Abisso Anubi

ABISSO ANUBI –  SCHEDA TECNICA

L’ingresso, in frattura semi ostruita dai massi (ora sgomberati), si apre sulla cresta che da Sella Bila Pec sale verso Sella Ursich a quota 2070. Scendendo in arrampicata per sei metri si arriva alla base della frattura che si segue in direzione Sud ove, oltrepassando una prima strettoia, ci si affaccia al primo salto di sette metri (scendibile in arrampicata). Dal fondo, sempre verso Sud, lasciando perdere gli sprofondamenti nelle ghiaie si risale un grosso masso (caratteristico) di faglia, oltrepassato il quale scendendo in direzione Nord si arriva al primo vero pozzo (P.48, corda). Non scenderlo fino alla base ma a otto metri dal fondo seguire una frattura laterale discendente, molto stretta per i primi venti metri (arrampicata), poi più accogliente, che ci conduce alla profondità di –90; qui incrociamo una condotta da cui un ramo prosegue verso SE ed uno verso NO. Il ramo di NO è stato esplorato fino a quota –300 dove un largo P.100 con cascata conduce ad un meandro (direzione Est) attivo e molto stretto. Al momento questo ramo è stato seguito sino ad una condottina inesplorata. Il ramo SE, molto più interessante, prosegue per trenta metri; aggirato un primo P.20 dopo altri trenta metri conduce al pozzo più profondo di questo ramo dell’abisso P.90 (corda). Questo, che potrebbe essere perfino percorso in arrampicata libera, si sviluppa lungo una frattura larga solo un metro e lunga a tratti oltre venti, interessato da forte stillicidio, mantiene sempre la direzione SE. Alla sua base una galleria discendente (arrampicata) conduce ad una condotta di dimensioni ridotte (1,5 x 1,5 metri) e prima che questa diventi troppo stretta svoltare a destra e sempre per condotta si arriva ad un P.15 (corda). Alla sua base, dopo una strettoia un secondo P.10 (corda) conduce ad un grosso meandro impostato su faglia che sempre in direzione SE porta ai successivi cento metri di condotta; lo sviluppo di tutto questo ramo sub orizzontale è di 200 metri. Essa termina su di un ampia caverna che si raggiunge calandocisi per venticinque metri (corda); un successivo P.10, proseguendo sempre in direzione SE, conduce in una labirintica frana dove sono stati attrezzati alcuni salti, P.7 – P.4 – P.7 – P.10 ed altri passaggi discendenti da affrontare, con attenzione, in arrampicata. Alla base del P.10 finalmente la grotta cambia conformazione: qui un grande P.60 e un P.10 conducono, dopo un breve saltino, ad un’ampia galleria. Seguita la galleria in direzione SSE per cinquanta metri ci si trova ad un ampio bivio, il ramo che continua in direzione SE prosegue in salita, nel 2015 è stato risalito fino a sboccare in una grande caverna (m 30×50 ed alta 60-70). Questo ramo è percorso da una fortissima corrente d’aria che prosegue nel ramo che andremo a percorrere noi in direzione Est e che conduce all’attuale fondo. Presa quindi la galleria discendente in direzione Est, dopo un primo P.8 (la galleria continua alta) ed uno stretto meandro ci si trova alla partenza di un P.27 percorso da una tonante cascata. Risalita la china detritica alla sua base in direzione Est e ridiscesa in direzione Sud si è alla partenza del successivo P.20. Questo pozzo non viene sceso del tutto ma a cinque metri dal fondo si entra in un ampio meandro che viene percorso alla sua sommità per ottanta metri; i punti più disagevoli sono stati attrezzati con delle corde fisse per rendere i passaggi più sicuri. A questo punto mentre il meandro continua nei ringiovanimenti in un frastuono d’acqua, la grotta cambia completamente direzione proseguendo in una discreta galleria lunga cento metri, leggermente ascendente, in direzione Nord che ci porta in un ampia sala.

Lago del Meandro a -500 (foto R. Romano)

Scendendo la china detritica nella sala in direzione NE un passaggio in frana (arrampicata discendente) conduce ad un P.30 (corda). Qui entriamo nel lungo (300 m) cañon (direzione Sud) che sia d’estate che d’inverno con regimi idrici minimi viene attraversato da un fragoroso torrente. Verso la fine del meandro due frane obbligano a contorsionismi per esser oltrepassate e mentre la prima con un’arrampicata di cinquanta metri conduce al Salone Leo – dove proseguono le esplorazioni – la seconda porta ad una galleria dalle dimensioni di metri 10 x 10 che si interna in direzione Est. Questo ultimo tratto con il pavimento costituito da fanghi nerastri presenta evidenti i segni del livello delle piene che arrivano al soffitto allagando la grotta per centinaia di metri. Al termine della galleria, quota –556, un esiguo passaggio conduce ad un P.20 e dopo uno stretto meandrino e successivo P.10 si giunge ai sifoni terminali (fondo attuale). Questo tratto non è stato rilevato ma la quota stimata è –600. Dal salone Leo, trovato ultimamente seguendo i flussi d’aria, due gallerie contrapposte conducono a nuove zone ancora in fase di esplorazione. Lo sviluppo attuale è di oltre i due chilometri rilevati e due fondi, a –300 e –600.

Rocco Romano

Campo base a -580 (foto R. Romano)