Napoleone Cozzi

 

Napoleone COZZI – Trieste 05.02.1867 – Monza 23.12.1916

Nato a Trieste il 5 febbraio 1867 da famiglia originaria di Castelnuovo di Travesio, sin da giovane si dedicò all’arte decorativa e frequentò il Banco Modello, prestigiosa scuola di disegno. Guadagnatosi l’ammirazione del suo maestro, Eugenio Scomparini, insieme a lui decorò il Teatro Politeama Rossetti, il Teatro di Zagabria e – da solo – quello di Pirano e, in Trieste, il Caffè San Marco e molti ambienti della Ginnastica Triestina, tra i quali l’ammiratissima Sala d’Armi.
Di prestanza fisica non comune, praticò con successo il canottaggio, il nuoto e soprattutto la scherma, conquistando da campione numerose medaglie e diventandone maestro alla Ginnastica. Nel 1884 il suo nome compare nell’elenco dei soci della Società degli Alpinisti Triestini, diventata Società Alpina delle Giulie nel settembre 1885. In seno ad essa, nel 1886 venne cooptato nella “Commissione Grotte” e di questa sua attività ci ha lasciato alcuni pregevoli acquarelli della Grotta di Trebiciano.
Ma l’attrazione della montagna fu prevalente e ne fece il caposcuola dei “senza guida” dell’Alpina, ristretto gruppo di amici della Squadra Volante che si allenavano in Val Rosandra, nella Draga di Orlek e sulle rocce di Prosecco preparandosi alle più audaci imprese alpinistiche. Tali imprese Cozzi le immortalava nei suoi preziosi taccuini di acquarelli: quello del 1888, con diverse vedute montane dal Cornon della Val Grande al Monte Pura di Ampezzo; quello della Pasqua 1898 sul Monte Chiampon e, nello stesso anno, quello della Cima Piccola di Lavaredo; quello del 1902 delle Prealpi Clautane; quello del 1907, comincia col Montasio e finisce col ghiacciaio della Civetta ed il recupero del corpo di Giuseppe De Gasperi che vi era precipitato.
Nel luglio 1904 fu arrestato dalla polizia austriaca con l’accusa di alto tradimento in seguito al rinvenimento nella sede della Ginnastica di alcuni ordigni esplosivi e rimase in carcere per dieci mesi, prima a Trieste e poi a Vienna, in attesa del processo che per lui si concluse con l’assoluzione.
Nel dicembre 1914 si allontanò da Trieste per recarsi nella casa di famiglia a Travesio in attesa di potersi arruolare nell’esercito italiano. Alla vigilia della guerra, dopo un iter burocratico per ottenere la dispensa all’impedimento del matrimonio, sposò la giovane cugina Albina Tommasini, sua compagna in tante difficili salite, quindi venne arruolato con il grado di sergente nel Battaglione Tolmezzo dell’Ottavo Alpini e mise a disposizione al Comando Zona Carnia le sue conoscenze dei monti del Friuli, per la quale attività gli sarà conferita postuma la Croce al Merito di Guerra. Minato da un male incurabile nella sua pur robusta fibra, si spense il 23 dicembre 1916 nel sanatorio di Monza, amorevolmente assistito dalla giovane moglie.
Quattordici anni dopo, il 19 ottobre 1930, la Società Alpina delle Giulie intitolava al suo nome il “fiore all’occhiello” dei propri rifugi, costruito sul Tricorno (Triglav) a m 2150 nei pressi della Sella Dolic.
(Testo pubblicato da Sergio Duda sul numero 105/2 – anno 2011 di Alpi Giulie)
Il Comune di Trieste gli ha dedicato una via nel popolare rione di San Giovanni (fra la via E. Boegan e la Strada per Longera).

Ulteriori notizie su Napoleone Cozzi si possono trovare in:

  • – – , 2007: Cozzi, alpinista e patriota, Lo Scarpone, Milano marzo 2007: 7
  • E. C., 1920: Napoleone Cozzi, Alpi Giulie, a. XXII, n. 1: 3-6, Trieste gen.-feb. 1920
  • GIORGETTA A., 2007: Napoleoni Cozzi (recensione di Lunazzi M.), Rivista Mensile del CAI, nov.-dic. 2007: 67
  • LUNAZZI M. (a cura di), 2007: Napoleone Cozzi. Da Trieste alle Alpi, Comune di Travesio / Fondazione CRUP, Travesio (PN) 2007, pp. 216
  • MARTELLI C. H., 2009: Dizionario degli Artisti di Trieste, dell’Isontino, dell’Istria e della Dalmazia, Hammerle ed., Trieste 2009, pp. 399
  • L. S., 2007: Le opere e le imprese di Napoleone Cozzi in una mostra, Messaggero Veneto, Udine 29 marzo 2007
  • STOK A., 2000: Le opere e gli autori, in “Timavo arcano. Grotte e arte”, Comune di Trieste e SAG – CGEB ed., Trieste 2000: 11-49

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