacino carsico del Timavo, dal quale per tanta parte dipende la possibilità di sviluppo della Riviera Triestina.
All’ interesse scientifico che ha la circolazione idrica, per vari aspetti tuttora misteriosa, del Carso, si associa quindi uno speciale interesse contingente nel consigliare la stampa del presente lavoro, in cui l’infaticabile Cav. Eugenio Boegan ha raccolto sinteticamente i risultati delle ricerche finora compiute. A queste egli diede oltre quarant’ anni di attività continua, sia negli studi sistematici eseguiti sotto la sua guida dagli Uffici tecnici del Comune di Trieste, sia nelle esplorazioni speleologiche da lui svolte con l’ausilio degli altri arditi e benemeriti collaboratori della Società Alpina, delle Giulie.
Frutto di lunga esperienza personale e collettiva, le pagine che seguono contengono non soltanto dati precisi sul regime del massimo fiume sotterraneo d’Europa, ma anche osservazioni e impressioni che, liberandosi dagli schemi troppo unilaterali delle opposte scuole straniere, tendono a riaffermare i principi del nostro De Marchi sul carattere della circolazione idrica del Carso.
Nel ventennale della vittoria, l’Istituto Italiano di Speleologia ha tenuto alla pubblicazione di questo studio, che per fini di pubblico bene illustra il fiume sacro a fulgide, gloriose memorie.
Il Presidente dell’Istituto Italiano di Speleologia
MICHELE GORTANI

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TIMAVO di M.Galli

 Premessa
Così come il Timavo ipogeo, le sue acque e le sue sorgenti hanno da sempre attratto studiosi, poeti, uomini di lettere e di pensiero, così la storia (e talvolta le avventure) e le idee di questi uomini che ne hanno parlato o hanno cercato di sviscerarne i segreti, attraggono altri studiosi, altri uomini di lettere e scienza.
Quest’opera è la narrazione circostanziata ed attenta, talvolta ammirata, spesso critica, sempre oggettiva, della Storia del Timavo raccontata da Mario Galli.
E non ho difficoltà ad ammettere che ho seguito con attenzione divertita e interessata il tragitto storico, l’intreccio di idee, proposte, esperimenti, discussioni, problemi.
Mentre apprendevo talune cose anche per me nuove, rivedevo sotto altra luce ed in un quadro più ampio le cose note, apprezzando l’ironica, distaccata ma partecipe analisi storica e scientifica del “faticoso cammino delle scienze” sulla idrogeologia del Fiume Timavo.
Che se non è Fiume sacro alla Patria è comunque Fiume sacro alla Scienza.
Proprio la capacità di sintesi, di individuazione e di riconoscimento di quanto di valido e di non valido ma sempre essenziale allo svolgersi degli studi, è stato detto o fatto sull’argomento è caratteristica peculiare di questo volume.
Caratteristica alla quale si aggiunge una scorrevolezza del testo, per me inconsueta in questo tipo di opera, che aiuta a ben comprendere anche argomenti non a tutti familiari.
Avrei voluto farlo io questo lavoro, ma è un bene che lo abbia fatto Mario.
Franco Cucchi

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La ricerca del Timavo sotterraneo

Timavo – esplorazioni e studi
La Commissione Grotte “Eugenio Boegan” ed il Museo civico di Storia Naturale di Trieste hanno voluto affrontare il tema del Timavo sotterraneo, mettendo in evidenza la storia delle esplorazioni, le scoperte storielle e quel­le recenti e le indagini biologiche che stanno portando un enorme contribu­to alla interpretazione dei collegamenti, presenti o passati, tra le acque sot­terranee.
La presente pubblicazione vuole essere non solo una sin­tesi ma soprattutto un buon punto di partenza per un cammino che ci riserva ancora molte fatiche e molte incognite: anche per questo il Timavo resta tut­tora “arcano”.
Sergio Dolce

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International Symposium – Postojna 1996

 PREFACE
For the first time in the history of editing Acta carsologica we have succeeded, or we have been forced due to lot of material, it depends on point of view, to publish two volumes in one year And these are not thin issues but both contain normal number of pages. I cm specially glad that this happened just in the year, when the Karst Research Institute ZRC SAZU, Postojna celebrates its 50-th anniversary. This is modestly shown on the front cover by the numbers 1947 – 1997. We can say that this year’s volume is a jubilee one and Acta carsologica joins to the anniversary by more than 1000 pages.
Therefore it is right that the history of karstology and speleology is emphasized in this volume. The Institute earned in 50 years an appropriate place in this history also. First part of this number of Acta carsologica contains the papers, presented at the International symposium on the history of karst and cave science – ALCADI ’96 – which was al Postojna in the spring of 1996. This was not dedicated to the 50th anniversary of the Institute, but there ere some very important articles regarding history of our karstology and speleology. Let me mention the paper about the geodetic survey of Postojnska jama cave from 1891. Together with this paper the director of Speleological Institute of Vienna submitted o the Institute the complete and transcribed surveying book. The historical part is al the same time a sort of introduction to the forthcoming events of the next year This is 250 years since .1. A. Nagel investigated our karst. The result of hi.s work is also the first plan of Postojnska jama (1748). In the same year, 1998, Postojnska jama will celebrate 180 years of discoveries of the inner parts of the cave. This was the reason that Postojnska jama became a real show cave in 1819, that il became world known and indirectly also the reason that Karst Research Institute is located at Postojna.
The second part of the present Acta carsologica contains papers presented during the International karstological school “Classical Karst” held at Postojna in 1996. The main topic of this school was karst shafts. The Institute started to organise schools by the initiative of the Slovene National Commission far the UNESCO, and this is also supported by the Slovene Scientific Foundation. In this year the fifth school has been organised already. A small but important anniver­sary, showing that the school is being approved also in the foreign countries, evidenced by the every year bigger number of participants. Far the school Acta carsologica is important too as the papers of the schools are printed in it.
But I must not speak of the jubilees only. There are also so called “Other papers”. Also for this part the interest among the (future) authors increases every year I am glad that among them there are young researchers and also recognized authors from the scientific circles.
That we were able to publish that much in one year I must thank the Ministry of Science and Technology as the biggest supporter But we must not forget the sponsors and financial support of both publishers.
                                                                                                The Editor

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Stralcio atti del IV congresso Internazionale di speleologia in Yugoslavia

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 Atti del I congresso della federazione speleolociga Toscana

 Il I Congresso della Federazione Speleologica Toscana ha avuto inizio alle ore 9 nella Sala consiliare del Comune di Pietrasanta, gentilmente messa a disposizione da quell’Amministrazione. Numerosi gl’intervenuti. E’ stata affidata la presidenza del Congresso, per accla­mazione, all’illustre prof. Ezio Tongiorgi dell’Università di Pisa. Dopo il breve discorso di saluto e di augurio del prof. Bruno Antonucci, presi­dente del Comitato organizzatore, l’avv. Filippo Eugene Luchi, Sindaco di Pietrasanta ha salutato i convenuti, esaltando la loro duplice attività sportiva e scientifica.

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 Atti del VI convegno speleologico dell’Emilia Romagna

 I convenuti vengono accompagnati nello storico castello, sede del Municipio, dal Sindaco Prof. Achille Mantovani e dalle Autorità locali. Dopo un rinfresco offerto dall’Amministrazione Comunale, i convenuti passano nella vicina Sala Comunale della Cultura di recente ripristinata ed elegantemente arredata. In locali adiacenti alla sala 2 allestita, a cura del Comitato Scientifico F. Malavolti, una mostra archeologica. I convenuti si soffermano brevemente a visitarla, quindi passano nella sala del Convegno.

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Atti del VIII convegno speleologico del Friuli Venezia Giulia

VII – Convegno regionale di speleologia del Friuli Venezia Giulia – località cave di Selz (Ronchi dei Legionari – GO) – 4-5-6 giugno 1999

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